Nel mare di Prosecco io bevo quelli selezionati da Slow Wine!

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l’area del Prosecco

di Slow Wine

È sotto gli occhi di tutti il “fenomeno Prosecco”, un vino che è oramai diventato un brand universale, tanto viene richiesto dai consumatori in bar/enoteche/ristoranti di tutto il mondo.

I numeri reali di questo fenomeno non sono chiarissimi, ma in ogni caso sono “impressionanti” e soprattutto non conoscono flessioni ma, anzi, incrementi continui. Si parla di oltre 300 milioni di bottiglie commercializzate nel 2013, il 60% delle quali vendute all’estero, soprattutto in Germania, Usa e Regno Unito.

Quello che ci sentiamo certamente di dire è che nel panorama della produzione del Prosecco non è facile uscire dagli schemi di una certa uniformità qualitativa, sia pure tendente verso l’alto. Ci riesce molto bene quest’anno una bella serie di Prosecco rifermentati in bottiglia – i cosiddetti Col Fondo, che verranno presto (speriamo! …) “normati” con una definizione legale comune in etichetta – tipologia che cattura l’interesse di un numero sempre maggiore di consumatori e appassionati.

Ritorniamo invece su una questione che avevamo già affrontato un paio di mesi fa, ovvero sul problema di come indicare correttamente i vini provenienti dal territorio storico del Prosecco (quello della Docg che va da Conegliano a Valdobbiadene; l’altra Docg insiste sul territorio di Asolo), che spesso riportano in etichetta modi diversi di menzionare il prodotto.

Questa piccola confusione nell’indicare il nome del vino e della tipologia in etichetta nasce “dall’elasticità” del disciplinare di produzione della Docg Conegliano Valdobbiadene: in sostanza ogni produttore può decidere se aggiungere o meno alla obbligatoria dizione “Conegliano Valdobbiadene” il termine “Prosecco” e l’eventuale menzione “Superiore”; per questo motivo le indicazioni in etichetta sono diverse anche se riguardano lo stesso identico prodotto.

Per noi invece è importante comunicare ai nostri lettori che quel Prosecco viene prodotto proprio nella stupenda zona d’elezione – nel territorio storico della Docg, su quelle ripide e incantevoli Rive che si rincorrono una dopo l’altra in quella fascia pedemontana – e quindi abbiamo adottato la pura e semplice indicazione territoriale “Conegliano Valdobbiadene” omettendo per tutti il termine Prosecco e l’eventuale menzione “Superiore”, volendo in questo modo privilegiare il territorio rispetto alla varietà.

Ricordiamo inoltre che, per una precisa scelta compiuta fin dalla prima edizione di Slow Wine, in guida vengono recensiti solo Prosecco provenienti da aziende che operano nelle zone delle due Docg – Asolo e Conegliano Valdobbiadene – o nella provincia di Treviso, che consideriamo le aree storiche di produzione della glera, prima dell’allargamento della Doc alle province di Venezia, Belluno, Padova e Vicenza e all’intero Friuli.

Una scelta, lo riconosciamo, arbitraria ma che vuole privilegiare, ancora una volta, la territorialità di una produzione allontanando per un po’ gli aspetti commerciali. Anche perché altrimenti avremmo dovuto tenere conto di un numero altissimo di aziende di grandi dimensioni sparse in tutta Italia – penso ad esempio ad alcune grandi cantine sociali dell’Abruzzo, tanto per fare un esempio reale, o ad alcuni storici e nobili marchi toscani – che da qualche anno hanno almeno un paio di buoni Prosecco (solitamente un Extra Dry e un Brut) nel proprio listino vendite. Aziende che non possono, per una normale – e condivisibile – strategia commerciale, non avere questo prodotto che completa necessariamente la loro gamma, anche se hanno sede in una regione lontana dalle zone di produzione della glera.

Semmai dobbiamo registrare la difficoltà nel trovare, nella zona presa in esame (escludendo quindi i tanti Prosecco proposti da aziende esterne alla provincia di Treviso), un sufficiente numero di Vini Quotidiani. Il problema non sta nella qualità dei prodotti ma è dovuto al fatto che i prezzi originari, come risulta dai listini di vendita delle aziende, in genere sono superiori alla soglia dei 6 euro + Iva, che è quella che noi reputiamo massima per restare entro i 10 euro in enoteca (ricordiamo che in Slow Wine i prezzi indicati vengono calcolati in questo modo: prezzo originario dell’azienda + Iva 22% + ricarico 40% del rivenditore = prezzo finale in enoteca).

Ecco, alla fine, le nostre migliori segnalazioni:

Vino Slow

Conegliano Valdobbiadene Brut Particella 68 2013, Sorelle Bronca

Conegliano Valdobbiadene Brut Vecchie Viti 2013, Ruggeri

Conegliano Valdobbiadene ColFondo per tradizione Sottoriva 2013, Malibran

Conegliano Valdobbiadene Frizzante Naturalmente … 2013, Casa Coste Piane

Prosecco Col Fondo 2013, Ca’ dei Zago

Prosecco Col Fondo Biologico 2013, Casa Belfi

Valdobbiadene Sup. di Cartizze Brut Nature 2013, Silvano Follador

Vino Quotidiano

Asolo Prosecco Sup. Brut 2013, Bele Casel

Conegliano Valdobbiadene Brut Dirupo 2013, Andreola

Conegliano Valdobbiadene Col Fondo Bade 2012, Valdellövo

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate con un Vino Slow o Vino Quotidiano, e assaggiare i loro Prosecco, durante la presentazione di Slow Wine 2015, prevista per il 26 ottobre a Torino.

Per info e per partecipare alla grande degustazione cliccate qui.