Garantito IGP. Non solo neve a Rivisondoli, ma anche la cucina magistrale di Niko Romito

Letture: 76
Casadonna

di Roberto Giuliani

In barba alle poco credibili promesse che faccio a me stesso di mantenere una dieta continuativa per almeno un mese, non ho potuto fare a meno di trovare il pretesto per un’irrinunciabile occasione gastronomica in quel di Rivisondoli, approfittando di un impegno della mia consorte nella non lontana Sulmona. Siamo in terra abruzzese, a oltre 1.300 metri di altitudine, in quello che è conosciuto come Altipiano delle Cinque Miglia, ma la strada per arrivare in questo comune che fa da base per molti appassionati sciatori non è affatto difficile, se non nell’ultimo tratto di salita al paese, che nel caso presenti ancora tracce di neve fresca, come è stato nel nostro caso, può comportare qualche problemino se non si ha l’accortezza o la voglia di montare le classiche catene alla propria autovettura.


Da tempo aspettavo l’occasione di conoscere la cucina di Niko Romito, uno degli chef di nuova generazione che sta facendo molto parlare di sé (noi ne accennammo in occasione di Identità Golose 2007). Il Ristorante Reale è molto facile da trovare ma, nella peggiore delle ipotesi basta rivolgersi ad un indigeno per essere informati, sebbene persino i gatti siano in grado di fornire indicazioni inequivocabili.

Il locale è di dimensioni contenute, pochi tavoli in un ambiente sobrio, dallo stile parzialmente moderno arricchito da belle tele che fanno parte integrante di un’atmosfera calda e rassicurante. Una squadra di giovani preparati, guidati da Cristiana, sorella di Niko, con assoluta discrezione e senza pomposità ti predispone a rilassarti e schiudere i sensi ad un’avventura di profumi e sapori che lascerà un ricordo indimenticabile.
Non voglio dilungarmi sui riconoscimenti e premi ricevuti da una delle punte d’eccellenza della nostra cucina (se non avete guide a disposizione potete trovare numerosi articoli sul sito internet del ristorante), anche perché è mia abitudine non dargli importanza più di tanto, ritengo che l’esperienza diretta sia l’unico approccio possibile per verificare in prima persona ogni aspetto di quello che, in casi come questo, è certamente un evento “globale”.

La sala interna

In queste occasioni io e mia moglie ci accordiamo per assaggiare piatti diversi, in modo da acquisire un più ampio bagaglio di esperienze, che fra l’altro è stato ulteriormente arricchito dalla proposta di alcune entréesAssoluto di cipolle, parmigiano e zafferano“, un’autentica rivelazione per i sensi, quasi ingannevole nella semplice presentazione e nell’aspetto monocromatico, ma disarmante per lo straordinario accostamento di profumi e sapori. E che dire del “Torcinello di agnello arrosto con cime di rapa“? Una splendida interpretazione di un piatto la cui tradizione affonda le proprie radici, con le sue diverse varianti, in Abruzzo, Molise e nel Foggiano. Un piatto che, per la sua composizione (è ripieno delle budella di agnello) potrebbe mettere in difficoltà chi non è amante delle interiora, e invece, ve lo assicuro, dovete mettere da parte qualsiasi timore perché è un’esperienza del tutto diversa e appagante. che già da sole mettevano in chiaro il talento e la sensibilità gastronomica di Niko. La sua cucina, pur prendendo spunto ed esaltando le materie prime della tradizione regionale, si libra su percorsi i cui confini sono dati esclusivamente dalla misura, dal garbo, dall’eleganza degli accostamenti, ma anche dalla ricchezza di sapore tipica della sua terra, tanto da riuscire a raggiungere vertici straordinari con piatti che un tempo non avrebbero trovato alcuno spazio nell’alta cucina, diciamo così, borghese, come l’incredibile “

Assoluto di cipolle, parmigiano e zafferano
Torcinello di agnello arrosto con cime di rapa

Lo spazio limitato mi impone di rinunciare a descrivere tutte le prelibatezze che abbiamo assaporato, ma non posso non menzionare i “Cannelloncini gratinati con crema, mandarino e vaniglia“, un dolce superbo negli accostamenti e nella preparazione, che ha accantonato persino la mia dipendenza dal cioccolato (soddisfatta comunque dalla successiva piccola pasticceria offerta a fine pasto). La cantina è gestita in modo intelligente, tenendo conto della tipologia di piatti che vengono proposti, con ricarichi onestissimi che permettono di “osare” un po’ di più sull’ampia scelta regionale, nazionale ed estera.

Cannelloncini gratinati con crema, mandarini e vaniglia

Il ristorante Reale, però, credo entro la fine dell’anno, chiuderà i battenti a Rivisondoli, e si sposterà 6 km. più in là, a Castel di Sangro, dove da oltre un anno si sta lavorando per dare vita all’ambizioso progetto “Casadonna” (è il nome della località in cui risiede), che prevederà oltre al ristorante, un albergo e un grande centro di ricerca e sperimentazione gastronomica, una vera e propria scuola di alta cucina guidata da Niko per formare nuovi talenti. Ogni anno verranno selezionati e formati 12 alunni promettenti, che impareranno l’arte della cucina in ogni suo aspetto, pratico, culturale, scientifico e creativo.

Ristorante Reale – Viale Regina Elena, 49 Rivisondoli (AQ)
tel. 0864/69382 – cell. 339/6309122

Pubblicato in contemporanea su
Alta fedeltà
Italian Wine Review
Lavinium
Luciano Pignataro WineBlog
Winesurf