Gotico 2007 Beneventano Aglianico igt

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CANTINE CIERVO

Uve: aglianico e merlot
Maturazione e fermentazione ed affinamento: acciaio
Prezzo: da 1 a 5 euro

Si scrive Sant’Agata dei Goti ma si legge, per molti, Mustilli. Il gran lavoro portato avanti negli anni, con grande sacrificio ed ostinazione dall’ing. Leonardo e Marilì, proseguito poi nel tempo dalle tenaci e solari Paola ed Annachiara, hanno senza dubbio contribuito in maniera decisiva alla nascita ed alla crescita di un terroir sempre troppo poco appariscente sulla scena enologica campana, pur essendone, da un punto di vista volumetrico, l’areale regionale di maggiore interesse vitivinicolo. Un primato costantemente subìto come fardello piuttosto che elogio alla nobile arte enoica qui conosciuta e praticata con successo sin dai tempi dell’antica Saticula e sempre commista alle molteplici attività produttive del luogo. Il riscatto è alle porte, e passa soprattutto da vini come questo Gotico 2007 della famiglia Ciervo, dallo straordinario rapporto prezzo-qualità, che lo vede collocarsi nelle enoteca, in vendita al pubblico, a poco più di 4 euro e 50. Negli assaggi di dell’ultimo scorcio del 2009, solo il Gallicius Aglianico di Adolfo Spada mi ha colpito così piacevolmente tra i vini rossi di questa fascia di prezzo, sempre più un riferimento indispensabile per i rivenditori specializzati per uscire fuori da questo stato di catalessi economica venutosi a creare negli ultimi anni, quantomeno per scongiurare il ritorno, insopportabile per molti, soprattutto per coloro che se l’erano allegramente lasciato alle spalle appena pochi anni fa, del pur redditizio mercato del vino sfuso.
Nasce da vigne di aglianico ed una piccola percentuale di merlot, allevate a spalliera con una media intensità d’impianto, circa 3500 piante per ettaro esposte a sud, sud-est, allignate da tempo intorno alle colline di Sant’Agata de’Goti. In vinificazione si predilige l’utilizzo del solo acciaio con una fermentazione a temperatura controllata, intorno ai 25°, ed un tempo di macerazione bucce-mosto mai inferiore ai 20 giorni, per garantire una estrazione lenta, controllata e non troppo spinta.
Ne viene fuori un vino dal colore deliziosamente vivo, rosso rubino con sfumature violacee, di buona vivacità e poco trasparente. Il primo naso è una sventagliata di frutto e vinosità, mora, lampone e rosa rossa, lentamente vengono fuori anche note vegetali e balsamiche, gradevoli, fini. In bocca è secco, caldo, di buon corpo, discreto e delicato il tannino che scorre sulle papille gustative, durante la beva, senza lasciare tracce ruvide o tendenzialmente amare. Ottimo anche il finale di bocca, fruttato, pulito ed equilibrato, con una piacevole sensazione di nuovo balsamica che richiama la buona fittezza dell’aglianico ed una armonia complessiva esemplare, tipica del merlot. Un vino facile, senza ombra di dubbio, ma ogni tanto non è male tenerne a portata di mano uno o due di riferimento, soprattutto per rinsavire la voglia di bere bene e spendere appena una manciata di euro, in questo caso davvero pochi, e mai investiti così bene!
Questa scheda è di Angelo Di Costanzo

Sede amministrativa a Sant’Agata dei Goti in via Piano 5 – Cantine a Dugenta, in loc. Tore Proprietà: famiglia Ciervo – Ettari di proprietà: 9 Enologo: n.d. Bottiglie Prodotte: 40.000   www.cantineciervo.it – info@cantineciervo.it Tel.e Fax: 0823 957416 Vitigni: aglianico, falanghina, merlot

Un commento

  • Angelo Di Costanzo

    (6 febbraio 2010 - 17:15)

    Continuo a pensare che molti vini in futuro dovranno rimanere così “fruibili”, e credo che con questo vino almeno i Ciervo l’abbiano imbroccata giusta…

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