Pontecagnano, Pizzeria Mangiafoglia: pizza napoletana nel Salernitano

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Pizzeria Mangiafoglia, Antonio Lagnone e Paolo Lettieri
Pizzeria Mangiafoglia, Antonio Lagnone e Paolo Lettieri

di Alfredo Marino

“Mangiafoglia” era l’appellativo con cui venivano definiti i napoletani del Settecento, abitanti di una Napoli che è scomparsa, una Napoli che faceva della povertà una virtù: ora è anche il nome di una giovane pizzeria in un vicolo a Pontecagnano Faiano: un locale piccolo, che si ispira alle storiche pizzerie di “via Tribunali”, con una pesante porta di legno e ferro che separa la realtà salernitana da questo magico squarcio di napoletanità.
All’interno tutto sembra catapultarci in una pizzeria del Decumano Maggiore: tavoli alti, sedie in legno, un autorevole mandolino, “agliare” di rame e litografie storiche tratte dal celeberrimo libro “Usi e costimi di Napoli” (Francesco de Bouchard); in sottofondo, la storica “pusteggia” napoletana, da Murolo a Daniele. Il forno, palladiano, azzurro, ben illuminato, segna il punto d’incontro tra tradizione e innovazione: mattoni di biscotto classici ma bruciatore a gas al posto del fuoco di legna.

Pizzeria Mangiafoglia, l'esterno
Pizzeria Mangiafoglia, l’esterno

 

Pizzeria Mangiafoglia, la sala
Pizzeria Mangiafoglia, la sala

Il menù è composto da 37 pizze, di cui due “a libretto” e tre ripieni.

Pizzeria Mangiafoglia, la Margherita
Pizzeria Mangiafoglia, la Margherita

 

Pizzeria Mangiafoglia, la Marinara
Pizzeria Mangiafoglia, la Marinara

Il giovane pizzaiolo ventottenne Paolo Lettieri ci fa provaren una pizza non ancora inserita nel menù: formaggio “Blu” di bufala, un dolcissimo e aromatico prodotto novità dell’azienda casearia Di Lascio di Paestum, Fiordilatte misto Bufala della stessa azienda, cuori di carciofo ed una macinata di pepe all’uscita. Impasto lievitato 21 ore con una giusta idratazione ed un’ ottima maturazione, che consentono una perfetta digeribilità ed una maculatura ben distribuita.
La cottura è ottima; il cornicione è soffice e ben alveolato. L’erborinato di bufala al palato ha un’aroma delicato ma persistente, smorzato dalla dolcezza del fiordilatte, e si accompagna magnificamente con la freschezza del cuore di carciofo. Il finale del pepe dà energia e pulisce la bocca dal grasso dei due formaggi.

L’accurata lavorazione della pasta (ed ossigenazione dei panetti) consente l’ottenimento di un disco elastico ma cedevole il quale, manipolato in modo delicato e sapiente dalle giovani (ma già esperte) mani di Paolo Lettieri, si trasforma in una pizza dalla consistenza vellutata e per niente resistente al taglio, piegabile “a libretto”, che dà la dolce sensazione di sciogliersi in bocca, lasciando colui che l’assapora in un paradiso etereo di ricordi e tradizioni.

Pizzeria Mangiafoglia, "Blu" di bufala e Cuori di carciofo di Paestum
Pizzeria Mangiafoglia, “Blu” di bufala e Cuori di carciofo di Paestum

Il secondo assaggio è qualcosa di molto più “strong”: Pizza “Papaccelle”, con i tipici peperoni napoletani sott’olio di Sodano (Presidio Slow Food), basilico, salsiccia, Provola e Mozzarella DOP. Una pizza dal gusto molto intenso con una moderata sapidità della salsiccia e la dolcezza della provola e della mozzarella che cercano di bilanciare il sapore pungente della Papaccella la quale, tuttavia, in alcuni punti è più concentrata e rischia di dominare sul resto dei prodotti. Adatta per chi ama le emozioni forti.

Pizzeria Mangiafoglia, Pizza "Papaccelle"
Pizzeria Mangiafoglia, Pizza “Papaccelle”

Per concludere un’ ultima pizza, “La Gialla”. Su di un morbidissimo letto di Fiordilatte misto bufala il pomodorino “Spunzillo”, piccolo ma tanto dolce, con la sua breve acidità, incontra la sapidità non invadente e la tenerezza di due sottili fettine di guanciale incrociate, in un connubio di sapori che vorresti non finissero mai. Una pizza che lascia pienamente soddisfatti.

