Fois Aglianico 2007 Sannio doc

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CAUTIERO
Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 1 a 5 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Capita per caso qui a Pozzuoli, sa che quattro chiacchiere non le facciamo mai mancare, in più lo turba la scelta della nuova etichetta dell’aglianico Donna Candida di prossima uscita, una ragione in più per alimentare argomentazioni. Entra nel bel mezzo di Diario di una Bevuta mentre il Terra di Lavoro di Galardi è di scena: non ha, sino ad ora, imbroccato il piano sequenza giusto per impalarci davanti al bicchiere, per cui in attesa di segnali più convincenti l’happening vira più che sul vino versato su fatti di altri vini, persone, luoghi. Fulvio Cautiero è un giovane dalla faccia pulita, è sveglio, educato, attento; è entrato nel mondo del vino in punta di piedi, era il 2002, con l’intelligenza e con l’entusiasmo di chi a 26 anni anziché sognare Belen o il Grande Fratello ha voglia di sporcarsi le mani con la terra: 2002, pessima annata, per molti anche l’inizio della lunga crisi economica che ancora oggi ci attanaglia.
Nulla però negli anni ha fatto vacillare il suo progetto alle pendici del Taburno, in località Frasso Telesino, comune sconosciuto (quasi) persino alle mappe di Google ma non alle strade del vino: “qui il vino c’è l’hanno nel sangue, ma tengono la capa tosta”, diceva suo nonno Giovanni Di Mezza, contadino per vocazione e viticoltore per passione riferendosi alle enormi potenzialità dell’area e all’assoluta incapacità di fare sistema puntando sulla qualità. Dopo aver rilevato la masseria Donna Candida, 4 ettari nel cuore del Sannio Fulvio ha sviluppato un percorso conoscitivo del terroir molto profondo, per circa due anni si è dedicato in maniera costante allo studio dei terreni, qui generalmente ricchi di scheletro e di natura argilloso-calcarea pur non senza differenziazioni da sud a sud-ovest della tenuta, ed ha nel tempo, reimpiantato tutte le vigne vecchie, molte delle quali allevate male o con sistemi obsoleti.
Oggi l’azienda arriva a produrre circa 9.000 bottiglie tra falanghina, greco ed aglianico, tra un paio di anni si supereranno le 10.000 con il cru Donna Candida che esordisce quest’anno con poche bottiglie di una possente vendemmia 2007 (di cui parlerò in seguito) ma che entrerà a pieno regime nel 2011. Il Fois 2007 invece è il vino per così dire base, rientra nella doc Sannio (Fulvio la preferisce a quella di Solopaca) e lasciando stare le prime, personali, riserve sull’etichetta lo mettiamo subito alla prova, anche perché nel frattempo il pur buono Terra di Lavoro 2006 ci fa mancare il suo apporto emozionale, soprattutto al palato dove una spiccata acidità, assolutamente inaspettata e quasi fastidiosa, ci tiene lontano da ammiccamenti e standing ovations. Colore rubino con netti riflessi porpora, concentrato nel bicchiere, poco trasparente, invitante. Il primo naso è spiccatamente floreale e fruttato, si sentono nitidamente viola, amarena, mirtillo. Lo lasciamo respirare un poco, ha una nota terziaria che tarda a svelarsi.
Fulvio ci spiega che il Fois viene lasciato per circa un anno in barriques di terzo passaggio, ecco quindi la nota tostata che addiviene lievemente amara in bocca, qualcuno l’aveva percepita come sentore di tabacco, caratteristica per certi versi dell’aglianico amaro di queste parti, ma non di questo vino che nasce da cloni “vulture” “taurasi”. Il giusto tempo di attesa ci concede altre riflessioni sul Terra di Lavoro e l’ossigenazione al vino una beva davvero piacevole, intrisa di frutto, fresca e scorrevole nonostante i 14 gradi abbondanti (14.28): in cinque la bottiglia è sparita prima di fargli i complimenti, poco prima dell’ultimo boccone di pizza nel ruoto con origano ed olive nere di mia suocera.

Questa scheda è di Angelo Di Costanzo

Sede a Frasso Telesino Contrada Arbusti
tel./338.7640641,

fcautier@inwind.it
Ettari di proprietà: 4, bottiglie prodotte: 9.000
Enologo Alberto Cecere.
Vitigni: aglianico, piedirosso, falanghina, fiano, greco.