Cantina Valpolicella Negrar: i cinque cru Amarone della linea “Espressioni” Domini Veneti

Letture: 393
i cinque cru Amarone della linea “Espressioni” Domini Veneti degustati

di Teresa Mincione

Un viaggio tra i vini e i cru della Valpolicella. Un’esperienza sensoriale che parla di Amarone. A pochi chilometri dalla romantica Verona, immersa in uno scenario che sfida ogni sfumatura di colore, la Cantina Valpolicella Negrar, si annovera tra le più interessanti scommesse del settore enologico. Il patrimonio viticolo si staglia su una superficie vitata pari a 600 ettari, situati prevalentemente nella zona collinare classica. Curata e coltivata da ben 230 soci, distribuiti  su un territorio che abbraccia anche le adiacenti valli di Marano, Fumane, Sant’Ambrogio e San Pietro. Cinque vallate che disegnano l’orizzonte con tratti sinuosi e caldi, generose verso chi guarda e chi assapora il gusto dei loro vini. Una cantina, una cooperativa, che dal 1933, ha portato avanti un progetto di recupero e valorizzazione del territorio, riuscendo a fruire di una particolare biodiversità grazie ai numerosi ettari a disposizione. Composizione del suolo, esposizione, altitudine dei vigneti, varietà di uve.

Cantina Valpolicella Negrar

Un anfiteatro vinicolo a cielo aperto, con versanti collinari a far da sfondo, ben esposposti a sud, est e ovest. Lo “scenario di proprietà” inizia con una parte pianeggiante nel fondovalle, a circa 150 mt s.l.m.; si spinge verso verdi pendici collinari, sino ad arrivare tra i 200 e i 450 mt,  locus delle zone più vocate.  Se per alcuni una simile varietà costituisce elemento di demerito, in quanto cooperativa, a Negrar è fattore di ricchezza e potenzialità. Piedi nel vigneto, il sistema di coltivazione  scelto per i ceppi di circa 20 anni è la pergola. La spalliera è destinata ai nuovi impianti. “La scelta di aderire al biologico, racconta Claudio Oliboni, tecnico di campagna, ne aumenta la garanzia e il rispetto delle diversità”. In sua compagnia il viaggio scorre piacevole tra aneddoti di cantina e di lavoro tra i filari.  La prima tappa tocca la valle di San Pietro in Cariano  e Castelrotto. Un salto a villa Bettoloni, la più intimista della Valpolicella,  di proprietà del socio e titolare dell’azienda vitivinicola Bio, Vittorio Bettoloni. Chi si ferma è perduto, mi ripeto e di nuovo in marcia per le altre vallate.  Si rincorrono all’orizzonte, verdi e piacevoli quelle di Fumane, Marano,  le cave di marmo di Prun, e le distese dei vigneti con le marogne (muretti a secco). Ancora la vallata di San Rocco, altro punto dei cru Espressioni (da poco premiato con i tre bicchieri del Gambero Rosso). La sosta al vigneto sperimentale di Jago, nel full della vendemmia selezionata per Amarone, è stata sorprendente.  Solo i migliori grappoli arrivano in cassetta. Scelti, delicatamente recisi uno ad uno,  puliti dagli acini tagliati dalla pioggia e bruciati dal sole. Un silenzio tra i filari, rotto dal suono dell’erba calpestata.  I vitigni più rappresentativi- spiega Oliboni-  sono la Corvina Veronese, il Corvinone e la Rondinella, oggi componente principale dell’uvaggio impiegato nella produzione dei vini Valpolicella. Minori, l’Oseleta, la Dindarella e tra quelli non autoctoni la Croatina. Un  tesoro enorme la Valpolicella, rappresentato da un territorio con terreni differenti nell’origine, nella composizione e nella struttura.

Cantina Valpolicella Negrar, panoramica dei vigneti

Arriva La vallata di S.Ambrogio dopo un lungo e panoramico giro della Lessinia, con il suo artistico ponte di Veja, riportato in un dipinto del Mantegna. Ci si muove sulle tracce dell’Amarone, dalla vigna alla cantina. Il museo dell’appassimento dell’azienda, regala grandi emozioni olfattive.

