Il Verro a Formicola. La Campania che sorprende nel bicchiere

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La degustazione con Antonella Amodio. Cesare Avenia e Vincenzo Mercurio – foto di Manuel Lombardi

di Alessandro Manna

Le sorprese della Campania dell’interno e dell’alto casertano non finiscono mai.

Formicola è un piccolo paese sui Monti Trebulani, in piena area della nuova doc Casavecchia di Pontelatone. E qui, alle pendici del Monte Maggiore, Cesare Avenia (azionista di riferimento) e altri soci hanno dato vita ad una nuova realtà vitivinicola, Il Verro,  impiantando quattro vitigni “di nicchia”. Ai tre casertani già conosciuti ed apprezzati (Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia) si è aggiunto l’impianto di un’uva meno rara di quanto si pensi, ma effettivamente mai vinificata in purezza, la Coda di Pecora.

i vini del Verro

L’azienda è neonata, ma parte con notevoli ed importanti contributi professionali come quelli di Angelo Silano quale consulente agronomico, Vincenzo Mercurio enologo conosciuto e pluripremiato, e alla Direzione Commerciale Antonella Amodio di ritorno, all’ombra della Reggia, dopo molti anni a Montalcino in Biondi Santi.

Il Verro, la terrazza panoramica con Angelo Silano e Vincenzo Mercurio
Panorama sui Monti Trebulani – foto di Manuel Lombardi

Venerdì 28 c’è stata una serata di anteprima con i bianchi 2012 e il Casavecchia 2011: sulla splendida terrazza sotto propsiciente il vigneto di pallagrello bianco e aperta sulla valle fino a Pontelatone Vincenzo Mercurio ha guidato una degustazione di cinque vini.

Il Verro, vigna di Pallagrello Bianco – foto di Manuel Lombardi

Il Pallagrello bianco 2012 Verginiano, di un bel colore frutto dei circa 6 mesi sulle fecce fini, sorprende con il suo naso particolarmente citrico, di limone amalfitano, che solo dopo un po’ cede il passo a sentori netti di melone bianco, che sfumano di nuovo verso agrumi, ma stavolta buccia di mandarino per chiudere con note speziate e di fiori bianchi. La freschezza all’assaggio, rimarchevole per le caratteristiche del vitigno, è frutto della vendemmia di fine agosto e delle particolari condizioni pedoclimatiche (vigna pedemontana esposta ad est, con grandi escursioni termiche): interessante la sinergia con la buona sapidità per contrastare la notevole spinta alcolica. Piacevole l’allungo finale.

L’annata precedente, 2011,  del medesimo vino si presenta ancora ben viva, di una tonalità gialla appena più scura. Alla frutta bianca, ed a un floreale di magnolia, si susseguono note di erbe di cucina che virano al pepe con un finale di lievissimo idrocarburo. Mineralità spiccata e ancora una buona acidità all’assaggio, che rimane piacevole e discretamente lungo.

Sheep è il nome della Coda di Pecora, uva non rara nell’alto casertano, sia intorno al Roccamonfina, sia sul Matese, sia qui sui Trebulani. Come riferiscono agronomo ed enologo aziendali è una vite produttiva, di buona vigoria, dal grappolo non chiuso che si compatta solo a maturazione avvenuta, e non soggetto a grandi sofferenze. Mercurio sottolinea anche che il portamento eretto del germoglio lo fa ritenere un pronipote di uva greca, che nel carax
(alberello) trovava vantaggio di quella verticalità. Qui al Verro l’impianto è Guyot, con quasi 4000 ceppi per ettaro che forniscono 7 tonnellate, per una produzione 2012 di circa 3000 bottiglie.

Il Verro, la bottaia – foto di Manuel Lombardi

Il vino dell’ultima vendemmia è di un brillante giallo paglierino, con un naso interessante di menta, frutta gialla matura, macchia mediterranea. Pieno, piacevole e lungo: l’assaggio è sorprendente, grazie alla misura dei componenti, con un piacevole finale quasi burroso.

Il millesimo precedente ha un colore molto terzializzato (attribuito dall’enologo ad un imbottigliamento manuale), invece all’assaggio è ancora vigoroso con profumi di nespola, cedro candito, fiore di ginestra. Anche in bocca è integro, seppure con minore forza rispetto al primo.

Montemaggiore 2011 è il casavecchia in purezza (per i blend aziendali, Avenia e Mercurio dichiarano di non avere fretta). Ultimo dei “non doc” (dalla vendemmia 2012 è ufficiale la denominazione “Casavecchia di Pontelatone DOP”) è invece il primo che è stato elevato in tonneau da 5 hl al posto delle barrique. Bello nel suo rosso rubino illuminato di riflessi violacei, intenso nei suoi profumi di frutta rossa ancora fresca (ciliegia, in primis), che poi sfumano verso una piacevole gelatina di more, all’assaggio la nota del vitigno, una grande sapidità, trova efficace equilibrio in una buona freschezza e nella forza alcolica; tannino gradevole, ma ancora (ovviamente!) in affinamento, rimane discretamente lungo in bocca. Una interessante promessa cui bisogna dare il giusto tempo per completare la maturazione.

Nuove DOC in territori vergini, nuove riscoperte di vitigni tradizionali, nuove realtà imprenditoriali che muovono con grande perizia i primi passi… le novità non finiscono mai.

 

Il Verro

Località Acquavalle, Lautoni

Formicola (CE)

Tel. 333.3934747

www.ilverro.it

info@ilverro.it