Fine master alla scuola Dolce e Salato di Maddaloni

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Dolce e Salato. Evento fine master Che-Futuro
Dolce e Salato. Evento fine master Che-Futuro

di Antonella D’Avanzo

Grande festa di fine Master per tanti giovani chef, pasticcieri, pizzaioli e barman lo scorso 10 luglio alla scuola professionale Dolce e Salato di Maddaloni (Caserta). La scuola, ente accreditato dalla Regione Campania, diretta dallo chef e Maestro Giuseppe Daddio e dal Maestro pasticciere Aniello Di Caprio è la prima realtà sul territorio campano ad occuparsi di alta formazione in ambito gastronomico. “Un laboratorio del vero” che ha messo a punto un format didattico di tipo trasversale, attraverso il quale valorizza ogni singolo corsista affinché ognuno trovi il proprio spazio su un mercato molto eterogeneo, dove vengono rilasciati attestati validi a livello nazionale ed internazionale.

L’evento, organizzato come di consueto per salutare gli allievi che completeranno il proprio percorso formativo con uno stage presso strutture di rilievo italiane ed estere, ha visto un interessante e partecipato dibattito dove sono stati trattati argomenti quali la possibilità di crescita professionale delle nuove leve nel settore gastronomico, grazie alla figura del nuovo modello di Chef, CHE-Futuro.

Il dibattito è stato aperto dallo chef Giuseppe Daddio, direttore della Dolce e Salato, che ha salutato le famiglie degli allievi, ha presentato i corsi, le attività e sottolineato che il settore dei servizi vuole e pretende una figura professionale, quella dello chef, bravo a studiare i menu, a scegliere i collaboratori e a dare loro le giuste mansioni e a gestire la propria attività, quindi un manager della cucina; contemporaneo, saper introdurre novità in cucina seguendo le tendenze alimentari dei consumatori con attenzione alla salute del cliente, cercando prodotti e materie prime che non facciano male; “tecnologico”, cioè utilizzare in modo corretto la tecnologia in cucina. Inoltre deve possedere doti caratteriali, comunicative e deve aggiornarsi perché si sa bene che per migliorare bisogna sempre avanzare in un costante ed equilibrato progresso e non dimenticarsi mai di essere grintosi sul mercato. Caratteristiche che vanno incontro ad un consumatore alla ricerca di piatti semplici con sapori che rispecchino le materie cucinate. A seguire, Vincenzo D’Antonio noto giornalista di settore firma di “Italia a Tavola” che ha parlato dello chef 3.0, lo chef con una esperta manualità e mente d’opera a cui non deve mancare curiosità, madre del conoscere e del crescere e l’economista e giornalista Michele Armano che ha affrontato la tematica del prodotto pizza nella crescita economica e di settore.

Hanno concluso il Maestro pizzaiolo napoletano Enzo Coccia e la Prof.ssa Annalisa Romano docente di Processi dell’Industria Alimentare alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II Napoli, che hanno messo in luce la crescita conoscitiva avuta negli ultimi anni sul prodotto pizza, piatto che per Napoli rappresenta il passato quanto il futuro, autori insieme al Prof. Paolo Masi Preside della Facoltà d’Agraria di Portici e docente universitario di Scienze e Tecnologie Alimentari del libro “La Pizza Napoletana più di una notizia scientifica”. Hanno portato un contributo alla discussione anche i fratelli Susta, che da corsisti sono diventati Maestri del corso “diventa pizzaiolo” della Dolce e Salato e Roberto Onorati, Maestro barman.

La giornata è terminata con un assaggio di gustosi finger food salati, dolci e pizze preparati dagli allievi della scuola.