Che vini quelli di Giuseppe Mascarello e figlio in Piemonte!

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alcune etichette di Giuseppe Mascarello e figlio in Piemonte

di Chiara Giorleo

È un carattere “rustico” quello della famiglia Mascarello, lo capisci subito, non appena varchi l’ingresso della cantina. Probabilmente quello che ti aspetti qui, nelle fatidiche Langhe in Piemonte. Ma è solo questione di tempo, con la complicità del nostro “magico fluido”, il mitico Barolo, la conversazione diventa più che interessante in compagnia di Mariateresa e la figlia.

Sono in una delle più note cantine piemontesi, che produce un Barolo (il noto “Monprivato”) tra i più apprezzati nel mondo eppure, qui in cantina, è tutto così naturale, così familiare. Ed è con questa stessa leggerezza che mi raccontano di quel riconoscimento: il Barolo Monprivato 2008 è classificato nella top 100 di Wine Spectator (2013), non solo: si piazza addirittura al sesto posto e prima di ogni altro vino italiano! Eppure sono stata io ad introdurre il discorso chiedendo per curiosità: “Come è arrivata la notizia, che effetto ha avuto la notizia a seguito?” ma, ancora, in tutta naturalezza mi rispondono che quando il distributore americano chiama per dare la notizia il vino era già finito, tutto qui!

Giuseppe Mascarello e figlio in Piemonte

Ed è proprio in questa semplicità che spesso si ritrovano la tradizione italiana, garanzia e identità!

Ma iniziamo con qualche chiarimento: siamo (virtualmente insieme) da Giuseppe Mascarello e Figlio, da non confondere con l’altra azienda Mascarello, quella di Bartolo, non sono parenti nonostante abbiamo lo stesso cognome e nonostante la casuale omonimia delle donne: Mariateresa, moglie di Mauro (attuale titolare della Giuseppe Mascarello e Figlio) come la Mariateresa figlia di Bartolo, ormai venuto a mancare portandosi dietro un pezzo di storia del Barolo e ben noto non solo per i vini eccellenti ma anche per le sue radicate convinzioni e le dissacranti etichette “No Barrique, no Berlusconi”. Sono, però, molto amici e convinti “tradizionalisti” se vogliamo rifarci a queste antipatiche etichette che girano da troppi anni nel mondo del Barolo. Il termine è spesso semplicisticamente usato per indicare l’uso di botti grandi (e non di barrique, quelle usate -invece- dai cosiddetti “modernisti”). Ed ancora, la cantina si trova a Monchiero (Cuneo) a via Borgonuovo ed è qui che bisogna recarsi per la visita in cantina e per incontrarli (previo rigoroso appuntamento), mentre a Castiglione Falletto, l’altro indirizzo presente su sito e alcune guide, si trovano i vigneti.

Mariateresa, la moglie di Mauro Mascarello

Infine una curiosità, più che un chiarimento: oggi sono alla V generazione e potremmo simbolicamente ribaltare il nome aziendale in “Giuseppe Mascarello e padre” dato che il ciclo generazionale (che prevede l’uso del nome del nonno per il nipote) ci presenta oggi Mauro Mascarello come titolare (IV generazione) ma è il figlio Giuseppe (V generazione) che ha ereditato il nome dal nonno e dal nonno del nonno che inizia l’attività (a proprio nome) nel 1881. Ed ecco la successione: Giuseppe (1881), il figlio Maurizio (il quale acquistò una cascina a Castiglione Falletto quindi chiamata “Ca’ neuva d’ Morissio” e da cui deriva il nome della Riserva di Barolo “Ca’ d’Morissio”); così di nuovo Giuseppe, poi Mauro l’attuale titolare con il figlio Giuseppe.

14 ettari (a Nebbiolo per la produzione di Nebbiolo e Barolo, Dolcetto, Barbera e Freisa) per un totale di circa 60.000 bottiglie e nessuna voglia di alzare il tiro pur di mantenere il controllo assoluto della qualità. I vini sono all’estero già dagli anni ’70 e attualmente esportano fino al 90% della produzione.

