Gelsorosa 2010 Lacryma Christi del Vesuvio doc Villa Dora

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Gelsorosa

 di Marina Alaimo

La famiglia Ambrosio spesso racconta che qualsiasi cosa producano nella loro tenuta a Terzigno, alle falde del Vesuvio, abbia un sapore speciale e l’unico grande segreto nel riuscire ad avere sempre buoni risultati consiste nel lasciare che la terra faccia da se il suo lavoro.  In effetti è così, in questa piccola azienda a conduzione familiare il vino e l’olio extravergine d’oliva riscontrano sempre grande successo e la strategia aziendale consiste soprattutto nell’assecondare con grande rispetto la natura unica e straordinaria di questi luoghi. Un fortunato equilibrio  raggiunto tra il suolo vulcanico e l’abbraccio protettivo del bosco del parco Nazionale del Vesuvio ha dato luogo ad una sorta di oasi felice dove la vite e l’olivo  si esprimono in maniera estremamente interessante.

La produzione di Villa Dora si è fatta notare soprattutto per la capacità del loro bianco di punta, Vigna del Vulcano, di affrontare i tempi lunghi in maniera decisamente coinvolgente. Un risultato quasi eccezionale in questo territorio dove mai nessuno aveva saputo credere, ma soprattutto investire, sul fattore tempo.  E diciamola tutta, non si investiva nemmeno sulla qualità più di tanto ed i grandi risultati raggiunti da Villa Dora hanno fatto da trainer poi per altri produttori. L’ultimo nato in azienda è Gelsorosa, Lacryma Christi rosato prodotto con il tipico uvaggio dei rossi vesuviani: 80% piedirosso e 20 % aglianico.

Una vecchia vite Villadora

Considerando che la 2010 è la prima annata di produzione sicuramente la strada intrapresa è incoraggiante. Come in tutte le etichette Villa Dora, il suolo vulcanico del Vesuvio si racconta ad ogni sorso, è un vino semplice e beverino, come ci aspettiamo da un rosato. Il colore è rosa chiaro ramato, è fragrante nei profumi fruttai di fragole e lamponi con leggera speziatura di chiodi di garofano e mineralità ben espressa. Il sorso è leggiadro  e di grande freschezza e conferma la notevole concentrazione di sali minerali contenuti nel suolo con decisa mineralità salina. Disegna con leggerezza nella memoria fotografica un campo di peschi fioriti che colorano di rosa i pensieri ed annunciano con gioia la primavera.

www.cantinevilladora.it

3 commenti

  • Roberto Giuliani

    (28 marzo 2012 - 15:33)

    Viva i rosati!

    • Angelo

      (28 marzo 2012 - 15:48)

      Quelli buoni però, che hanno motivo di esistere e qualcosa da raccontare (come questo ad esempio) e non solo “una referenza in più in listino per colmare la mancanza”. :-)

  • Marina

    (29 marzo 2012 - 09:45)

    Caro Roberto, viva i rosati e viva i vini del Vesuvio.

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