Christian e Manuel Costardi: 5 buoni motivi per provare i risotti più buoni d’Italia

Letture: 278
Christian&Manuel Costardi, Carnaroli aglio olio e peperoncino

di Albert Sapere

Avevo conosciuto Christian e Manuel grazie a Giancarlo Maffi. Era il 2009 durante una serata afosa di giugno alle Axidie a Festa a Vico, in una discussione infinita sui piatti che più ci avevano convinti mi chiese: Ma tu il risotto dei Costardi l’hai provato? La mia risposta: Costardi chi? Da quel momento è cambiata la mia idea del risotto :-)

Quello stesso anno i due ragazzi di Vercelli sarebbero diventati giovani dell’anno per la Guida dei Ristoranti dell’Espresso.

Christian&Manuel Costardi, il pane

Oggi nonostante la loro giovane età, 35 anni Christian e 27 Manuel, hanno abbandonato il vestito di giovani promesse e sono a tutti gli effetti una delle più solide realtà della ristorazione italiana d’autore.

Christian&Manuel Costardi, baccalà mantecato crema di patate e cannella

 

Christian&Manuel Costardi, Lucio Fontana (capasanta crema di latte e caviale)

 

Christian&Manuel Costardi, A Venezia: scampi in saor

Ecco i cinque motivi per cui vale la pena andare a trovarli:

1)     La modernità dei piatti. Acidità, toni amari, freschezza, sapidità sempre cercate, i gusti solo rotondi spesso stucchevoli e grevi appartengono al passato, questa cucina è proiettata nel futuro, senza rinnegare le tradizioni ma aggiornandole. I due piatti che più mi hanno colpito:  “Burrasca”, piatto sapido e nervoso, il nome rende perfettamente l’idea delle sensazioni palatali; “l’Orto”, delle verdure integre nelle loro note leggermente amarognole, accompagnate dalle animelle che forniscono una consistenza davvero intrigante, l’unica concessione nell’utilizzo di grassi un filo abbondante di olio evo.

 

Christian&Manuel Costardi, burrasca

 

Christian&Manuel Costardi, l’orto

2)     I risotti. Venticinque sono sempre in carta, preparati anche per una persona! Partono sempre da un brodo vegetale, dando la possibilità anche a chi non mangia carne di avere tante scelte. Il Carnaroli, “Parmigiana di Melanzane” e il Carnaroli aglio olio e peperoncino li avevo già provati ed entrambi mi avevo rapito sia nell’esecuzione sia nell’abbinamento. Il risotto a primavera non lo conoscevo ed è stato amore a prima vista. La tecnica in questo risotto è quella precisa e puntuale, l’acidità del succo di limone, i germogli e le verdure lo rendono fresco, brioso, la capasanta a crudo fornisce una consistenza piacevole,  ne mangerei una betoniera.

 

Christian&Manuel Costardi, Carnaroli, “Parmigiana di Melanzane”

 

Christian&Manuel Costardi, risotto di primavera

3)     La pasticceria. Parte da base classiche, assolutamente priva di zucchero in eccesso, prova a divertire e a ridisegnarne i concetti. Ad esempio un cannolo di pasta realizzato però con un pacchero di Gragnano, quello del Pastificio dei Campi, o il riso utilizzato nella “nebbia”. Divertimento, pochi zuccheri, pensieri intelligenti e golosi.

Christian&Manuel Costardi, nebbia

4)     La sala. Fresca del restyling delle luci da parte di Davide Groppi, nuovo guru dell’illuminazione dei ristoranti d’autore in Italia, rende l’ambiente molto piacevole. La centralità è intorno al tavolo, anzi sul tavolo. Anche con una sala piena avrete la sensazione che il ristorante sia tutto per voi, un piccolo lusso.

 

Christian&Manuel Costardi, un cannolo di pasta

 

Christian&Manuel Costardi, coccole finali

5)      Elisa Bellavia giovane e determinata, dirige la sala con grande esperienza. Grandi sorrisi, tanta passione nel raccontare i piatti, professionale con tante piccole attenzioni e mai invasiva. Christian ci racconta che la “e” tra Christian e Manuel sta per Elisa. Una grande passione,  futuro assicurato.

Christian&Manuel Costardi, bollicine

 

Christian&Manuel Costardi, il vino

 

Ristorante Christian&Manuel

Corso Magenta 71 – 13100 Vercelli

Tel  0161.25.35.85 – 0161.25.38.57

Giorno di chiusura: lunedì

www.hotel-cinzia.com

prenotazioni@christianemanuel.it

Un commento

  • giancarlo maffi

    (4 luglio 2014 - 15:36)

    Bel pezzo Albert. Centrati i temi essenziali e le capacità di comprensione del concetto riso, mediamente astruso per i tuoi colleghi del sud geneticamente cresciuti a ” maccaroni”. Io sono di parte si sa. Se fossi un ispettore di una nota guida mi asterrei dal commentare, dopo una visita entusiasta, ” sono da due stelle”. Grazie al cielo sono solo l’ispettore di me stesso, quindi con scienza e coscienza lo urlo: SONO da DUE STELLE! Michelin, naturalmente :-)

I commenti sono chiusi.