Garantito IGP. Cinque annate di Gioé: l’Amarone di Santa Sofia

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la verticale di Amarone Gioè di Santa Sofia, i campioni

di Lorenzo Colombo

Non potevamo inaugurare meglio il nostro primo giorno al Vinitaly 2014, appena giunti in fiera, dopo tre ore di viaggio per percorrere i 150 chilometri che ci separano da Verona, alle 10,30 di lunedì 7 aprile, ci attendeva la verticale dell’Amarone “Gioè”, di Santa Sofia, degustazione organizzata per festeggiare il mezzo secolo dalla nascita di questo vino.
Giancarlo Begoni, ha infatti prodotto questo vino per la prima volta nel 1964, e d’allora, solamente in diciassette annate –che Giancarlo cita a memoria, come fossero i giocatori di una squadra di calcio- ha ritenuto fosse il caso di replicarlo.

Nel corso degli anni questo vino ha subito diversi cambiamenti, a partire dalle percentuali di vitigni utilizzati, sino ai tempi ed ai legni utilizzati per l’affinamento, sono cambiate anche le bottiglie, e le etichette, sempre alla ricerca di proporre il prodotto migliore, che però fosse anche facile da bersi.
E forse è proprio questa la dote migliore di questo vino, la facilità di beva, aldilà della sua struttura ed alcolicità.

la verticale di Amarone Gioè di Santa Sofia, i relatori

Durante la presentazione Giancarlo Begoni, ed il figlio Luciano hanno spiegano e motivato ciascuno di questi cambiamenti e ci hanno raccontato le caratteristiche climatiche delle annate dalle quali deriva ciascun vino.

Il nome “Gioè” indica la parte superiore del colle Monte Gradella, zona dalla quale si sono sempre ottenute uve qualitativamente superiori per le caratteristiche del terreno che per l’esposizione solare, ma, contrariamente a quanto si possa pensare questo vino non proviene da un singolo vigneto, non è un “Cru”, ma le uve provengono dalle zone più vocate di Negrar, Fumane e San Pietro in Cariano. 

Ecco le cinque annate proposte di questa imperdibile verticale:

Amarone Gioè 1977

– 1977: Sono state aperte diverse bottiglie di quest’annata, per poter proporre dei vini integri, purtroppo la tappatura gioca cattivi scherzi col passare degli anni e quindi alcune bottiglie non sono state ritenute degne d’essere servite.
Uve: Corvina (65%), Rondinella (15%), Molinara (20%), con appassimento delle uve per un periodo di circa 100 giorni.
Maturazione e affinamento: 5 anni in botti di rovere di Slavonia da 9 hl e 12 mesi in bottiglia.
Bottiglie prodotte: 7.400

Amarone Gioè 1977, l’etichetta

Andare a descrivere e valutare un vino che s’avvicina al quarant’anni d’età è impresa assai ardua, l’emozione ed il rispetto nei confronti di un prodotto così vetusto potrebbero facilmente prendere il sopravvento sull’obiettività.
La lunga sosta in bottiglia ha provocato la precipitazione della maggior parte delle sostanze coloranti e quindi il vino si presenta con un color mattonato scarico, con unghia aranciata.
Chiuso all’inizio, quasi timido, con leggeri accenni ossidativi, si apre quindi elegante e con una buona intensità su sentori di fungo e leggeri accenni di cuoio. Pare più un profumo che non un vino. Delicato al palato, leggero, con una struttura un poco esile ed una lunga persistenza. Emozionante. Difficile tradurre in asettico numero la valutazione di questo prodotto.

la verticale di Amarone Gioè di Santa Sofia, i bicchieri

– 1995:
Uve: Corvina e Corvinone (65%), Rondinella (30%), Molinara (5%), con appassimento delle uve per un periodo di circa 100 giorni.
Maturazione e affinamento: 36 mesi in botti di rovere di Slavonia con successiva permanenza di altri 12 mesi in botti da 225 litri di rovere francese di media tostatura, seguono 12 mesi in bottiglia.
Bottiglie prodotte: 16.156

Una bottiglia non perfetta ha penalizzato un poco questo vino.
Il colore è mattonato intenso, come molto intenso si presenta il vino al naso, il primo impatto è leggermente ossidativo, con un ricordo di mela cotta, si colgono quindi note evolute di rabarbaro ed accenni chinati. Di buona struttura, equilibrato, tornano le note di rabarbaro, bella la sua vena acida e lunga la persistenza. 86/100

– 1998:
Uve: Corvina (65%), Rondinella (30%), Molinara (5%), con appassimento delle uve per un periodo di circa 100 giorni.
Maturazione e affinamento: 36 mesi in botti di rovere di Slavonia con successiva permanenza di altri 12 mesi in botti da 225 litri di rovere francese di media tostatura; 2 anni in bottiglia.
Bottiglie prodotte: 18.056

Color granato-mattonato, profondo. Di buona intensità olfattiva, elegante, si colgono sentori di confettura di prugne, di prugne secche e di tabacco dolce. Intenso alla bocca, fresco, sapido, speziato (cannella), con buona nota alcolica e tannini decisi ma morbidi, lunga la persistenza. 90-91/100

– 2000:
Uve: Corvina (65%), Rondinella (30%), Molinara (5%), con appassimento delle uve per un periodo di circa 100 giorni.
Maturazione e affinamento: 24 mesi in botti di rovere di Slavonia con successiva permanenza di altri 18 mesi in botti da 225 litri di rovere francese di media tostatura; 2 anni in bottiglia.
Bottiglie prodotte: 17.641

Questo vino ci è stato servito in formato Magnum.
Il colore è granato profondo, con accenni mattonati, mediamente intenso al naso, con profumi che rimandano al cuoio ed ai fiori secchi. Intenso alla bocca, le note sono prettamente terziarie e ci ricordano il cuoio, il tabacco, la liquirizia, i tannini, importanti, sono ben fusi ed accenni balsamici ne amplificano la gentilezza, lunghissima infine la persistenza. 91/100

– 2007:
Uve: Corvina e Corvinone (70%), Rondinella (25%), Molinara (5%), con appassimento delle uve per un periodo di circa 100 giorni.
Maturazione e affinamento: 24 mesi in botti di rovere di Slavonia con successiva permanenza di altri 18 mesi in botti da 225 litri di rovere francese di media tostatura; 2 anni in bottiglia.
Bottiglie prodotte: 14.779

Completamente diverso da tutti gli altri, questo vino si presenta con tutta la sua prorompente gioventù già dal colore, rubino profondo. Intenso al naso, fruttato, con alcol in evidenza, emergono netti sentori di ciliegia sotto spirito, di prugna matura, di spezie dolci. Stessi sentori si ritrovano alla bocca, dove cogliamo ricordi di Mon Chéri, il vino è strutturato, sapido, speziato, l’alcol è in equilibrio con le altre componenti e la persistenza è lunghissima. 88/100

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