Fisar, Mario Del Debbio non è più presidente

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Mario del Debbio
Mario del Debbio

Mario Del Debbio non è più presidente della Fisar. La sua appassionata lettera di commiato ci ha commosso, ricca di sentimento e priva di rancori. Ed è per questo che la rilanciamo volentieri.

di Mario Del Debbio

Non sono più il Presidente della Fisar.
Lo dico così, a freddo, quasi sperando che dicendolo tutto d’un fiato il fatto possa passare inosservato.
Questa mattina ho rassegnato al Consiglio Nazionale riunito le mie dimissioni, confermando quanto già avevo comunicato per posta nei giorni scorsi.
L’ultimo gesto che avrei voluto fare, visto l’amore e l’attaccamento che ho, e che sempre ho avuto e dimostrato, per questa associazione. Purtroppo ho dovuto prendere atto che non sussistono più le condizioni per poter portare avanti con la giusta serenità e condivisione il progetto per il quale avevo a suo tempo richiesto ed ottenuto la fiducia del Consiglio Nazionale e dei soci. Le divergenze programmatiche hanno raggiunto limiti non più sanabili.
Ma il cambiamento è oramai iniziato e non è più arrestabile, può solo essere assecondato se si vuole guardare con fiducia al futuro. Esco di scena in un momento importante per Fisar, finalmente protagonista riconosciuta nel mondo dell’enogastronomia. Tra le tante soddisfazioni registrate porto sicuramente con me l’emozione provata al Lingotto di Torino alla presentazione della Guida Slow Wine nell’ottobre scorso: intervenire sul palco per parlare di Fisar e Sommellerie di fronte “al vino italiano” e farlo subito dopo un grande Carlin Petrini non è stata cosa da tutti i giorni. Mi auguro che questo momento importante si protragga per un tempo lunghissimo e che Fisar sappia presto raccogliere quanto è stato seminato negli ultimi mesi. Lascio in eredità un percepito di Fisar nell’opinione pubblica di grande rispetto e considerazione come mai, forse, avevamo registrato prima e ringrazio giornalisti, blogger, produttori, colleghi di altre associazioni ed appassionati di vino in genere che hanno voluto onorarmi della loro stima e amicizia.
Tante, veramente tante, sono le persone che devo e voglio ringraziare. Lo farò e lo sto già facendo privatamente. Un ringraziamento speciale però, voglio assolutamente farlo a tutti i Sommelier, a tutte le ragazze e i ragazzi che con passione e professionalità portano in giro la nostra divisa impegnandosi in turni di servizio a volte massacranti, per la durata e la fatica richiesta, e nonostante questo lo fanno sempre con il sorriso sulle labbra, per l’orgoglio di esserci. Loro sono l’immagine più bella e più pulita, la vera forza di questa Fisar, quella forza che consente di superare anche i momenti più difficili. Per questo motivo ho scelto questa foto, perché pur non svolgendo servizi da diversi anni non ho mai smesso di sentirmi come loro, sempre con la valigetta pronta ed il cavatappi in tasca!
Grazie ragazzi, il mio abbraccio più forte è per tutti voi, sono orgoglioso di avervi rappresentato.
Ricordatelo sempre: semplicità e professionalità. Queste sono le uniche armi vincenti, in grado di farvi apprezzare da tutti.
Si chiude per me un ciclo durato 12 anni e francamente non so cosa farò domani perché mi mancherete davvero tanto. Io, però, sono una persona che sogna ad occhi aperti e quindi voglio chiudere con un messaggio a chi invece da tempo mi pare abbia smesso di sognare: non sempre i sogni muoiono all’alba, alcuni resistono, piano piano si abituano alla luce del sole ed improvvisamente, tra lo stupore degli increduli, diventano realtà.

3 commenti

  • antonio zinno

    (7 febbraio 2015 - 20:15)

    fiero ed onorato di averla conosciuta Signor Presidente,grazie per la passione e l’impegno,le cose cambiano ma i veri uomini restano,un saluto da un Sommelier di Varazze

  • Giustino Catalano

    (8 febbraio 2015 - 15:54)

    Ignoro quali siano i motivi che lo abbiano spinto a rassegnare le dimissioni ma se sono gli stessi per i quali ho deciso di non rinnovare più la tessera non posso che comprendere. In ogni caso, benché ignori le motivazioni, ha la mia stima per aver mostrato che esiste gente che sa ancora staccarsi con dignità dalla “cadrega” alla quale è indecorosamente avvinghiata.

  • Mariateresa Lanza

    (8 febbraio 2015 - 17:49)

    Caro Mario
    Con grande dispiacere apprendo che hai lasciato la Presidenza, non so quali siano state le ragioni che ti abbiano portato a lasciare il posto cosi’ meritato e cosi’ elogiamente curato! Ma credo che come sempre i migliori lascino agli altri il da fare che richiede compromessi troppo pesanti da giustificare alla propria coscienza!

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