Gragnano di Lucca, il ristorante Serendepico del Relais del lago

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La sala del Serendipico (le foto sono di Lido Vannucchi)

di Giancarlo Maffi

Ciao Gianca, sono Stefano. No, non è Bonilli, figurati. Il Papero, sempre più giallo dopo il recente viaggio in Thailandia dove ha rischiato almeno l’itterizia per descriverci il cibo da strada di Bangkok non chiamerebbe neanche sotto tortura. E’ il CAF, il Caffarri o se preferite il vate, come lo chiamano pomposamente alcuni adepti, la claque insomma.

A Roma direbbero ER VATER DE BORZANO, e sembra che parlino di un gabinetto di Bolzano, tirando dentro anche un paio di R di troppo, quella di vateR perché il CAF è proprio de BORZANO, paesotto  della bassa reggiana, emiliana. Piantato in mezzo ai caselli del mitico formaggio e  alla nebbia il più autoreferenziale, ma bravissimo, Stefano Caffarri, www.appuntigola. Ogni tanto prende qualche palata in faccia, il tuttologo enogastronomico, soprattutto lato birra, dove l’hanno mandato a fancularsi gente che è nata col biberon di luppolo in gola e anche qualche lettore quando  propone l’ennesimo tentativo di panificare comme il faut. Ci sono pochi buchi, disse una volta. Volevo scrivergli aggiungici il tuo, lato b, ma mi sono astenuto. Gli voglio bene ma a volte mi fa  incazzare da bestia.

Insomma mi chiama: “mercoledi’ possiamo vederci Maf.  A Roma o a Lucca fai tu.” Sembra una presa per i fondelli. Abito a 20 chilometri da Lucca. Secondo voi che scelgo?

Si decide per il Serendepico. Diamogli un’altra chance. Vediamo se il giovane chef Damiano Donati ha preso le misure della sua cucina, perfino in senso letterale.

I bicchieri del Serendipico

Al tavolo: Stefano Caffarri, Leonardo Ciomei da Collodi, Fabrizio Scarpato da LA SPEZIA. MAFFI DUE mi sussurra nell’orecchio sinistro: scusa capo ma questi tre non erano….Zitto, imperioso sorgo con il mio vocione. Altri tempi, altra vita. Siamo qui per divertirci,  what else.

Il Ciomei è l’organizzatore di tutti i nostri blitz continentali a cibo.  Si scazza da morire quando gli chiedo i voli low-cost. Lui fa viaggiare i ricconi di Montecatini e Pescia in prima classe per isole delle Maldive dove ci sono 12 posti letto massimo. Per noi scova aerei a 7 euri, pipi’ compresa, alberghi che stanno insieme con lo sputo a 50, auto in affitto a 32, iva compresa. Arriviamo negli alberghi che ci guardano come se fossimo rappresentatucoli di preservativi fallati. Spendiamo tutto in ristoranti. Il Ciomei è un sadico battutista. Si allena si www.spinoza.it . Andate a leggere e capirete. Ha il senso della famiglia. Il suo primo figliolo è uno tostissimo, a 14 anni. Vignadelmar l’avrebbe preso a scudisciate quest’estate. Il figliolo l’avrebbe picchiato con Il Capitale di Marx. Leo porta pazienza in attesa che, a quell’età mi pare giusto, conosca la gnocca e diventi meno polemico.

Fabrizio Scarpato è un grande. Intenditore di auto ne ha però paura. Per me è il piu’ bravo di tutti noi ma qualche volta si incarta e si arrota su temi non proprio intrigantissimi. L’avrei visto bene a fianco di Camillo Benso Conte di Cavour, come consigliori. È nato in un paio di secoli sbagliati. È l’unico a cui affiderei il mio necrologio e anche quello dei miei cagnoni. Lo trovo leggermente cinico, ma credo sia una forma di difesa. Vederlo mi dà felicità e non sono gay. Il suo ultimo pezzo sul pesto dovrebbe essere messo in bacheca alle spalle del presidente della regione Liguria. Santo subito.

