Guida ai ristoranti e le trattorie dentro e fuori le guide > Il Paradiso: Capri, Ischia, la Penisola Sorrentina, e la Costiera Amalfitana
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Furore, Bacco

9 gennaio 2007

Via G.B.Lama
Tel.089.830360
www.baccofurore.it
Sempre aperto.
Chiuso il venerdì, mai in estate.
Ferie per un settimana in novembre e a Natale

C’è un posto vicino Amalfi rubato al cielo molto caro a tutti quanti si occupano di cultura dell’alimentazione, agricoltura e gastronomia da tempi ormai antichi, parliamo degli anni ’80. E’ questa locanda aperta dalla famiglia Ferrajoli oltre 70 anni fa, poco tempo dopo il completamento della strada che collega Agerola ad Amalfi vicino al Sentiero degli Dei. Qui, scapolato il punto più alto sulle rocce, inizia una serie di spettacolari tornanti che planano lentamente verso il mare dopo aver sfiorato il convento Santa Rosa dove, dicit, è nata la famosa sfogliatella. Furore è un paese senza piazza, anticamente era solo un insieme di case di contadini in perenne lotta con la roccia per sopravvivere abbarbicati tra ulivi, fichi d’india e viti nel corso dei secoli. Il Comune, appena seicento anime, è stato letteralmente inventato da Raffaele Ferrajoli che qui ha fatto il sindaco per una ventina di anni mettendo a posto le case dei pescatori del Fiordo dove Anna Magnani e Roberto Rossellini vissero furiosi litigi e notti d’amore, creando una rete di B&B sin dall’inizio degli anni ’90, favorendo la nascita dei due agriturismi Serafina e Sant’Alfonso, entrambi davvero fondati sulla cultura della campagna, costruendo il Furore Inn al centro di violenti attacchi studiati da chi sfuma l’attività politica continuamente nella denuncia giudiziaria perché non è in grado di costruire il consenso. Del resto chi opera, soprattutto al Sud, deve necessariamente passare attraverso esperienze simili perché l’invidia dei mediocri è un sentimento altrettanto forte e capace di determinare danni quanto l’amore di chi costruisce. Il paese oggi è abbellito da sculture e statue oltre che da murales di decine e decine di artisti che negli ultimi vent’anni sono venuti qui, da quando la sagra settembrina del Fico d’India è diventata un momento irrinunciabile per chi ama il ritmo slow. Slow, appunto: da presidente della Comunità Montana Raffaele ha finanziato una delle prime guide Slow Food in Italia, la prima in Costiera e sostenuto il Presidio della Colatura di Alici di Cetara. Ma tutto questo è il contorno: la sostanza è una sala baciata dal sole da cui si vedono cielo e mare all’orizzonte, ai fornelli le sorelle Erminia e Rosa Cuomo impegnate con Antonio, il fratello di Raffaele, a cucinare piatti semplici e di tradizione come le alici marinate alla Masaniello, il baccalà marinato al finocchietto selvatico, gli scialatielli al pomodorino del piennolo, le linguine con la colatura di alici, i vermicelli cu ‘o pesce fujiuto (cioé senza pesce o frutti di mare ma con pomodorino aglio e origano), i cavatelli alle foglie di capperi, i ravioli con provola e rucola, le penne sciué sciué (traduco per i lettori non campani: vuol dire grosso modo <in fretta, in fretta>). Fritture di paranza e pesci all’acqua pazza o al limone, una cottura per cui Antonio ha davvero una mano felice e delicata, la zuppa di pesce. Tra le carni segnaliamo la costoletta di maiale di territorio, alimento essenziale in ogni civiltà contadina mentre la batteria di sfizi è infinita: crocchette di patate, melanzane arrostite, insalata di pomodorini e rucola, la provola alla brace in foglia di limone, il provolone del monaco, i latticini della vicina agerola o i caprini dei monti lattari alle erbe, la caponata. Spumeggiante finale con le cicale di Furore, melanzane al cioccolato, la torta ricotta e pere, la torta caprese, il babà al nanassino (infuso di fico d’India), dolci di Amalfi, lo scrigno di mele e mandorle, tortino al limone. Grande scelta di vini del territorio, a cominciare da quelli di Marisa Cuomo, la cui azienda è proprio di fronte a questo albergo, strepitosa batteria di distillati. Qui è nata Slow Food in Campania dalla riunioni organizzate da Vito Puglia, qui il tempo, cari amici, davvero si ferma e il pranzo attraverso una lunga serie di caffé e ammazza caffé facilmente diventa cena senza soluzioni di continuità perché questa sala è il regno della convivialità.

Come arrivare. Lasciare la Napoli-Salerno a Castellammare, proseguire in direzione di Agerola e quindi di Furore. Da Amalfi in direzione Positano e viceversa, sino al bivio ben indicato per Agerola.

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