Fiorduva 2006 Costa d’Amalfi doc

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MARISA CUOMO

Uva: ripoli, fenile, ginestra
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro 
Fermentazione e maturazione: legno

So che può sembrare snob, ma di Marisa e Andrea Ferraioli ho sempre amato, che dico, adorato, il Furore bianco base per la sua esplosiva immediatezza. Una sensazione non solo mia visto che nelle degustazioni coperte di Vini Buoni d’Italia a Paestum ha sempre avuto un marcia in più fino ad essere coronato: e qui le prove sono sempre assolutamente coperte. Il pluricelebrato Fiorduva, invece, pur essendo un grande vino capace di raccogliere grandi e importanti consensi, non mi ha mai colpito il cuore per via di un legno a mio giudizio sempre eccessivo che regala la sensazione di una donna troppo truccata di primo mattino. Non facendo parte della schiera di quelli che amano aggredire chi lavora in campagna, ho preferito aspettare lo scorrere del tempo in attesa del momento giusto che è arrivato ieri sera nel corso della serata sui vini della provincia di Salerno organizzata da Vito Puglia al Convento di San Michele, una splendida struttura nel centro storico longobardo della città dove si stanno facendo molti laboratori incrociando vino, arte, architettura, cinema come potete vedere sul sito www.ilconventosanmichele.it . Un ripasso delle migliori etichette del Sud della Campania con tante conferme e, per quel che mi riguarda, la piena riconciliazione con questo bianco che stavolta si è presentato al naso leggero e floreale, poi la speziatura dolce tipica del legno con piacevoli note agrumate di frutta e miele millefiori, in bocca una acidità assolutamente padrona della beva, auterevole che allontana ogni tentazione ruffiana, con una occupazione del palato assoluta, prolungata e spinta fino all’inverosimile prima della chiusura pulita e asciutta. La 2006 si conferma così annata positiva per i bianchi della costa, di assoluta pienezza e struttura, con un frutto che comunque ha conservato l’acidità pur riuscendo a raggiungere la giusta maturazione: voglio solo ricordare l’eccezionale esecuzione sull’altro versante, nel Cilento, del Kratos ad opera dello stesso enologo, Luigi Moio. Pur essendo un bianco molto concettuale e sofferto, il Fiorduva ha avuto un comportamento pregiato a tavola sposandosi senza difficoltà con alcune grandi creazioni 2008 del San Pietro di Cetara, leggi la panzanella di mare con tonno e prosciutto di allittera che da solo vale il viaggio oppure la braciola di tonno nella sua colatura, una prima assoluta. In sostanza, se posso riassumere in un parola il tutto, il Fiorduva 2006 mi è piaciuto per la sua capacità di esprimere semplicità ed immediatezza, piena la discrasia fra olfatto e palato come è in quasi tutti i vini campani nei prime tre, quattro anni di vita,  che è esattamente quello che sempre mi voglio aspettare dai bianchi, ma anche dai rossi, della Costa d’ Amalfi.

Sede a Furore, Via G.B. Lama, 14. Tel. 089 830348  e fax 089 8304014 . E mail:  info@granfuror.it, sito:  www.granfuror.it. Enologo: Andrea Ferraioli. Ettari: 2,5 di proprietà. Bottiglie prodotte: 100.000. Vitigni: aglianico, piedirosso, falanghina, biancolella, fenile, ginestra.