Come ospite abbiamo Lido Vannucchi, food fotografo lucchese e mille altre cose. È una delle mie solite operazioni: fanculare qualcuno per poi conoscerlo e vedere se valeva la pena. Molte volte mi va buca: Paga-no, S-Cortese. Altre meglio, molto anche. Qui pare valga la pena, nonostante sponsorizzi un po’ troppo certe sue simpatie, come appunto questo ristorante dove siamo. E allora, dico io, vieni qui con noi e dimostra qualcosa.

Ora si va con i piatti, finalmente…..

Dico subito che non possiamo sapere se è nata una stella.  Ma certo nel paludato mondo della gastronomia toscana e lucchese in particolare, dove anche locali nuovi perdono smalto uno o due anni dopo l’apertura, fa piacere avere alternative come questa. Nella visita di qualche mese fa, caricati fior di giornalisti golosi sulle spalle, avevamo trovato una confusione tale da non capirci nulla, nella cucina soprattutto ma anche in sala. Piatti confusi nei quali si intravvedevano le idee ma non le finalizzazioni. Insomma la squadra girava, ma piuttosto a vuoto. Da allora mi pare che il disordine sia ora ridotto ai minimi termini, la mano presente e si spera futura di Damiani si vede in alcune esecuzioni. Insomma passi avanti, non di carica, ma avanti. Efficiente, preciso e non invasivo il servizio in sala di Chiara e Alessandro. Ciomei anche quest’ultimo ma ci assicura che non ha parentela con il Nostro. Meglio per lui.

Sul pane poco da dire. Il Caffarri lo guarda con spirito criticissimo in quanto cerca di autoprodurlo da mesi, infarcendo il suo blog almeno due volte la settimana di foto, farine, lieviti. Per me nulla o poco da dire su questo, in tutta onestà. Buono. Punto.

Mortadella in tempura

Divertente la MORTADELLA IN TEMPURA CON MAIONESE DI PISTACCHI. Sarebbe piaciuta molto all’uccellino di  Schulz, il  mitico WOODSTOCK. Impalpabile però la maionese, non pervenuta.

La lingua

Mica male la  LINGUA TOSTATA CON PATATE ACIDE E SENAPE D’ANCIENNE. Persistenza dei sapori non presente. Verrà?

Cappelleto con cuore di polenta

CAPPELLETTO CON CUORE DI POLENTA, CIPOLLOTTO, FAGIOLO SCRITTO, MALLEGATO. Ritorno all’antico, ai sapori della nonna. Non c’è unanimità: i miei soci lo trovano perfino di mano leggera, io eccessivo. Comunque ha un suo perché, anche storico.

Lo spaghettone Cavalieri

Applausi per il piatto della serata: SPAGHETTONE BENEDETTO CAVALIERI, CREMA DI PORRO, CUMINO E ACCIUGHE, con il quale lo chef dispone con arte del cumino,pericolosissimo nelle sue sensazioni forti, qui al servizio di un piatto eccellente, ruffiano si, ma bello anche nella concezione. È qui che abbiamo trovato  la luce. E’ da piatti come questi che Donati deve trarre spunti per definire finezza, intensità di sapori e colpi d’arte. Bravo’.

Gnudi di ricotta

Poteva essere interessante anche lo GNUDO DI RICOTTA, ROSMARINO, ARANCE, PINOLI, IN CAMICIA DI CASTAGNE, altro piatto che va a cercare ricordi di bimbi. Ci racconta il buon Donati di una preparazione talmente lunga che appare sfiancante e nella quale si perde anche la filologia del concetto, con il risultato che il piatto alla fine perde  un po’ il nerbo, la finezza ma soprattutto l’essenza del sapore. Rivedibile.

Golosa e di buona fattura e materia la SFOGLIA DI COTECHINO MODENESE TRA LENTICCHIE, MOSTARDA DI DI FICHI E INSALATINA DI RADICCHIO.

Piccione

Sostituiamo tutti, e di corsa, l’ennesimo maialino cotto a bassa temperatura per trentaduemila ore,(francamente chef: ci siamo strarotti i maroni), con il primo , anche qui non sarà l’ultimo, PICCIONE TOSTATO SU POLENTA 8 FILE ROSSA, PATE’ DI FEGATELLI E SALSA AL FICO SECCO dell’anno, nel quale convince molto la coscietta e un po’ meno il petto, oltranzista mica poco nella sua quasi crudezza.