Tra i diversi ottimi vini, ecco alcune note di degustazione. Inutile sottolineare la qualità di ciascun Barolo: il Villero 2010 definito “femminile” perché in qualche modo più “gentile” con note di frutti rossi ma anche floreale, decisamente morbido e persistente; Mariateresa suggerisce di non scaraffarlo, né aprirlo in anticipo; poi il Barolo Perno – Vigna Santo Stefano 2010 definito “maschile” perché più austero, strutturato, robusto direi, un vino intenso con evidenti note di spezie e sottobosco. E poi il Barolo Monprivato 2010 che sfugge a qualsiasi definizione: intenso e complesso con note di ciliegia, spezie, un vino più profondo, strutturato ma ancora fresco, giovane ma già piacevole.

il Barolo Monprivato 2010 di Mascarello

Mi piacerebbe, invece, soffermarmi su 2 vini meno blasonati, Langhe Freisa “Toetto” 2011 in purezza e fermo (lo specifico dato che alcuni lo producono frizzante), di ottimo rapporto qualità-prezzo, troppo spesso sottovalutato ma quando trovi un produttore come questo ne capisci il valore! Pare abbiano di recente aperto una bottiglia del 1995 in ottime condizioni, incredibile! Per non parlare della Barbera d’Alba prodotta -udite, udite- in uno dei cru del Barolo! Fino a qualche anno fa era infatti conosciuta con il nome di “Codana” ma poi, essendo questa vigna divenuta cru di Barolo, non hanno mica cambiato la produzione? Bensì, hanno semplicemente cambiato nome in “Codamonte”, spiegano “perché da soddisfazione”! Vi lascio, infatti, immaginare il risultato: al naso è particolarmente intenso e complesso con note di frutti neri, viola, confettura di frutti rossi, terra bagnata, spezie dolci e sottobosco; al palato è fresco ma equilibrato, morbido con una evidente nota di radice di liquirizia, sapido e caldo, notevole la persistenza! Non vi ci affezionate troppo, però, la produzione è limitatissima e il vino si trova molto difficilmente.

La mia mattinata si è conclusa magnificamente con un pranzo delizioso presso la Locanda del Centro a Castiglione Falletto. Veramente ottima la qualità dei piatti in particolare i “Ravioli riso e coy” cioè ripieni di riso e cavolo e gli “Gnocchi della Val Varaita” gnocchi di patate con formaggio (tomino di capra) nell’impasto e conditi con burro fuso e parmigiano.

Locanda del Centro

 

ravioli riso e coy

 

gnocchi patate e tomino

Sfizioso anche il tortino alla nocciola, sostanzialmente una variante del goloso tortino al cioccolato. Ottima l’atmosfera, il pane e i grissini a tavola, divertente l’idea del menù scritto su lavagna e lasciato su una sedia per la consultazione. Complimenti quindi allo chef Andrea Scarzello e a tutto lo staff.

 

Giuseppe Mascarello e Figlio
Monchiero (Cuneo)
Tel.0173.792126 – Fax 0173.792124
mauromascarello@mascarello1881.com

 

Locanda del Centro snc di Scarzello Andrea & C.
Piazza Del Centro 4 – Castiglione Falletto 12060 (Cn)
Tel. 01734.62502
locandadelcentro@libero.it

 

5 commenti

  • Mondelli Francesco

    (20 gennaio 2015 - 10:43)

    Descrizione sintetica ,ma precisa ed efficace di una delle cantine ,per me ,di riferimento per il barolo e non solo(vedi barbera).Persone forse rustiche ma vere che si sporcano ancora le mani con la terra da preferire senz’altro ai fighettini abbigliati e firmati in giro per il mondo a comunicare un vino di cui conoscono solo il ritorno economico.PS.Altra azienda di riferimento sono per me i fratelli Cavallotto a Castiglion Falletto che con la loro vigna Pignolo confinano con il cru Ca d’Morisso dei Mascarello:bottiglie difficili da trovare ma se mai se ne avesse l’opportunita consiglio di fare un confroto.Di sicuro una bella lotta tra titani!FM.

    • chiara giorleo

      (23 gennaio 2015 - 14:48)

      Sarebbe un bel confronto e di nomi o confronti ne potremmo fare tanti… per nostra fortuna!

  • arnaldo

    (21 gennaio 2015 - 09:01)

    La mariaTeresa è una campionessa di simpatia…..specie al Vinitaly quando comincia a mandare via la gente, clienti compresi.

  • Montosoli

    (22 gennaio 2015 - 03:15)

    Gente di tanto lavoro e fatica……di un Italia che non esiste piu
    Ma cosa aspettano a fare una cantina come si deve……??
    Cosa ne fanno di tutti I soldi che fanno pagare le loro bottiglie ?
    Capiscono che con la prossima generazione c;e il rischio che tuttto sparisce o sia venduto…?

  • Franco Ziliani

    (24 gennaio 2015 - 04:46)

    la vigna dei Cavallotto in verità si chiama Vignolo e confina con il Monprivato da cui Mauro Mascarello ottiene la speciale selezione Cà d’Morissio

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