Gesuiti Primitivo di Manduria 2010 Dop | Voto 85/100

Letture: 169
Azienda Nistri

Cantina Nistri

Uva: Primitivo

Fascia di prezzo: 14,00 euro in enoteca

Fermentazione e maturazione: Acciaio

Vista 5/5 – Naso 25/30 – Palato 25/30 – Non omologazione 30/35

 

Il ricco patrimonio vitivinicolo, insieme con l’espressione più tipica della Puglia enoica, passa prima attraverso la realtà di miriadi e minuscole aziende, di cui è costellato tutto il territorio regionale, che producono poche bottiglie con metodo prettamente artigianale.

La Cantini Nistri di Faggiano, nel Tarantino, rappresenta emblematicamente proprio una di queste aziende, con la produzione di appena 6.000 bottiglie annuali e la disponibilità di sette ettari vitati. I proprietari sono Gianni ed Elena Nistri, coadiuvati dai figli Donatella, Margherita ed Egidio. In un contesto territoriale spiccatamente vocato alla viticoltura, patria della Doc Primitivo di Manduria, la famiglia Nistri da generazioni ama la propria terra, tutelandola, custodendola e coltivandola. Sempre con la massima attenzione rivolta ad una viticoltura sana, naturale e nel pieno rispetto della tradizione e/o dell’innovazione. L’antica arte della coltivazione della vite qui è frutto di felici combinazioni: vigne vecchie di oltre quarant’anni; l’allevamento col classico sistema ad alberello; il terreno argilloso; il mare che occhieggia a poche centinaia di metri; e condizioni pedoclimatiche perfette. Tutti fattori che contribuiscono alla riuscita di un prodotto finale di alta qualità. I vini, poi, sono realizzati soltanto con monovitigno, per esaltare ancor di più la loro tipicità: il Primitivo di Manduria e il Negroamaro Mezzetto rossi, il Margò rosato da Negroamaro e il bianco Marchesa Salento con Malvasia di Candia.

Per la mia degustazione ho posto l’accento sul Primitivo di Manduria Gesuiti Dop 2010, che, dopo la fermentazione durata quindici giorni, passa dodici mesi in acciaio per la maturazione e sei mesi in boccia per l’elevazione. Non fa assolutamente legno. La gradazione alcolica arriva a toccare i 15° C.

Vigneti Azienda Nistri

Il colore che si scorge nel bicchiere è ancora indeciso. Per adesso è pupureo-rubino, in appresso cambierà senz’altro. Il profilo aromatico è connotato da frutta rossa, come le ciliegie e le prugne, sentori floreali di violetta, tensioni vinose e umori vegetali. Appena accosto le labbra al vetro, vengo subito assalito da una vampata di calore. Fortunatamente arriva, come pompieri per spegnere un incendio, una forte carica di freschezza, per riequilibrare il sorso. E poi non riscontro altre derive “oversize”, perché la sola sosta in acciaio dona al vino una certa morbidezza ed eleganza. Un mix d’intensità, profondità ed elasticità accarezza il palato, insieme a calibrati e gustosi sapori fruttati, sapidamente minerali e giustamente tannici. L’allungo finale alla Moser è piacevolmente pervasivo. Ottimo vino da abbinare a piatti elaborati e saporiti, come il sartù di riso, pappardelle al cinghiale, il vitello alla pizzaiola e formaggi stagionati. Prosit!

Questa scheda è di Enrico Malgi

 

 

Sede a Faggiano (TA) – Via Vittorio Emanuele, 16

Tel. e Fax  099 5912226 – Cell. 328 7628844 – 328 015981

cantinaninistri@gmail.comwww.cantinanistri.it

Enologo: Antonio Mancino

Ettari vitati: 7

Bottiglie prodotte: 6.000

Vitigni: Primitivo, Negroamaro e Malvasia Nera e di Candia

 

 

10 commenti

  • Francesco Mondelli

    (14 marzo 2013 - 07:55)

    Caro Enrico oltre che ottimo conoscitore del sud vinicolo ed in particolare della Puglia da oggi avrai fama anche di profeta visto il nome del vino recensito in concomitanza con l’elezione del Papa gesuita!PS.Consiglia la cantina di mandarne una cassa a Roma sarebbe di certo un dono gradito e per loro una buona pubblicità .Con simpatia da un’altro moseriano.FM.

  • enrico malgi

    (14 marzo 2013 - 09:52)

    Caro Francesco, hai perfettamente ragione: ci ho proprio azzeccato. E questo grazie soprattutto alla tempestività di Luciano.
    Comunque il vino in questione è davvero molto buono

    • leo

      (14 marzo 2013 - 10:15)

      Enrico, in quanto a tempestività anche te non scherzi :-) Scrivi di un vino che si chiama Gesuiti nello stesso giorno in cui viene proclamato Papa un gesuita ! la prossima volta ci dai i numeri al Lotto !

  • Fabrizio Scarpato

    (14 marzo 2013 - 10:27)

    Nome appropriato a un’uva così “nera”, in effetti. Anch’io sono stato moseriano convinto, ma il grande Francesco (toh, eccone un altro) non aveva tra le sue doti l’allungo finale, sicuramente la progressione all’ultimo chilometro, la potenza, la velocità lanciata, il passo. L’allungo ai cinquecento metri, la frustata, come strattonato da un elastico, l’aveva Saronni: ed era senza respiro, in apnea, come a i mondiali di Goodwood. Bei tempi.

  • Margherita nistri

    (14 marzo 2013 - 11:21)

    News dalla cantina Nistri: effettivamente il nome gesuiti per il nostro primitivo di manduria deriva proprio dal nome della contrada della vigna. Si dice che quell’agro sito tra faggiano e lizzano – ta- fosse il luogo del primo insediamento dei padri gesuiti nella zona ! Un vino papale provare per credere ;) enosalutoni

  • enrico malgi

    (14 marzo 2013 - 15:10)

    Vedi Fabrizio, per allungo finale s’intende proprio la progressione agli ultimi chilometri, lasciando indietro i propri rivali, e di cui il nostro Francesco Moser, attuale famoso viticoltore trentino, era maestro, vincendo alcune corse per distacco in solitario. Mentre Giuseppe Saronni era sicuramente più sprinter alla maniera di Cipollini. Erano comunque entrambi ottimi esponenti di quel ciclismo eroico e senza droghe degli anni passati, di cui oggi si sente la mancanza.

    • Fabrizio Scarpato

      (14 marzo 2013 - 16:13)

      Saronni sprinter come Cipollini? Naaa… Senza droghe degli anni passati? Naaa… Apriamo dibattito come per le tagliatelle? Naaaaaaa….. :-). In ogni caso aspetto di leggerti su un vino di Moser. Ciao Enrico

  • enrico malgi

    (14 marzo 2013 - 16:20)

    Vabbè, vuol dire che approfondiremo il discorso sul ciclismo, o su altro, da vicino al prossimo appuntamento alle Trabe alle Strade della Mozzarella. Abbracci.

  • Mondelli Francesco

    (14 marzo 2013 - 21:35)

    Partiti dal Papa per dilagare su Moser:irrecuperabili.Ma tornando un’attimo al nostro campione su cui nessuno pare abbia da ridire personalmente ho assaggiato abbastanza da potermi permettere qualche perplessità sulle sue qualità di viticoltore.FM.

  • Gigio

    (24 marzo 2013 - 22:49)

    Ottima corposita’, amabile al palato, sicuramente in accompagnamento a pietanze a base di carne e salumi

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