Scorrono via con piacere i vari dessert, fra giochi di spugne, (anche qui ragazzi non – se- ne- può -più, due su due pasti nella stessa giornata) tiramisù corposi ma non bolsi e un bel  CROCCANTE DI SFOGLIA, CREMA DI NOCCIOLE E CIOCCOLATO AL CARAMELLO, FALSO PEPE DEL PERU’.

Sala su toni blanc de blanc, che sarà ancor più piacevole con le luci lunghe delle sere primaverili  maggesche, per non parlare del piacere di mangiare all’aperto ,con il caldo estivo qui temperato di arietta fresca.

A proposito di vento, il re del pesto scritto, Fabrì Scarpato, l’ha trovato ma non nello stupendo Champagne Rose’ di Georges  Laval, bensi’ in un imprecisato, qualcuno se ne ricorderà di citarlo al posto mio spero, bianco della Loira.

E’stata una serata piacevolissima, in cui, per una volta e con grande piacere, la rilassatezza generale ha preso il soppravvento sul celodurismo, eccessivismo, fanatismo e alla fine sboronismo di ottima parte della critica gastronomica  bloggheristica attuale.

Tanto noi il VATE-R ce l’avevamo al tavolo:-)

Un ringraziamento particolare a Lido Vannucchi e le sue foto. Ha tanto insistito perché si tornasse al Serendepico. Devo dire che inizia  ad avere ragione.

VOTO: 13.5/20 con freccia per salire.

Via della Chiesa 36
Gragnano, Capannori, Lucca
Tel. 0583 975052
www.relaisdellago.com

18 commenti

  • ALBA

    (21 gennaio 2011 - 14:29)

    e tutto questo stando seduti su quelle sedie da tortura cinese per il coccige. Bravo Maffi, bravo Lido, bravo Knorr (il piccione)

  • Antonio Scuteri

    (21 gennaio 2011 - 14:36)

    Son contento :-)

  • lido vannucchi

    (21 gennaio 2011 - 14:43)

    iniziamo con definizioni tecniche . abbiamo bevuto Gerge Laval rosè- Gitton Silex Galinot, Loira da Sballo-Skerk Vitovska carso, entusiasmante, un plauso per George Laval Sublime e complice di beatitudine, memorabile.
    Passiamo alla compagnia, bella condivisibile, a tratti entusiasmante, ma per me avara “nel senso Buono” poco poropensa ad entusiasmarsi, a me, e non lo nascondo al Serendepico ci sto da Dio, mi sento a casa, i piatti mi appagano il cervello, la pancia, e l’intelletto, è vero sono fotografo e cerco il bello e quando lo trovo mi diverto. LI MANGIO LI FOTOGRAFO LI DIVULGO.
    Un grazie a tutti gli amici di sventura un abbraccio a tutti e ci rivredremo al Serendepico.
    PS: per Maffi te lo dicevo che forse avevo ragione, vedo con picere un tuo cambio di opinione, é ammirevole solo gli stolti non cambiano mai idea, e tu non lo sei amico mio trovato. ciao Un abbraccio Lido

    • giancarlo maffi

      (21 gennaio 2011 - 14:54)

      non sono io che ho cambiato idea, è lo chef che sta migliorando :-)

  • Lello Tornatore

    (21 gennaio 2011 - 15:20)

    …e io dovrei farmi 700 km per mangiare ” ‘e palline ‘mpont’ a mazz’ ” , il piccione al cubo, il parallelepipedo di lingua co’ e patane jute r’acido…e …abbasta accussì !!! E’ megl’ ch’ t’aspett’ cà … ;-))

  • ALBA

    (21 gennaio 2011 - 15:35)

    Dovresti farlo come corso d’aggiornamento professionale perchè questi hanno sviluppato abilità impressionanti, pensa solo ai fagioli scritti cotti nel fiasco.

