Giardini Arimei vdt 2007

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GIARDINI ARIMEI
Uva: biancolella, forastera, san lunardo, uva rilla, coglionara
Fascia di prezzo: da 15 a 20 euro franco cantina
Fermentazione e maturazione: legno

Giardini Arimei

Festeggiano in questo periodo il loro decennale i Fratelli Muratori, famiglia di imprenditori industriali bresciani di successo impegnati nel settore tessile, manifatturiero e industriale, “imprestati” al vino.
Non fanno mistero che quella vitivinicola è parte di un attento e ben pianificato progetto di diversificazione del business. Ma non per questo privo di passione. Sulle belle bottiglie dal vetro marrone del loro Giardini Arimei scorre e crea forme arcaiche la cera calda delle candele alla tavola del coniglio da fossa de Il Focolare, con uguale familiarità e calore che su quelle di qualunque altro produttore dell’isola d’Ischia.
Arcipelago Muratori fa del concetto della costellazione di isole produttive un modello di sviluppo nel quale ciascuna è autonoma: vigneti di proprietà e cantina. Cosi’ nell’Isola Verde. Ogni insediamento ricerca un obiettivo specifico e rappresenta un terroir. Perché mai produrre una batteria di etichette in ciascuno di essi? Ciascuna isola dell’Arcipelago, che sia circondata dal mare o meno, produce quello per cui è piu’ vocata. Bollicine in Franciacorta; rossi in Maremma; “vini gialli forti”, come li chiamano i Muratori, nel Sannio.

Ischia Ponte

A Forio, in località Montecorvo, dopo tre anni di lavori di restauro e 4 km di parracine (muri a secco) rifatte, i Muratori hanno creato una piccola cantina. Circa quattrocento volte più piccola di quella in Franciacorta. La chiameremmo una bomboniera. La cantina è costituita da un’unica stanza di 500 metri quadri scavati nel tufo verde. Fuori, sette ettari di vigneti su terrazze esposti a Sud, Sud-Ovest. Il primo sopralluogo della proprietà, racconta Bruno Muratori, molto a malapena, dava l’idea di quello che doveva essere e sarebbe potuto diventare. Ma la storia viticola dell’Isola, il clima e la bellezza del luogo, facevano già intravedere le grandi potenzialità della nuova isola dell’Arcipelago. “Quando siamo sbarcati nel 2001 a Ischia ce ne siamo innamorati”. Dal 2005, il via alla produzione.
Nasce così, in una struttura settecentesca già della famiglia Milone, Giardini Arimei, potete leggere qui e qui le schede degli altri anni e la spiegazione dell’enologo Franco Iacono, dal nome leggendario dell’isola. L’etichetta recita “Vino da uve stramature”. Biancolella (40%), Forastera (30%), San Lunardo, Uva Rilla, Coglionara e altre sono raccolte, una volta appassite sulle piante, in tre fasi distinte, a partire da ottobre. L’idea è quella di un vino da conversazione che sia espressione del ritmo della campagna ed è perciò detto “delle tre stagioni”. Messe a fermentare in tini di rovere a temperatura ambiente, svolgono la fermentazione alcolica tra estate, autunno e fino al raggiungimento dei 16 gradi alcolici.
Il liquido è giallo ambrato e luminoso. Al naso evidenzia note di pesca sciroppata, albicocca secca, miele di acacia, fiori gialli e erbe dolci. In bocca rivela la sua natura di “non passito”, ma di vino con una dolcezza non urlata che ne facilita l’abbinamento. Piacevole e inconsueto. Al retrolfatto, ancor piu’ che in bocca, poi, soddisfa, per il ritorno di sottili e rigeneranti sensazioni di macchia mediterranea e agrumate e per l’avanzare di un piacevole dolcezza mista a mineralità.

Monica Piscitelli

Sede a Forio d’Ischia, via Pietra Box, località Montecorvo
www.fratellimuratori.com.
Enologo: Francesco Iacono
Ettari: 6,5 di proprietà.
Bottiglie prodotte: 10.000.
Vitigni: biancolella, forastera, san lunardo, uva rilla, coglionara