Cantina Valpolicella Negrar, l’appassimento

Particelle odorose capaci di inebriare  i sensi di chi, curioso,  ammira quei grappoli dormienti sui picai, dal profondo colore blu cobalto. L’azienda riconduce a sé il battesimo dell’Amarone, la cui storia, da sempre, è avvolta nella leggenda. Ben 80 gli anni di tradizione sulle spalle, da quel lontano 1933. Il processo produttivo dell’Amarone classico della Valpolicella, è un rito che si tinge di specialità. Si parte dalla vendemmia eseguita, dal primo all’ultimo grappolo, interamente attraverso la raccolta manuale delle uve deputate a divenire Amarone o Recioto. Corvina 70% Corvinone15%  Rondinella 15% quelle atte all’uso.

Cantina Valpolicella Negrar, raccolta delle uve

Un processo lungo e di pazienza. La vendemmia selezionata avviene a cavallo tra i mesi di Settembre/ Ottobre. Fino  a Gennaio (4 mesi) si svolge l’appassimento attraverso un controllo delle  condizioni di temperatura  ed umidità,  così da  garantire un lento processo di appassimento naturale integrato.  A fine Gennaio la cernita dei grappoli e la pigiatura soffice a rulli per variare l’immersione del cappello. A Febbraio, la fermentazione a bassa temperatura (e controllata in serbatoi d’acciaio) per 30- 40 giorni. A Marzo arriva la svinatura. Da Marzo / Aprile lo si colloca in botti grandi di slavonia per l’affinamento, per un periodo che oscilla dai 18 mesi sino ai 5 anni. A Gennaio del successivo anno è pronto per l’imbottigliamento e affinamento in bottiglia per 6-12 mesi. Finalmente, a distanza di tre anni dalla vendemmia, pronto per esser degustato! Durante questo processo il vino acquista grande  concentrazione e struttura. Con lo sviluppo positivo e nobile della Botrytis cinerea, si innescano reazioni enzimatiche  e chimiche che gli conferiscono una specifica e originale caratterizzazione organolettica.

Cantina Valpolicella Negrar, la vigna

Originalità non come “vino di stile”, ma come “stile di vino”. Il calice  di Amarone quale sinonimo ed espressione genuina e fiera di un terroir. Concetto spesso privato della sua essenza più vera, e che altro non rappresenta che  il  triangolo, cultura e vitigno, un poliedrico quanto unico sistema di relazioni tra la terra, la sua storia e i suoi caratteri morfologici, climatici, culturali ed umani. Testimone dello stretto rapporto tra la terra e le vigne, tra la tradizione e la storia, la rivalutazione, il recupero delle antiche uve (anche autoctone). Un plauso all’azienda va riconosciuto  per il lavoro di recupero e rivalutazione dei vitigni, attraverso l’inserimento in vigna (anche) di quelle varietà autoctone rare e sconosciute. Un’ ulteriore nota che concorre a marcare di tipicità ed unicità  il carattere dei loro vini. Esempio concreto il vitigno Spigamonti. Varietà di uva la cui carta d’identità non era stata mai composta, né il suo dna mai censito. Grazie alla ricerca dell’azienda, nel 2014 è stato ammesso dalla regione Veneto  tra le varetà di uve da vino adatte alla coltivazione. Un’uva dalle interessanti caratteristiche organolettiche che si è rivelata ottima per l’appassimento e per la produzione di Amarone (nel disciplinare è ammesso l’uso di  un 10% di vitigni classificati come autoctoni). Così  il direttore ed enologo della cantina cooperativa Daniele Accordini (vice direttore del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella).

Cantina Valpolicella Negrar, la bottaia

Dopo la panoramica geo-viticola delle vallate e la visita al caveau che coccola la prima bottiglia di Amarone imbottigliata nel 1939, l’assaggio è il momento più atteso.  La degustazione dei cinque cru Amarone della linea “Espressioni” Domini Veneti ( lavoro di ricerca durato ben 10 anni il cui nome è un omaggio alla Serenissima che un tempo dominava anche in Valpolicella ) tocca le 5 vallate, dalle quali il nome delle bottiglie. . Identica composizione per tutti i calici di Amarone (Corvina 70% Corvinone 15 % Rondinella 15 %)  da vendemmia 2008.

i cinque cru Amarone della linea “Espressioni” Domini Veneti degustati

1.     Amarone della Valpolicella Doc classico CASTELROTTO – Domini Veneti 2008 (Corvina 70% Corvinone 15 % Rondinella 15 % –  16,5% Vol.)

