Forgiato 2001 Lacryma Christi doc. Il Vesuvio che non ti aspetti.

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Forgiato 2001 (Foto Marina Alaimo)

VILLA DORA

Uva: aglianico e piedirosso
Fermentazione e maturazione: legno
Prezzo: dai 15 ai 20 euro

Tornare tra i vecchi vigneti a pergola vesuviana dell’azienda Villa Dora costituisce sempre un’esperienza toccante. La bellezza del paesaggio in questo angolo di Vesuvio è mozzafiato. La tenuta di 13 ettari disegnati da oliveto e vigneto si integra con armonia nell’habitat del vulcano dove la natura è rimasta miracolosamente intatta.

 

Villa Dora. Il vigneto (Foto Marina Alaimo)

 

In questo periodo dell’anno impera la ginestra che tinteggia di giallo lo spazio intorno, inebriando l’aria con il suo inconfondibile odore dolciastro. Imponente è la presenza degli altissimi pini ad ombrello che svettano alti verso il cielo ombreggiando con cura il suolo lapillico in questa estate particolarmente calda.

Vincenzo Ambrosio a Villa Dora con il Vesuvio alle spalle (Foto Marina Alaimo)

L’affettuosa accoglienza della famiglia Ambrosio conferma la soavità del paesaggio. E per rendere la visita indimenticabile Vincenzo decide di stappare una bottiglia di Forgiato Lacryma Christi rosso del Vesuvio 2001, prima annata di produzione dell’azienda. L’etichetta è diversa da quella attuale e rende ancora più prezioso questo inaspettato assaggio.

Solo il colore granato fa trasparire l’arco di tempo trascorso dalla vendemmia, mentre sia al naso che al palato il vino cavalca gli anni con temperamento da giovinetto esuberante. E’ questa l’unica azienda vesuviana fino ad oggi che abbia saputo investire sul valore del tempo, sia con i vini bianchi che sanno affascinare anche dopo 10 anni, sia con i rossi.

Villa Dora, la splendida flora estiva (Foto Marina Alaimo)

In questo caso abbiamo proviamo il rosso di punta di Villa Dora, figlio di una cura quasi maniacale: le uve provengono dalla vigna più vecchia, impiantata dopo l’ultima eruzione del Vesuvio del 1944. L’età minima della vite è di 60 anni e prevale in misura predominante il piedirosso, mentre l’aglianico è presente in minima parte. La resa dell’uva è molto bassa, se ne produce non più di un chilo per pianta.

Intenso ed ampio al naso sa regalare evoluzioni estremamente eleganti, da inseguire e ricercare lentamente. E’ ancora dominante il carattere fruttato e croccante di ciliegia ed amarena, la mineralità è ben espressa e le note speziate affinate dal tempo donano profondità al vino. E cioccolato, liquirizia e tabacco, ma anche cenere ed erbe mediterranee. Splendido al palato nella sua esuberanza e nel dinamismo rincorso tra i caratteri morbidi e quelli ancora austeri dei tannini e dell’acidità. Lungo negli accenti salini e minerali. Con questo caratterino il Forgiato 2001 potrà sfidare altri dieci anni rendendo preziosa l’attesa di chi saprà aspettare.

Questa scheda è di Marina Alaimo

La precedente recensione del Forgiato 2001 del 7 maggio 2009

Sede a Terzigno, Via Boscomauro, 1. Tel. 081.5295016, fax 081.8274905. www.cantinevilladora.it  Ettari: 8 di proprietà. Bottiglie prodotte: 50.000. Vitigni: piedirosso, aglianico, coda di volpe, falanghina.

5 commenti

  • Angelo

    (8 agosto 2012 - 10:05)

    Persone stupende non possono che coltivare idee ed ideali stupendi. Non smettero’ mai di seguirli… il Gelsorosa e il Gelsobianco sono praticamente fujuti quest’anno!

  • Marina Acino Ebbro.

    (8 agosto 2012 - 10:46)

    Angelo nella tua posizione di sommelier a Capri sei una voce importante nella comunicazione dei vini della nostra Campania. Mi fa molto piacere sapere che questa azienda vesuviana stia andando così bene.

  • Tommaso Esposito

    (8 agosto 2012 - 12:26)

    Direi che ogni acino d’uva tra le vigne gode delle carezze, del calore delle mani e dell’amore di Vincenzo Ambrosio.
    E così pure ogni bottiglia del suo vino.
    Per dirla con Alceo:
    E’ specchio il vino dell’uomo, o fanciullo!

  • Angelo

    (8 agosto 2012 - 13:02)

    Marina, per quanto mi riguarda villa dora cammina con me da almeno 10 anni. Si può dire sin da tempi non sospetti :-)
    Viva il Vesuvio!

    • luciano pignataro

      (8 agosto 2012 - 13:39)

      I vini della famiglia Ambrosio, in particolare i bianchi sono ben posizionati in Penisola. Io stesso ho fatto spledide bevute da Gennaro grazie a Gianni e, ultimamente, all’Angiolieri dove Nicoletta e Nando lo hanno opportunamento inserito in carta

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