Gelinaz Shuffle: è stato bello ma nessuno ne ha parlato

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Il manifesto che pubblicizza Gelinaz! Shuffle
Il manifesto che pubblicizza Gelinaz! Shuffle

di Leo Ciomei

Mi ero ripromesso dopo gli (ingiusti?) commenti ostili al mio pezzo del 2013 di non scrivere più di GELINAZ!, la notevole iniziativa che ogni anno (ma senza scadenza fissa, random oserei dire) Andrea Petrini e il suo team organizzano in giro per il mondo ma.. mai dire mai.

Il mio articolo del 2013 se la prendeva un po’ con l’alto costo della festa belga, scherzandoci su, e con il carattere “esclusivo” dell’happening, in verità estremamente divertente, credo.

Lo scorso anno l’evento si svolse a New York presso il ristorante di Wylie Dufresne, il WD50, ma, nonostante i big presenti, qui da noi nemmeno i blog più gossippari ne parlarono. Esclusivo ai massimi livelli, cioè una festa per gli chef del gruppo/collettivo e (forse) per qualche happy few invitato pochi giorni prima.

Quest’anno il nostro GELINAZ! inteso come festa gastronomica a tema libero e allegro è stato Fudstock, l’evento organizzato a Migliano (LU) dallo chef Cristiano Tomei con il sostanziale apporto logistico del fotografo Lido Vannucchi e di svariati cuochi e operatori del settore in un happening durato un’intera giornata, fra ricche mangiate e bevute infinite, a costi abbordabili per tutti.

Ma torniamo a GELINAZ! 2015. Andrea Petrini stupisce tutti e questa volta cosa fa? Organizza per il 9 luglio non un singolo evento “dans le trou du cul” (per omaggiare l’ormai francese critico) ma un Gelinaz! Shuffle, cioè uno scambio di ristorante per 37 famosissimi chef di 17 paesi diversi, dall’Australia al Perù, nomi come i nostri Pierangelini e Bottura o come lo spagnolo Aduriz o il jap Narisawa.

Tutti gli chef partecipanti
Tutti gli chef partecipanti

In pratica, a sorpresa per i clienti, per esempio, prenotando da Camanini a Gardone (BS) rischiavi di veder arrivare in tavola otto piatti preparati da Alain Ducasse (e così è stato) mentre il prode Riccardo era al Faviken in Svezia nel ristorante di Magnus Nilsson, veramente fuori da ogni luogo accessibile ai più.

Il bello è che per gli chef coinvolti è stato quasi uno scambio d’identità perchè per tre giorni hanno avuto anche le incombenze del collega! Confesso che la cosa mi sarebbe piaciuta un sacco ma consultando la lista dei ristoranti italiani aderenti mi sono accorto che nessuno era a me vicino e, a parte Roma con il fondatore PieranGELINi, collaboratore dell’Hotel de Russie, il centro-sud era completamente assente: un vero peccato.

L’idea è stata comunque ottima e sappiamo già che in quasi tutti i locali del mondo le cene sono state sold out.
Quello che è mancata è stata forse la copertura mediatica. Mi spiego meglio: fino a quando Gelinaz! è stato un evento per pochi poteva fare gioco la carboneria di pochi eletti a rappresentare il firmamento della grande cucina mondiale ma quest’anno che l’obbiettivo finale era quello di riempire i ristoranti e far conoscere a più persone possibili cucine che mai avrebbero più provato affidarsi quasi esclusivamente a Twitter/Facebook o al passaparola tra aficionados non credo che sia bastato. Scrivo questo leggendo su Facebook uno status di Lorenza Fumelli di Agrodolce, accreditata per Roma (ogni locale aveva un tutor a testimoniare l’evento), dove si “lamenta” della scarsa affluenza romana alla cena dello chef Bertrand Grébaut di Septime, Parigi all’hotel De Russie.

Una tipica e tranquilla inaugurazione gourmet
Una tipica e tranquilla inaugurazione gourmet

Colpa di misunderstanding sul sito di prenotazione,come qualcuno scrive, che dava sold-out invece che disponibile? Oppure colpa dell’atavica pigrezza romana (ma ‘ndo vado? che famo? ma chi ci sarà? e se te capita il còco turco?)   Nonostante le rassicurazioni degli amici partecipanti (pochi, in verità) a quanto so NON è stato inviato alcuna mail a giornali, riviste o blog di settore e non tutti i gourmet seguono giornalmente Twitter o FB. Come scrivevo poi in un commento il popolino dei partecipatori seriali a inaugurazioni, cene, eventi, tric&trac e mangiatoie varie, specie in quel di Roma, è forse più avvezzo a condividere tavolo e forchetta “aggratissss” e non pagando i 110,00 euro (+ bere) della cena di giovedì…

Un commento

  • Sabino

    (11 luglio 2015 - 11:30)

    mia personale considerazione
    il mio network sociale non ha fatto gran caciara (WOW! Gelinaz!!!) prima ma la notizia m’è comunque arrivata via FB

    premesso che NON era gratis il che rende meno appetitoso, sicuramente, l’evento (se non è chiaro, umorizzo): per quanto mi riguarda dover investire più di un centone (ben oltre, considerando anche l’eventuale eno-abbinamento) per una cena in cui non si sa chi cucina cosa mi ha, definitivamente, tolto la voglia di pensarci
    ho ricercato nel sito, sedi vicine (Firenze, dove vivo) non ce n’erano (Modena/Roma le più approcciabili), considerata anche la spesa viaggio per andarci la mia conclusione è stata: meglio gestire in piena autonomia i miei soldini, andando dove mi pare per provare chi mi pare e quando mi torna più comodo
    Con buona pace dei supersceffoni che shufflavano all around the world …

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