Amarone della Valpolicella Doc classico Castelrotto Domini Veneti

San Pietro in Cariano è il comune che confina a nord con i Lessini e che chiude a sud la Valpolicella classica. Nonostante presenti rilievi pianeggianti, non mancano quelli collinari, il più importante dei quali è Castelrotto ( a 172 mt s.l.m.). Il vigneto da cui prende vita questo calice è situato nella parte più meridionale della Valpolicella classica, con una esposizione sud ed orientamento dei filari est-ovest. E’ il più basso di tutti, il più caldo, con minore escursione termica, e il più argilloso. Per l’enologo … il miglior habitat per la tipologia Corvina.  L’età delle viti di produzione organizzate a pergola è di 9 anni. Il terreno è di medio impasto, sabbioso alluvionale.  Assente ogni tecnica di irrigazione artificiale.

L’EVOLUTO –  Rosso rubino intenso.  Al naso frutti rossi  freschi. Al palato si apre e lascia tracce di piacere  in una schietta bevibilità nonostante la forte alcolicità mai sbilanciata. Sapido e  di corpo. Tra tutti è quello più pronto, più immediato e facile da bere. Non da meditazione ma più quotidiano. E’ delicato nel tannino,suadente. Buona assonanza con il palato grazie al lento letargo attivo ( appassimento) ).

2.     Amarone della Valpolicella Doc classico VILLA – Domini Veneti 2008 ( Corvina 70% Corvinone 15 % Rondinella 15%  – 17 % Vol. )

La parte collinare ,che parte da una quota di circa 90 mt s.l.m. è tipizzata da suoli argillo –limosi e delimita la vallata con due dorsali, ad est e ad ovest. Il vigneto è situato nella parte più orientale della Valpolicella, a Villa, nel comune di Negrar, a ben 280 mt s.l.m. con esposizione a sud est e orientamento dei filari a est-ovest. Il terreno è argillo-limoso. Assente irrigazione artificiale. L’età delle viti atte a produzione è di 16 anni e il sistema e la pergola veronese. E’ il meno esposto al sole,  il meno ventoso, ma il più piovoso.  Anche qui la Corvina si adatta benissimo alla pari  di Castelrotto.

L’AUSTERO –  Rosso rubino. Al naso spiccate note di ciliegia (sentore tipico della vallata di Negrar) e di noce moscata, pepe. In bocca è un’esplosione di calore con un tannino non aggressivo che consente una sensazione di piacevolezza gustativa. Rispetto agli altri in batteria un vino old style, da meditazione, che nonostante la struttura indiscussa risulta di buona beva.  Muscoloso ma allo stesso tempo piacevole al riassaggio. Sapido e gustoso.

3.     Amarone della Valpolicella Doc classico  SAN ROCCO– Domini Veneti 2008 (Corvina 70 %, Corvinone 15 % ,Rondinella 15% –  16,5 % Vol. )

Il suo vigneto è sito nella parte bassa della valle di Marano, a San Rocco a 510 mt s.l.m. con esposizione sud est e orientamento dei filari a est-ovest. Nella zona collinare s’incontrano i toar, suoli di vulcaniti basaltiche. Caratteristica della vallata sono le forti escursioni termiche autunnali., Il terreno è di medio impasto per la disgregazione di rocce eruttive ed accumulo di sostanze organiche. Età dei vigneti: 11 anni. Sistema: pergola veronese.  Questo vigneto è soggetto all’influenza di due correnti, quella che viene da nord e quella che arriva dal lago di Garda. Mediamente ventoso. Locus del Corvinone.

LO SPEZIATO – Rubino intenso. All’olfatto i primi sentori parlano di spezie spinte dolci, cannella, pepe nero, chiodi di garofano, tabacco. Refoli di frutta appassita. Sapido e dalla buona struttura. Scattante e di personalità. Necessita ancora di qualche anno per esprimersi in toto. Idoneo all’ invecchiamento (caratteristica vantata anche per il  terreno che lo alimenta e  che consente un passo lungo con il tempo). Buona bevibilità.

4.     Amarone della Valpolicella Doc classico  MAZZUREGA – Domini Veneti 2008 ( Corvina 70 % Corvinone 15 % Rondinella 15%  – 16.50% Vol )

Il vigneto in questione si trova a Mazzurega, nel comune di Fumane, a ben 460 mt s.l.m. con una esposizione sud-est e orientamento filari a nord-sud a 6,6 km dalla cantina. Questa vallata è la più fredda di tutte, in cui di notte scende sotto i 10° C, dunque una grande escursione termica. In questa zona i vigneti si trovano in fascia pedemontana ( 60%) e per la restante parte ( 40% ) in collina con un’altitudine media di 200 mt s.l.m.. I terreni sono costituiti da rocce arenarie calcaree stratificate. Il terreno è di medio impasto ciottoloso, posto su arenaria calcarea. Sistema a pergola veronese. Assenza di irrigazione artificiale. Età viti: 9 anni. Locus di predilezione della Rondinella, vitigno più rustico e resistente alle diversità climatiche.

