Per la prima volta la Caputo Cup sbarca in America

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Per la prima volta la Caputo Cup sbarca in America, con l’appuntamento di New York del 19 e 20 gennaio. Dopo il tour itinerante, che ha portato lo scorso anno, questo importante evento internazionale in Paesi come: Israele, Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Taiwan, Russia, Olanda, Australia e Giappone, il 2015 si caratterizza con la gara della Grande Mela, e segnerà il primo appuntamento di quest’anno del grande evento mondiale di questa kermesse.

Con il Pizzaiuolo Championship, nell’ambito della Caputo Cup 2015, si svolgerà oltre la tappa dedicata alla categoria classica napoletana Stg, la New York Style. La Caputo Cup, raccogliendo di nazione in nazione i vincitori, li invita poi a settembre, sul lungomare di Napoli, in occasione della tappa finale, quando viene conferito il titolo di campione del mondo. Quest’anno sarà designato il vincitore del XIV Trofeo Caputo.

I migliori pizzaiuoli, quelli con la “U”, secondo la vera tradizione partenopea, provenienti da varie parti del mondo, si confronteranno per conquistare i palati d’Oltreoceano.

“Il nostro obiettivo “ ha dichiarato Antimo Caputo, ad di Molino Caputo “è quello di riportare in America, così come fecero i pionieri napoletani della pizza, Gennaro Lombardi e Totonno, la stessa tipologia di farina, sapori e profumi di oltre cento anni fa, frutto di ricerca dei tecnici del nostro Mulino, per far ricreare e produrre, con prodotti campani, la pizza secondo la ricetta di oltre un secolo fa.” (A Gennaro Lombardi, emigrante campano, tocca il primato della prima pizzeria aperta a New York nel 1905).

Con la Caputo Cup 2015

Per l’occasione, si terrà una pizza summit dove ci si confronterà su tecniche ingredienti e trend del mercato, nella sede di Neapolitan Express, centro di formazione della pizza truck ecologica che girano tutti gli Stati Uniti. Saranno presenti personaggi del calibro di: Tony Gimignano, di San Francisco; Davide Civitiello, napoletano e vincitore del titolo di campione del mondo “Trofeo Caputo 2013”; Salvatore Cuomo, napoletano ma residente da anni in Giappone; Jonathan Goldsmith, di Chicago, noto per la sua pizzeria “Spaccanapoli”; Franco Manna di “Rossopomodoro”; Anthony Carron di “800 Degrees” di Los Angeles; Simone Fortunato e Mark Dim da Denver. Giulio Adriani, di Ostia, della pizzeria “Forcella” e vincitore dell’VIII Trofeo Caputo. Assieme a loro, la delegazione napoletana tra cui il presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Sergio Miccù e Antimo Caputo, ad del Molino Caputo.

una pizza margherita

Durante l’evento, oltre a stabilire i vincitori per le tre categorie in gara: Margherita, Margherita extra e Marinara, si terranno incontri e tavole rotonde, durante le quali si affronteranno vari argomenti: dal trend dell’industria della pizza, alle realtà degli opifici napoletani di farina e pomodori.

In gara si cimenteranno pizzaiuoli provenienti dall’Italia, dagli Stati Uniti e dal Canada, concorrenti che debbono aver compiuto i 18 anni e, ad ogni vincitore, andranno mille dollari, oltre il titolo.

La pizza, si sa, è uno dei cibi più amati nel mondo e, secondo recenti dati della Coldiretti, sono proprio gli Stati Uniti tra i maggiori consumatori della pizza, con una media di 13 chili per persona all’anno, quasi il doppio di quella degli italiani, che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa.

Negli Usa, secondo lo studio della Coldiretti, il business della pizza vale 40 miliardi di dollari, con il 93% degli americani che la consuma almeno una volta al mese e una media di 350 “slices”, le tradizionali fette, al secondo.

In Italia si stima che la pizza generi invece un fatturato di 10 miliardi di euro, con oltre 250mila addetti e 50mila pizzerie.

 

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