Via G. Mazzella 146
Tel. 081.998450
www.ilmelogranoischia.it
Chiuso: lunedì. Sempre aperto, tranne: lunedì in ottobre; lunedì, martedì e mercoledì dal 1° novembre al 6 gennaio
Ferie: 6 gennaio – 15 marzo
Aperto nelle Festività di fine anno
Stella Michelin
Migrare da un’isola del golfo di Napoli all’altra, è quanto hanno fatto Libera e suo marito Giovanni Iovine, procidani doc, eredi di una tradizione gastronomica che a Procida ha fatto epoca. Giovanni è infatti uno dei figli del mitico Crescenzo alla Chiaiolella di Procida, ancora oggi un must dell’isola.
Da ragazzi Giovanni e Libera, entrambi con la passione per la cucina della propria terra e per il vino, spinti dallo spirito marinaresco e di avventura proprio degli isolani, si trasferiscono a Milano: Libera fa esperienze di alto livello al ristorante dell’Hotel Brun e contemporaneamente segue corsi di alta cucina. Giovanni si specializza Sommelier. Rientrano a Procida, richiamati dal “rumore” del mare per la breve e felice esperienza di un piccolo ristorante in proprio, La Tavola dei Re.
Nel 1996 si salpa per Ischia per dare vita al Melograno, arrampicato sui costoni di Forìo, circondato da un magnifico e quieto giardino dove troneggia appunto uno splendido albero di melograno ( segno di fecondità e fortuna) che dà il nome al locale.
I segreti del successo del ristorante sono essenzialmente tre: il fortissimo affiatamento familiare di tutto lo staff, unito ad una rigida disciplina in cucina ed in sala, la discreta e cordiale accoglienza che mette a proprio agio qualsiasi tipo di clientela e, last but not least l’eccellenza assoluta delle materie prime, appena manipolate, all’impronta della semplicità e della tradizione vagamente rivisitata.
Il menu’ si apre con un pensiero che richiama la filosofia di Libera, coadiuvata in cucina da Ermanno Nicolella e di Giovanni, assistito in sala dalla deliziosa Iris Romano, delegata di fresca nomina dell’Ais di Ischia:” Il buon cibo è un piacere puro e intenso, un’emozione profonda e sincera. E’ la magìa della natura, è la forza del fuoco, i sussurri del vento, il calore del sole, la creatività dell’uomo. Il cibo è un conforto, un calmante, un linguaggio, ci serve per volerci bene e per farci voler bene dagli altri, quando li invitiamo a pranzo o cena”.
L’aperitivo di benvenuto può essere una bollicina Berlucchi Vintage Brut 2003, come un vino isolano, io scelgo il Biancolella Giardino Mediterraneo di Michele D’Ambra. Pur essendo Ischia un’isola essenzialmente agricola e terragna, qui è l’anima procidana a prevalere e quindi il re è il mare. Il menu può variare – fermi alcuni must della carta stagionale – anche quotidianamente, a seconda del pescato che Giovanni riceve dai fornitori di fiducia, gli stessi da sempre. Non è difficile qui intravedere aragoste fuggite vive dalla vasca del locale saltellare per il giardino tra il divertimento e lo spavento degli ospiti.
Tra gli antipasti, per quanto refrattaria ai crudi, mi lascio consigliare e assaggio il “ Cru…di mare, Tartare di pesce bianco e riso Basmati . gamberi bianchi all’arancia, mazzancolle e palamito marinato. La freschezza del mare mi assale bilanciata dalle combinazioni con gli agrumi e le speziature della marinata. Dal menù leggo ancora: Polipetti affogati su zuppetta di lenticchie di Castelluccio al rosmarino, Seppie e carciofi saltati in padella con aglio fresco e mentuccia, Sautè di vongole veraci, mazzancolle e crostini e, immancabile, La Parmigiana alla Procidana con carciofi, pomodori e mozzarella. La presentazione dei piatti è splendida, piatti di Murano soffiato colore azzurro mare e semplice porcellana bianca.