IL COMPLESSO –  Rosso rubino.  Note cariche di frutti rossi si accompagnano a sentori speziati e fumè. Refoli di  cuoio e cioccolato. Buon equilibrio tra il bouquet e il corpo. Tra tutti è quello che mostra una marcata anima gustolfattiva tipica d’Amarone. Sapido, forte, rampante, di struttura. Lungo e piacevolmente  bevibile in una sequenzialità di sapori armonici. Buona la chiusura.

5.     Amarone della Valpolicella Doc classico MONTE – Domini Veneti 2008( Corvina 70 %Corvinone 15 % Rondinella 15% – 16,50 % Vol. )

Situato nel punto più occidentale della Valpolicella Classica, a Monte, nel comune di Sant’Ambrogio a 440 mt s.l.m., vicinissimi al lago di Garda con esposizione sud, sud –ovest e orientamento dei filari est-ovest. Il terreno è di medio impasto sassoso, posto su calcari marnosi. L’età delle viti di produzione è di 11 anni con sistema di allevamento a pergola veronese. Locus del Corvinone. Vol 16,50 %

IL SUADENTE – Il più moderno e diretto della batteria. Rosso rubino. Le note vanigliate  e di confettura rossa dalla forte carica zuccherina conferiscono un’ immediata piacevolezza. In bocca è avvolgente e sapido, dal tannino molto smussato. Bevibilità spiccata, dal carattere femminile.

Un fuori batteria interessante è stato l’Amarone della Valpolicella Doc classico CASTELROTTO Domini Veneti d’annata 2005. Curiosa di come passeggiasse nel tempo questo calice..
color  rubino. Al naso  si è mostrato più aperto e colloquiale della precedente versione 2008, merito certamente del positivo operare del tempo. Frutta rossa ancora croccante e succosa. Spezie delicate e note di cacao. Al gusto una buona bevibilità e piacevolezza per un secondo assaggio. Nonostante i nove anni, grintoso. Armonica corrispondenza gustolfattiva. Sorso grazioso, lungo e sapido.  Nessun cedimento cromatico né di consistenza. Tannini piacevoli, di struttura. Bella performance  in un’evoluzione di stile.

Riflessioni di coda. Stessa annata, stessa metodologia di produzione, a far la differenza è il terroir. Linea comune di tutti i calici in degustazione è sicuramente l’inaspettata bevibilità ( fattore di certo delicato e non sempre riscontrabile trattandosi del complesso, tannico, alcolico Amarone ). La manifesta diversità dei calici, dal più introverso al più socievole, testimonia la bellezza della biodiversità (dei vitigni d’azienda), da sola in grado di disegnare all’olfatto e al gusto sensazioni di pregio.  Oggi i vini di queste vallate rappresentano un’ ulteriore sfaccettatura della nostra bella e buona da bere Italia. Di certo una realtà di qualità, quella della Cantina Valpolicella Negrar, attraverso la quale poter viaggiare e “assaporare” la storia di un terroir. I vini della Valpolicella non sono solo la prole di un territorio vocato, di un areale da scoprire. In questi vini c’è l’anima dei produttori conferitori, del loro lavoro in vigna, delle scelta di qualità condivise da ognuno. Un vino non racconta solo da dove viene. E’ l’intreccio tra storia e uomo, tra tradizione vinicola e terroir. Il vino è l’anima di un uomo versata in un calice e questi Amarone non sono altro che  Espressioni di tanti Domini uniti nell’amore per il loro terroir.

 

Cantina Valpolicella Negrar ha sede in via Via Cà Salgari, 2 – Negrar (Vr) Tel: 045.6014300 www.cantinanegrar.it info@cantinanegrar.it

 

Un commento

  • enrico

    (18 dicembre 2014 - 09:53)

    Prodotto di buona qualità, .li ho degustati lo scorso anno tramite amici.
    Vorrei acquistarne alcune bottiglie, desidero conoscere i prezzi e dove rivolgermi
    per l’acquisto.
    Abito in provincia di Pavia e confino con Milanoi

I commenti sono chiusi.