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Gancia torna in Sicilia

18 settembre 2004

CON CAPOCROCE GANCIA TORNA IN SICILIA

Ritorno a sud. Così potremmo sintetizzare la nuova impresa della V generazione della famiglia Gancia che con il progetto “Capocroce” torna in Sicilia, dove in passato la famiglia produceva già vini in una cantina di proprietà sull’isola. Un ritorno che vanta radici ultracentenarie: a Palermo è presente infatti, sin dai tempo dello sbarco dei Mille, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, più conosciuta come Chiesa “della Gancia”.
A questa origine si ispira il nome di questo nuovo progetto “Capocroce”, che indica la parte estrema della chiesa occupata dalla zona terminale del coro, e dei singoli vini che vi sono prodotti:

  • Addumari: vino rosso IGT Sicilia dai vitigni Cabernet e Syrah, annata 2002, il cui nome dal dialetto siciliano significa “illuminare, accendere”, ad esprimere la solarità delle terre di Sicilia; è un vino corposo, intenso e di lunga maturazione;
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  • Nartece: vino rosso IGT Sicilia dal vitigno Nero d’Avola, annata 2003, il cui nome indica l’atrio coperto con fronte porticato, tipico delle basiliche paleocristiane; è un vino fresco, fruttato e molto piacevole da bere giovane;
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  • Pulpito: vino rosso IGT Sicilia dal vitigno Nero d’Avola, annata 2002, da “luogo elevato e provvisto di parapetto, collocato nella navata centrale”; è un vino ricco e corposo di lunga maturazione;
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  • Pulvino: vino bianco IGT Sicilia dal vitigno Grillo annata 2003, dal latino: guanciale, elemento tra il capitello e l’arco all’interno della chiesa; è un vino fresco, piacevole, fruttato, da bersi giovane.

Capocroce è situata in Borgata Castellazzo, comune di Trapani vicino a Salemi, nella rigogliosa valle del vino. Posta in bella posizione, tra coltivazioni di vigne che caratterizzano tutto il trapanese, Salemi (dall’arabo Salem, che significa pace e salute) conserva un centro storico di impronta islamica, con strette viuzze acciottolate che salgono verso il punto più alto, occupato dal castello. La cittadina ebbe un subitaneo momento di gloria quando, dopo l’arrivo di Garibaldi, venne simbolicamente dichiarata prima capitale d’Italia.
Il progetto Capocroce rientra nella strategia delle quinta generazione della famiglia Gancia, oggi rappresentata da Lamberto, Edoardo e Massimiliano Gancia, mirata ai vini di qualità, e cominciata con l’acquisto dell’Azienda Vitivinicola Rivera in Puglia e dell’Azienda Agricola Tenute dei Vallarino in Piemonte.
Il progetto Capocroce nasce nel gennaio 2002, dopo un approfondito studio che parte dall’analisi del territorio, delle zone più vocate e dalla coltivazione e valorizzazione di vitigni sia autoctoni che internazionali, come il Grillo per i bianchi, ed il Nero d’Avola, il Cabernet e lo Syrah per i rossi.
La quinta generazione Gancia ha voluto accanto a sé, oltre agli esperti enologi di Casa Gancia, anche l’enologo Beppe Caviola, l’agronomo Federico Curtaz ed esponenti emergenti dell’enologia siciliana, come Salvatore Martinico, che cura in loco la conduzione dell’azienda agricola.
Capocroce si presenta con l’annata 2002 e 2003 circoscritta a dimensioni contadine e con una produzione limitata e contingentata per soddisfare le esigenze di un consumatore che ricerca qualità, innovazione, rispetto del territorio e costanza qualitativa.
Gancia continua ad utilizzare la competenza ed esperienza dei suoi maestri cantinieri per presentare al pubblico solo vini di Alta Qualità.