La scelta dei primi soddisfa tutti i palati anche quelli dei bambini che sono accolti con gioia (le mezze porzioni costano il 30% in meno) : ecco quindi linguine con astici o aragoste, ( se si è fortunati, poche volte l’anno si trova il rarissimo astice blu del Mediterraneo pescato nelle acque tra Ischia e Procida), i Paccheri della Mareggiata, mai gli stessi, variano a seconda del pescato. Una punta d’ innovazione arriva con i Tortelli di gamberi bianchi in brodo allo zenzero con millepunti di verdure e ceci. Richiamo alla terra con i Ravioli farciti di ricotta con fave e pancetta saltate e scaglie di pecorino “cento scalini”. Tra i secondi c’è l’imbarazzo della scelta: freschi di mare tradizionali ma con preparazioni eleganti e non scontate: ecco allora il Filetto di Occhiata al vino bianco ed olive nere di Gaeta, o, il Pesce bianco di coffa “agghiuottl” (termine dialettale a significare piccolo aglio fresco) con vellutata al limone e verdure al vapore.
Una ventata di nuovo con il filetto di ricciola coperto di pan brioche agli agrumi su broccoli napoletani e bietola. Gli unici due richiami alla carne sono naturalmente isolani: agnello e coniglio. Agnello in due cotture: carrè arrostito al rosmarino e stracotto di stinco e poi Sua Maestà il Coniglio, con “ A tutto Coniglio” :coscetta farcita con Provolone del Monaco, lombo, arrostito, fegatini saltati, “mbrugliatiello” e tagliatelle, per la gioia degli amanti delle interiora e delle parti meno nobili della selvaggina. Contenuta ma di ottima qualità la scelta dei formaggi: Laticauda e Podolico dall’Irpinia, Cento Scalini dalla Costiera Amalfitana e Provolone del Monaco dalla Penisola Sorrentina.
Due i menù degustazione (da ordinare per tavoli completi) “Aphrodita”, introdotto da un bellissimo incipit di Isabella Allende:” non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario, ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consentiranno…” Crostacei al vapore con frutta e verdure, tortelli di gamberi bianchi, fritto di pesce senza spine al limone, pre- dessert e piccola pasticceria, Crocchenbouche al Grand Marnier su salsa all’arancia e scaglie di cioccolato fondente. 90 € a persona. Piu’ tradizionale e abbordabile il menu’ terragno “ La domenica delle Isole”: non c’è domenica che si rispetti senza coniglio, naturalmente quello sportivo e selvatico, non quello sedentario di allevamento. Ecco il trionfo della tradizione: Involtino e fegato con insalatina; Mezzi paccheri di Gragnano al sugo di coniglio; Coniglio all’ischitana cotto e servito nel coccio con le patate cotte nella sugna (lardo), il piatto forte dei tempi della fame; Dessert e piccola pasticceria. 55 € a persona.
Giulia Cannada Bartoli
I dessert sono un trionfo di estetica, gusto ed equilibrio: Ricotta, pera e cioccolato …melograno 2009; Crostatina di fragole con sorbetto al moscato e fragole e poi si chiude in bellezza con la piccola pasticceria ogni giorno diversa, posso solo darvi un’idea di questa meraviglia con una foto: crema al fondente Valrhona, crema al limone, parfait di liquirizia, crostatine all’amarena e cantucci di casa. Abbinamento di territorio: Calitto vino dolce da tavola 2006 di Casa D’Ambra. Curiosa e attenta la carta dei vini di Giovanni Iovine e Iris Romano, tanta attenzione alla Campania, ottima selezione di vini da altre regioni, soprattutto autoctoni, buone bollicine nazionali e francesi. Dimenticavo, per un pasto completo, vini esclusi, spenderete circa 75,00 €.
Cibo, persone e atmosfera paradisiaca valgono molto di più.
Questi pensieri li ritrovo radicati nei piatti che ho assaggiato e in quelli che mi sono stati raccontati. Prima dei piatti tuttavia, penso sia sempre fondamentale raccontare delle persone: Libera mi colpisce per determinazione, dolcezza, semplicità e delicata fermezza. Giovanni, il Patron, è un procidano doc, apparentemente riservato, una però volta conquistata la sua fiducia, generoso e lavoratore all’inverosimile, animale marino, potrebbe vivere in acqua. Nome di battaglia Mr. Melo. Iris Romano racchiude in perfetto equilibrio, professionalità, doti di comunicazione e garbo.
Adesso possiamo parlare di piatti e di vini.
















