Foglianise (Sannio), Tintori Wine bar

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Vico G. Vetrone, 2
info@tintoriwinebar.it
www.tintoriwinebar.it
348.7136114 – 393.9024469
Aperto: da giovedì alla domenica (dalle ore 18.30)

E’ sempre un gran piacere andare in giro alla ricerca di nuovi luoghi dedicati a Bacco ed incontrare giovani alle prese con progetti veramente interessanti. Gaetano ed Antonio trasmettono con immediatezza la loro passione per il mondo del vino e della ricerca gastronomica. Una passione che si coglie già nell’arredamento, curato da un architetto anche lei giovanissima (Simona De Filippo), di questo graziosissimo locale aperto nel dicembre del 2006. Il mix di pietra e legno, misto a colori caldi, luci soffuse e linee essenziali, rendono l’ambiente confortevole e rilassante.  Circa quaranta i posti tra interni ed esterni, ricavati in un luogo che ha anche una suggestiva storia da raccontare e che ha dato il nome allo stesso wine bar. L’ubicazione costringe a percorrere stradine del centro storico, per cui sarebbe necessaria adeguata segnaletica (il riferimento da seguire è la vicina agenzia viaggi ‘FC Travel’). Il locale, nella seconda metà dell’Ottocento, veniva utilizzato per la conservazione e la commercializzazione del miele prodotto in zona; agli inizi del Novecento, poi, nel vicolo adiacente al locale l’apicoltura lasciava il passo alla lavorazione del baco da seta. Tra le mura in  pietra  che affaccia su questo vicolo, i “tintori”, grazie all’aiuto di una pianta locale (‘murtella’) utilizzata come collante, fissavano il colore ai pregiati tessuti. La stessa attenzione nella cura del luogo colpisce immediatamente all’apertura della carta dei vini. Non moltissime le etichette (circa 130) ma tutte ben selezionate, a partire dall’ampia proposta dei vini dell’area del Taburno. Completano il quadro campano le migliori etichette della provincia con puntate ben studiate nel panorama regionale. Stesso discorso va fatto per le proposte enologiche extraregionali: Toscana, Umbria, Sicilia, ma anche diverse chicche dell’Alto Adige e di altre regioni del Nord. Onestissimo il ricarico.

Ad accompagnare il vino la proposta di una birra, anche questa scelta con grande sapienza: la birra artigianale Saint John’s prodotta a Faicchio dai fratelli Mario e Gianni Di Lonardo. Altrettanto soddisfacente è la proposta gastronomica, incentrata su portate dall’apparenza sobria ma frutto di una ricerca continua sul territorio. In cucina è impegnato Carmine, altro giovane foglianisano. Ottimi taralli dell’antico forno Caruso di Benevento, salumi dell’azienda Tomaso di Faicchio e sfiziosa bruschetteria per esaltare patè di olive e tartufi. Ma le punte più elevate del gusto sono rappresentate dalle proposte dei formaggi: caciocavallo di Castelfranco in Miscano (del Caseificio Miscano), pecorino di Laticauda, caprino, vaccino del Taburno ed un paglierino di bufala prodotto a San Giuliano del Sannio (in Molise) che ci è stato offerto accompagnato da miele di acacia al tartufo (abbinamento molto ben riuscito). Altro prodotto che ci ha entusiasmato è la mostarda di aglianico preparata in autunno da Antonio e Gaetano utilizzando un’antica ricetta e utilizzata per accompagnare i formaggi più stagionati. Nella carta dei dolci spicca la pannacotta al vinocotto servita accompagnata da frutta fresca (fin qui, ci spiega Gaetano, l’abbiamo proposta con le pere nel periodo invernale e con le fragole in questi ultimi mesi). Ci piace chiudere la scheda facendo riferimento all’ottimo olio extravergine di oliva di Ortice che i ragazzi presentano illustrando l’antica pietra dell’olio che domina un angolo del locale, scolpita direttamente in loco dal blocco calcareo che sorge dalla linea del pavimento.

Pasquale Carlo