Gino Sorbillo e la pizza della legalità a Casal di Principe

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Gino Sorbilloa Casal di Principe
Gino Sorbilloa Casal di Principe

Una cerimonia semplice e discreta quella di ieri mattina per l’inaugurazione del centro Don Milani di avviamento al lavoro artigianale per persone svantaggiate e realizzazione di un ristorante-pizzeria, a Casal di Principe, in via Giacosa, in un bene confiscato a Mario Caterino.

Il progetto è stato realizzato da Agrorinasce con i fondi del Ministero dell’Interno e della Fondazione con il Sud e in collaborazione con il Provveditorato Regionale per l’Amministrazione Penitenziaria della Campania e il Centro giustizia minorile, con l’obiettivo di dare un’occasione di formazione e di lavoro ad ex detenuti per reati non gravi. Il Centro sarà gestito da un raggruppamento di quattro imprese sociali, le cooperative Agropoli (capofila), Osiride, Eureka e Un fiore per la vita.

Gino Sorbillo con Don Patriciello
Gino Sorbillo con Don Patriciello

«Il lavoro di riqualificazione di questo bene confiscato è stato davvero duro – spiega Gianni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce – abbiamo voluto la presenza esclusiva della cittadinanza, del popolo a cui viene restituito il bene senza la presenza di grandi figure politiche ma di persone che hanno lavorato in prima linea senza risparmiarsi mai».

Presenti il sindaco Renato Natale, Imma Fedele, presidente del consorzio e viceprefetto di Caserta, e Gino Sorbillo che con la collaborazione del Pizzaiolo Roberto Morotti ha tenuto corsi di Pizza per i giovani ragazzi di Casal Di Principe. Gino ha ricordato  che ha voluto portare la sua testimonianza quale residente di via dei Tribunali di Napoli, realtà difficile in cui ha dovuto farsi spazio per affermarsi e crescere nel rispetto della legalità. «Apriremo al quartiere il nostro centro – afferma Peppe Pagano del ristorante NCO (Nuova Cucina Organizzata), nuova cucina organizzata – i bambini potranno liberamente entrare e giocare con le giostrine che intendiamo mettere a disposizione della comunità. Bisogna lanciare questo messaggio al paese, questi beni sono stati liberati per essere al servizio di tutti, per creare una nuova economia e invitiamo altre persone ad impegnarsi in simili progetti e vincere la scommessa contro la criminalità, come abbiamo fatto noi chiedendo e trovando sempre aiuto nelle forze dell’ordine del nostro paese. C’è bisogno di persone dedite al lavoro e volenterose».