    • Lello Tornatore

      (21 gennaio 2011 - 15:48)

      Fai venire loro qui, avrei tante di quelle cose da fargli “sviluppare”, e intanto aspettiamo tutta la giornata che i fagioli nel fiasco cuociano…;-))

      • Giuseppe Grammauta

        (21 gennaio 2011 - 16:26)

        Lelllo facciamo l’uno e l’altro.
        Giancarlo..l’altra volta eravamo assieme. Hocondiviso le Tue impressioni.
        A proposito di amicizie nate da “fanculate” e poi andate a buca…ne aggiungerei un’altra…con o senza…tursi.

  • leo

    (22 gennaio 2011 - 17:54)

    Ommamma, questi post autocelebrativi.. :-)) poi stiamo parlando di locali poco al di sotto della linea gotica, vorrai mica, Giancarlo, che i nostri amici del sud arrivino a scrivere di zone e ristoranti che non conoscono ? anche se secondo me il Serendepico piacerebbe a Romualdo, a Contursi e Malgi. Un po’ meno all’amico Lello anche se forse si troverebbe d’accordo su altri argomenti con il titolare…

    Io comunque, nonostante qualche passo falso (il risotto, sempre lui, maledetto !), non mi ero trovato per niente male anche nelle altre 3/4 volte in cui c’ho cenato: la mano c’è, il cuoco è giovanissimo (alla sua età io facevo finta di fare l’università..) e voglioso di migliorare.

    Dello spaghettone crema di porro, cumino e acciughe ne avrei mangiato un piattone e pure il cotechino era da bis.

    Un avviso ai prossimi ospiti del locale: i nostri piatti erano volutamente ridotti per darci modi di assaggiare più piatti del normale. Di solito le porzioni sono generose e si arriva al dessert satolli anche se la notte scorre via tranquilla senza alcun problema digestivo.

    • leo

      (22 gennaio 2011 - 17:57)

      Ho scritto tre volte “anche se”. Mi scuso con l’italiano :-(

  • fabrizio scarpato

    (23 gennaio 2011 - 01:21)

    Ho appena consigliato il conte signor Camillo Benso di sottoporre all’attenzione di Sua Maestà Vittorio Emanuele una visita in Granducato di Toscana in compagnia della signorina Rosina (Bela Rosin) a bearsi di questo luogo serendipico, datosi che la gentile Rosina è stanca delle nebbie langarole dei tenimenti Fontanafredda e della palazzina di Stupinigi. Sommessamente ho riferito al conte che tale viaggio potrebbe esser buon viatico per l’annessione della Toscana al regno, soprattutto in vista di una unità dell’Italia tutta, nonostante isolati fenomen di resisteza nell’alta Irpinia borbonica. In fede, informo con sollievo e sincerità, di aver anch’io passato una notte tranquilla, memore in specie di un’acciuga volante e assassina, chiave di volta mnemonico sensoriale di un piatto di spaghettoni Cavaliere micidialmente e piemontesemente intrigante Ma questo al re, al conte, al ricco, al cardinale e al contadino non glielo dico. Lo tengo cinicamente per me.

    • Giuseppe Grammauta

      (23 gennaio 2011 - 09:42)

      Il silenzio continua….

      • fra' michele da bargecchia

        (23 gennaio 2011 - 13:04)

        degli innocenti?

        • Giuseppe Grammauta

          (23 gennaio 2011 - 16:36)

          …L’ingenuità del canonico…

          • fra' michele da bargecchia

            (23 gennaio 2011 - 17:40)

            Noi francescani preferiamo definirla “purezza d’animo”

      • Luciano Pignataro

        (23 gennaio 2011 - 17:59)

        Ciao Angel
        come mai stai usando un nick e una mail che non ti appartengono?

        • Luciano Pignataro

          (23 gennaio 2011 - 18:16)

          Oooops!!!! Scusami ho fatto confusione. Pero’ parafrasando una frase che tu più’ di tutti dovresti conoscere si potrebbe dire: ” E’ il web bellezza…….”

  • ^Angel^

    (23 gennaio 2011 - 18:51)

    Hai proprio ragione

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