Gaia Farm & Showroom: tutto ciò che serve intorno alla cipolla ramata di Montoro

Letture: 206
chef a lavoro

di Chiara Giorleo

E’ da tempo che se ne parla, si parla del ritorno all’agricoltura, di giovani e meno giovani. Che forse questa crisi consentirà un ritorno alle radici, in altre parole: quanto di più solido e radicato un popolo possa avere? Che forse uno scossone come quello che stiamo vivendo riuscirà a dare il giusto valore alle cose e soprattutto alle scelte?

Una cosa è certa, 3 sono le parole d’ordine: specializzazione, territorialità, tipicità. Difficile che qualcuno lo possa negare e l’Italia non può che trarne beneficio caratterizzandosi proprio per varietà di offerta, soprattutto enogastronomica, autoctonia e ricchezza di tradizioni.

E pare sia questa la direzione che abbiamo preso, d’altra parte ce lo auguriamo se assumiamo per vere le ipotesi appena esposte. Di esempi ne potremmo fare tanti, io porto il mio dopo essere stata silenziosamente presente all’inaugurazione di un open space interamente dedicato alla cipolla ramata di Montoro dell’azienda agricola Gaia.

Siamo nella valle dell’Irno, zona collinare interna alla regione campana nonostante sia situata a pochi passi dalla città di Salerno. Qui la cipolla ramata è ormai mito grazie alle qualità che il territorio riesce a garantire: un prodotto tipico, tradizionale e unico. Dobbiamo forse spostarci in Calabria per trovare un’altra cipolla tanto apprezzata, come quella di Tropea o comunque, serve allontanarci in altri luoghi e altre regioni che offrono nuovi sapori, diverse qualità.

cipolline e acciughe

Quello che mancava era il coraggio di puntarci su. Ma questo non è mancato alla famiglia Barbato ed in particolare a Nicola che nel rispetto della tradizione agricola di famiglia, decide di impegnarsi non solo nella produzione di tanta bontà ma di farne la sua patria un punto di riferimento e soprattutto di incontro: lo chiameremo un “concept lab” tanto per lanciare con chiarezza un messaggio ai sostenitori, tradizione non è arretratezza ma è futuro!

il pubblico

500 mq, edificio spartano con area aperitivi e degustazioni, ampia cucina a vista e addirittura area benessere dove è e sarà possibile acquistare diversissimi prodotti di bellezza anche a base di cipolla. I nuovo ambienti sono dedicati quindi alla ristorazione e alla cucina didattica, inoltre lo showroom offre numerosi altri prodotti tipici campani. Parlare di “kilometro zero” sarebbe un’offesa dato che i terreni sono visibili dalle finestre delle sale ed il rispetto per il territorio non è solo raccontato ma è visibile in tanti piccoli dettagli come l’arredamento in cartone riciclato e riciclabile della SABOX (altra azienda campana).

gli assaggi con la cipolla ramata

 

la sala e il cartone riciclato-riclicabile

L’inaugurazione si è tenuta sabato 14 giugno ed hanno partecipato tra gli altri Alfonso Tartaglia (Direttore STAPA CEPICA di Avellino), Cesare Gridelli (direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Moscati di Avellino), Domenico Roselli (Dirigente Coldiretti di Avellino), Savarese (Sabox e Arredamenti Formaperta) e il neo sindaco Mario Bianchino nonché Luciano Pignataro stesso.

Allora complimenti a Nicola Barbato che ci ha accolti sabato e che ha voluto un progetto che definirei completo e avanguardista per certi aspetti.

Luciano Pignataro con lo chef

Non è certo al centro del mondo e non tutte le strade portano a Montoro ma per 20 minuti di percorso in auto partendo da Salerno ne vale veramente la pena . E smettiamola con questo scetticismo e tanto snobismo: la cipolla è deliziosa, se ne faccia un buon uso, sono certa che anche i nutrizionisti sarebbero pronti ad elencarne proprietà oltretutto!

www.agricolagaia.it

Un commento

  • Lello Tornatore

    (18 giugno 2014 - 17:49)

    Ben detto Chiaretta!!! ;-)

I commenti sono chiusi.