I 50 vini rumeni della “bela Marinela” | Garantito IGP

Letture: 140
I 50 vini rumeni della “bela Marinela”

di Stefano Tesi

Di inutili libri di ricette con le creazioni architettoniche di celebrati chef, gli scaffali delle librerie sono pieni. Sono pieni anche di autoreferenziali volumi dedicati a vini e vignaioli, questi ultimi solitamente ritratti appollaiati con poco credibile naturalezza su pile di barrique.

Ma l’operazione editoriale concepita qualche mese fa da Marinela Ardelean, poco più che trentenne sommelier italorumena, semifinalista al concorso mondiale per sommelier e un sacco di altre cose, nonchè, di fatto, ambasciatrice nel mondo dei vini della sua patria d’origine, è di una semplicità diabolica: cosa di meglio, per far conoscere l’eccellenza dell’enologia rumena (il paese, quinto produttore in Europa se non erro, sta facendo passi da gigante non solo sul piano qualitativo, ma anche su quello commerciale), che proporre un abbinamento tra 50 bottiglie top lì prodotte e 50 ricette di alcuni dei migliori ristoranti italiani?

Per vincere la diffidenza di qualcuno su qualcosa, la cosa migliore è fargliela accostare a ciò di cui egli si fida di più e poi vedere se il confronto regge.

L’autrice ha così prima assaggiato e selezionato 400 bottiglie di produttori rumeni famosi e non, poi ha scelto le 50 secondo lei più rappresentative e infine le ha fatte riassaggiare alla cieca a un panel di quattordici notissimi professionisti italiani del settore, per verificare l’effettiva compatibilità dei vini con il palato nostrano.

Ottenute confortanti risposte, ha quindi scelto 18 ristoranti italiani, molti dei quali stellati, a cui ha proposto di abbinare alcune loro ricette (in certi casi create ad hoc per la circostanza) a quei vini.

Il risultato è un bel libro curato e denso, ma non ingombrante nè tronfio, in italiano e in rumeno, intitolato molto esplicitamente “50 vini di Romania incontrano 50 piatti italiani d’eccellenza” (2014, Terra Ferma editore, 191 pagine, 35 euro), che è anche minimanuale sull’enologia di quel paese, visto che un’ampia sezione è dedicata alla storia della coltivazione della vite, ai vitigni e all’economia vinicola.

A ogni azienda e a ogni locale è dedicata una scheda completa con tanto di indirizzi, contatti e quant’altro, utile assai per chi (ad esempio il sottoscritto) sia in procinto o abbia intenzione di andare sul posto a verificare tutto di persona. Anche a ogni vino e a ogni ricetta è dedicata un’esaustiva scheda con foto.

Ho una conoscenza abbastanza superficiale, ma non sono del tutto digiuno, dell’enologia rumena. E qualcosa mi dice che presto da lì arriveranno cose organoletticamente, economicamente e pertanto giornalisticamente parecchio interessanti.

Meglio non farsi trovare impreparati, dunque.

Pubblicato in contemporanea su

Alta fedeltà

Lavinium

Luciano Pignataro WineBlog

Vinealia

Winesurf

Un commento

I commenti sono chiusi.