Giffoni Valle Piana, Fattorie Mediterranee

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FATTORIE MEDITERRANEE

GIFFONI VALLE PIANA Via Linguiti, 6 Tel. e fax 089. 803008 www.fattoriemediterranee.com info@fattoriemediterranee.com

 

L’incisione appena sbiadita dal tempo ma ancora visibile sul torchio in ferro è il simbolo dell’antica fonderia Edwin Brunner, la data il 1880. E quell’odore di vita autentica che solo le vecchie cose sanno rievocare, si percepisce ad ogni passo, quando si incontra la macina in pietra che in passato veniva trainata dalle bestie e il secondo torchio in legno, ancora più antico del primo: gli inizi dell’800. Azienda di famiglia, fu dei nonni e poi del padre di Carmine Pale che nel 2000 ha deciso di far rinascere la proprietà, sotto il nome di Fattorie Mediterranee. Venti ettari di oliveti che nascondono scorci paesaggistici mozzafiato, fino a lasciar scorgere, in alcuni tratti, il mare. La località ha ereditato l’appellativo di Petreta, perché su un’altitudine di 400 metri, i terreni sono disposti su terrazzamenti in pietra. L’azienda associata al consorzio Salerno Trading, dagli anni ’50 si aggiorna senza sosta. Prima sostituendo gli antichi torchi a mano, poi il frantoio a presse che negli anni ’70 è stato rimpiazzato da un impianto a ciclo continuo dotato di estrattore percolante (sinolea) che coniuga, perfettamente, le esigenze di qualità e tradizione con la modernizzazione e l’economicità della lavorazione. Oggi è presente agli appuntamenti nazionali più importanti: l’Oleum di Firenze, il Salone del Gusto di Torino e il Cibus di Parma. Il fatturato è di 400mila euro all’anno, 15 gli addetti, e un’amplia clientela tra privati e ristoratori. Da queste piante nasce il Giffoni Oro, I° Premio “Gutemberg” per gli oli novelli 2001 e Premio Distinzione al IX Concorso Nazionale “Orciolo d’oro”. Sapore piccante con un retrogusto appena percettibile di erba tagliata, e dal colore verde smeraldo e con riflessi oro. Fattorie Mediterranee etichetta anche altri due bottiglie: il Trappeto, dal latino intra petris, rievocazione ancora una volta paesaggistica della coltivazione; e il Virginia, un affiorato che Pale dedica a sua figlia. Dalla sua nascita, ne ripone in bacheca ogni anno una bottiglia, una promessa per il futuro. Proprio al Virginia sono infatti legati tutti i più interessanti progetti di ampliamento dell’azienda che lavora per entrare nella rete internazionale dei percorsi enogastronomici ispirandosi al principio della fattoria didattica. Già aperta alle visite su prenotazione l’ambizione sarebbe quella di allestire una sala degustazione, e di proporre delle dimostrazioni aperte al pubblico delle tecniche di raccolta, dei processi di lavorazione ed estrazione, con supporti in video e digitale.

Diletta De Sio