Garantito IGP. I Tre Moscardini: un’osteria del mare nel centro di Roma

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La sala

di Roberto Giuliani

Roma è una città stupenda, questo si sa, ma come accade nella maggior parte dei grandi centri dello Stivale, quando si tratta di ristorazione bisogna sapere dove andare per non prendere spiacevoli delusioni. Se poi parliamo di pesce il problema si amplifica, tanto più se non ci si trova in una località di mare. Ecco perché mi fa immensamente piacere poter parlare di un locale nato pochi mesi fa dal nome che non mette dubbi sulla sua propensione ittica: “I Tre Moscardini – Osteria del mare“. Si trova in Via Gallia 25, nel quartiere Appio-Latino, a due passi dalla basilica di San Giovanni in Laterano, è aperto anche a pranzo, cosa purtroppo sempre più rara se non nel centro storico e nei quartieri pieni di uffici.


Certo, come mi racconta Jimmy, nativo di Palo del Colle (BA), che da poco più di due settimane si occupa della sala con un garbo e un’attenzione non comuni, “Si tratta di un esperimento, avendo aperto da poco è giusto verificare se c’è una buona affluenza anche di giorno“. La cosa stravagante è che non sembra esserci una regola, a volte in giorni non sospetti si riempie il locale, in altri casi avviene esattamente il contrario. Trattandosi di una zona priva di uffici ma con notevole densità di popolazione, questi cinque mesi di attività hanno dimostrato che la maggioranza della clientela è residente nel quartiere.
Jimmy mi ha colpito subito per la capacità di essersi perfettamente inserito in pochissimo tempo in un ruolo che, ne sono sempre stato convinto, non è affatto secondario rispetto a quello di chi si occupa della cucina. Il rapporto diretto con il cliente è determinante, almeno quanto la piacevolezza dei piatti che verranno serviti: possono essere ottimi ma se in sala si ha una sensazione sgradevole, difficilmente si tornerà in quel ristorante.

La carta dei vini

E questo è il primo punto di forza de I Tre Moscardini, l’accoglienza, la sensazione di essere davvero benvenuto, non importa se magari sei un cliente scorbutico (mentre assaporavo i piatti che avevo richiesto, ne ho avuto un valido esempio in due soggetti non proprio simpatici). Educazione, cortesia, un giusto equilibrio fra la professionalità nel servizio e la capacità di interpretare le diverse personalità di chi siede al tavolo.
E in cucina? Regna la collaborazione. Lo chef Paolo Anelli, anch’esso pugliese (mi ha fatto piacere scoprire che fra le sue esperienze c’è stato il bistrot “Uno e Bino“, un locale che era un punto di riferimento al quartiere San Lorenzo, gestito dall’amico Giampaolo Gravina, da parecchi anni passato al giornalismo enogastronomico), ha sempre avuto le “mani in pasta”, lui stesso racconta “ho iniziato a cucinare a tre anni, a quell’età sapevo fare la pastina, l’uovo sodo e il caffè per i grandi, insomma quello che mi serviva“. Ma non lavora in totale solitudine, anche Deba, che proviene dall’India ed è stato assunto come lavapiatti, dà il suo utilissimo contributo, ne ho avuto la prova nella perfetta cottura al dente delle Mezze maniche al ragù di spada che avevo ordinato come primo, servite dopo un eccellente antipasto di Bastoncini di tonno rosso impanati con sesamo e fritti, accompagnati da insalata e peperone rosso conditi con aceto balsamico.

L'antipasto
Il primo

Ma da dove nasce I Tre Moscardini? Dante e Michele sono due vecchi amici, ma mentre il primo si è dedicato all’ICT (Information and Communication Technology), il secondo ha da tempo seguito la sua passione per il buon cibo, avviando ed esercendo diversi locali in Italia. Dante e sua moglie Barbara avevano comunque da sempre coltivato il sogno nel cassetto di aprire un buon ristorante, per trovare una dimensione più “gustosa” della virtualità, e la scorsa estate partì l’idea di questo ristorante. Obiettivo comune è quello di proporre ricette saporite, anche inspirate alla ricca tradizione culinaria italiana, badando più al contenuto che alla forma e mantenendo un prezzo onesto.

Le bottiglie

La carta dei vini è più che adeguata, ovviamente offre un maggiore spazio ai bianchi, che meglio si prestano alla cucina a base di pesce. Io ho scelto una mia vecchia passione, il Costa d’Amalfi Furore Bianco 2010 di Marisa Cuomo, ancora giovanissimo ma profumato e dal sapore intenso e sapido che ben si abbinava sia all’antipasto e al primo che, soprattutto, al secondo, un gustoso Calamaro alla griglia accompagnato da salsa di olive e tortino di patate.

Il secondo

Non ho potuto fare a meno, dopo l’ottima crostata di fragole e crema e il caffè, di togliermi lo sfizio di assaggiare un paio di grappe, una di Gewürztraminer e l’altra di Kerner, ambedue della Cantina di Novacella, forte del fatto che prima di riprendere la macchina avrei fatto una bella passeggiata nella zona.
Un ottimo inizio, insomma, e non sarà la mia unica occasione di sosta in questo piacevole locale cittadino, visto che di piatti stimolanti ce ne sono molti altri. Pochi giorni dopo la mia visita al ristorante, Paolo Anelli è stato affiancato da Michele Nanna, che prenderà il suo posto in cucina proprio a partire da questa settimana. Michele è cresciuto professionalmente nel centro Italia, dove ha acquisito esperienze lavorative importanti soprattutto in terra marchigiana, in strutture alberghiere prestigiose tra cui “Hotel Emilia“, situato a Portonovo e “Hotel Monte Conero” a Sirolo, mete turistiche della provincia di Ancona, dove ha svolto la mansione di chef di cucina affinando la sua esperienza. “Amo una cucina sincera: freschezza nella materia prima e passione tra i fuochi della cucina sono le uniche verità di un buon pasto“. Con queste premesse direi che una nuova puntata dai Tre Moscardini è assolutamente indispensabile!

I Tre Moscardini – Osteria del mare – Via Gallia, 25 Roma
orari: pranzo 12.30-14.30
/ cena 20.00-23.00
giorno di riposo: mercoledì
tel. 06-64821164
athos@i3moscardini.it

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4 commenti

  • Valerio Rosati

    (1 giugno 2011 - 13:07)

    Un’idea sui prezzi e sul ricarico per i vini?

  • Roberto Giuliani

    (2 giugno 2011 - 07:43)

    Il piatto meno caro è 10 euro, il più caro in assoluto 18. Se si prende dall’antipasto al dolce si viaggia tra i 45 e i 50 euro vini esclusi.
    I ricarichi sui vini mi sembrano corretti, per fare un esempio il Furore Bianco 2010 di Marisa Cuomo veniva 26 euro, prezzo in enoteca medio sui 16-18 (in Campania magari costa meno, ma questo è il prezzo a cui l’ho visto nel Lazio).

    • Valerio Rosati

      (2 giugno 2011 - 12:18)

      Grazie. Lo proverò sicuramente!

  • anonimo

    (3 giugno 2011 - 16:25)

    Grazie per la recensione! Per quanto riguarda la sala, è molto piccola? Desidererei organizzare un pranzo per un evento e mi piacerebbe farlo in questo locale ma dalle foto non si riescono a comprendere le reali dimensioni…sul sito dice che hanno anche una saletta apposita…mi sapresti aiutare?

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