Garantito IGP. Cornello dei Tassi: e le poste

Letture: 93
Il panorama di Cornello

di Kyle Phillips

I primi chilometri della val Brembana, che risale le Alpi dietro a Bergamo, sono privi d’interesse: un guazzabuglio di costruzioni recenti a fondo valle. Ma dopo qualche altro chilometro e qualche galleria le case diminuiscono di numero e dopo qualche chilometro (e galleria) ancora, vi troverete in fondo ad una profonda V, con le montagne che vi si ergono tutte attorno.

A Camerata Cornello lasciate la strada principale e salite per alcuni tornanti. Dopo poco raggiungerete il garage costruito per gli abitanti di Cornello dei Tassi, che vivono qualche centinaio di metri oltre, lungo la vecchia Via Mercatorum, una via commerciale medioevale costituita da un sentiero in terra battuta costruito a mezza costa a causa di una gola insuperabile nel fondo valle. La Via Mercatorum passa letteralmente attraverso Cornello (i piani terreni degli edifici lungo il suo percorso sono porticati, permettendo così ai viandanti di passarvi sotto) e di conseguenza in passato Cornello era un’ importante punto di sosta, dove i mercanti si potevano fermare per riposare e far riposare i loro animali e, se il tempo era cattivo, ripararsi. Potevano anche fare scambi e parlare, cosa su cui torneremo.

Il paese di Cornello si può facilmente visitare in un ora: la zona dei portici é lunga all’incirca 100 metri e l’altro monumento importante è la chiesa parrocchiale, una chiesa Romanica del XII dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano.

I portici

Per raggiungerla, arrivate alla fine dei portici, girate a destra e risalite fino alla via parallela. La facciata è semplice e abbstanza severa, mentre il campanile pende leggermente. All’interno ci sono molti affreschi del XV-XVI raffiguranti personaggi di tutti i ceti. Alcuni sono molto belli, ma quello che più mi ha impressionato è un affresco a sinistra entrando, quello di Sant’Elvio, il patrono dei Maniscalchi, che rimuove la zampa anteriore del cavallo per ferrare lo zoccolo (senza preoccuparsi del resto dell’animale) e quando ha finito rimette tutto miracolosamente a posto. Stupendo.

Sant’Elvio
I tetti

Come ho detto i mercanti che si fermavano a Cornello parlavano, e non ci volle tanto prima che uno dei capi della famigla dei Tassi, una delle più importanti del paese, si chiedesse  se questi mercanti non potessero aver bisogno di corrieri per mandare messaggi a valle o a monte. Così, nel XIII secolo Odone De Taxo istituì tale servizio. Con successo, ma il successo non può che essere limitato se si lavora in un paesino Alpino. Così una parte della famiglia si trasferì a Venezia, dove riuscirono a farsi nominare Corrieri Ufficiali per La Serenissima. Ebbero successo, e un altro ramo della famiglia andò a Roma, dove furono nominati Maestri delle Poste Papali.

Altri ancora prestarono servizio presso il Sacro Romano Impero, sempre con successo: Nel 1512 l’Imperatore Massimiliano conferì un titolo nobiliare alla famiglia: sullo stemma c’era un tasso e un cornetto postale, arricchiti dall’aquila imperiale. La famiglia prestò servizio anche presso cugini dell’Imperatore, i reali di Spagna, e per diversi secoli i vari rami della famiglia Tasso (quelli tedeschi divennero i Principi di Thurn e Taxis) gestirono le poste in gran parte dell’europa, stabilendo rotte con orari precisi fra centinaia di città.

Lo stemma

Divennero ricchissimi, e continuarono a gestire i servizi postali in tutta l’europa ben oltre il 1800, fino a  quando i vari stati Europei cominciarono a pensare di istituire sistemi postali nazionali. Infatti, quando attorno al 1850 gli stati Europei si riunirono per discutere delle poste, al tavolo delle trattative sedevano  anche i Tasso, che cominciarono a stampare pure i loro francobolli. La fine era  comunque vicina: quando la Prussia unificò la Germania nel 1866 e nazionalizzò il sistema postale, la famiglia Tasso cedette le sue operazioni alle varie poste nazionali e si dedicò ad altre cose.

Non male per una famiglia che iniziò la sua ascesa mandando messaggi su e giù per una vallata Alpina!

Sono ricordati bene a Cornello, che ha cambiato il suo nome in Cornello dei Tassi e ha aperto un piccolo ma affascinante museo dedicato alla famiglia e ad il suo sistema postale, con francobolli, lettere, ritratti di sponsor reali e tanto altro.

E come mai Cornello è ancora servita da una mulattiera anzichè una strada asfaltata? Perchè nel 1592 i Veneziani, signori di Bergamo in quel periodo, riuscirono a superare gli ostacoli a fondovalle e costruirono una nuova via più praticabile, chiamata la Via Priula.  Cornello rimase così isolato e sebbene questo comportasse secoli di stenti per gli abitanti (un Abate che vi fece visita nel 1899 parlò di poveri montanari che passavano le estati lavorando in Francia per poter sopravvivere agli inverni), proprio a causa del suo isolamento il paese è rimasto uno dei villaggi Alpini meglio conservati in assoluto. E val bene una visita.

Pubblicato in contemporanea su
Alta fedeltà
Italian Wine Review
Lavinium
Luciano Pignataro WineBlog
Winesurf