Pizzeria Mangiafoglia, la Gialla
Pizzeria Mangiafoglia, la Gialla

In seconda battuta ritorniamo per provare i ripieni di Paolo. Il primo che assaggiamo è un classico intramontabile: calzone con la scarola (la riccia!), naturalmente accompagnato con ottime olive infornate di Ferrandina (o di Gaeta, a seconda della disponibilità), alici di Cetara e capperi di Salina. A dare al tutto un pizzico di energia e di innovazione è la provola di bufala affumicata, adagiata sul calzone già chiuso… al palato è molto interessante! La cottura del calzone è perfetta sul fondo ma presenta qualche lieve bruciatura sulla parte superiore. I sapori si amalgamano alla perfezione. In una parola? Saporito.

Pizzeria Mangiafoglia, calzone con la scarola
Pizzeria Mangiafoglia, calzone con la scarola

Soddisfatti, ma con la curiosità di provare come Paolo interpreta il calzone fritto, ne ordiniamo uno, l’unico sul menù, ricotta e salame. La frittura è dorata, pulita e abbastanza asciutta. L’impasto regge bene la cottura, tuttavia manca un po’ di fragranza e di croccantezza. All’interno la ricotta (di bufala) si presenta sgranata, molto naturale, senza eccessi di lavorazione. Il salame è tagliato a listarelle piuttosto spesse, in bocca gioca un bel duetto di consistenze con la ricotta e dona tutta la sua sapidità e l’aroma. Un eccesso di pepe copre un po’ troppo il nobile e delicato sapore della ricotta. Come topping, un ottimo cacio-ricotta grattugiato dà un guizzo di sapidità alla pasta.

Pizzeria Mangiafoglia, la pizza fritta
Pizzeria Mangiafoglia, la pizza fritta

Seguendo filosofia del “poco ma buono” (tralasciando le 37 pizze, ovviamente) la giovane pizzeria ha sul menù un solo dolce, classico, ma ben fatto: il tiramisù. Il dessert è servito in un barattolo, una soluzione un po’ spartana, che magari non rappresenta una novità ma risulta molto efficace. Stessa linea di pensiero per la carta delle birre, piccola ma prestigiosa: tra le poche etichette disponibili spuntano all’occhio le artigianali di “Bella ‘Mbriana”, declinate nella bionda “Nefeli” e nella scura strong ale “Simùm”.

Pizzeria Mangiafoglia, Tiramisù in Barattolo
Pizzeria Mangiafoglia, Tiramisù in Barattolo

Insomma, una pizzeria giovane che promette molto bene, ottimi i prodotti e buona la ricerca di gusti e abbinamenti. Spicca soprattutto la passione che come un fiume, partendo dal cuore e passando per le mani del giovane pizzaiolo salernitano Paolo Lettieri (ex studente di Giurisprudenza che ha lasciato la carriera accademica per dedicarsi all’Arte Bianca Napoletana), sfocia in un fresco mare di pizze dai gusti ragionati e dall’incredibile digeribilità.

Pizzeria Mangiafoglia, alcuni prodotti
Pizzeria Mangiafoglia, alcuni prodotti

 

Pizzeria Mangiafoglia

Via Tevere, 7

Pontecagnano (Sa)

Tel. 089.849360

Sempre aperto

 

Foto di Luigi Savino

5 commenti

  • Daniele

    (24 aprile 2015 - 05:27)

    Auguri Alla. V ostra bella pizzeria.
    se conoscet e Michele Genovese e la figlia Rosa tanti Saluti da zio Tony
    del New Jersey. USA

  • giancarlo maffi

    (24 aprile 2015 - 17:40)

    Belle pizze e bella competenza nella descrizione delle pizze e altro. Ho come l’impressione che il recensore abbia poca dimestichezza, come il sottoscritto peraltro, con i dolci e dessert in generale, visto il veloce passaggio sul tiramisu. Che visto in foto, ma non pretendo di fare una fotorecensione, appare un pochino deprimente. Ofelèr fa el to’ mester, come dicono a Milano? :)

  • giovanna

    (25 aprile 2015 - 09:02)

    Effettivamente il tiramisù non è invitante .Per il resto la pizza è buona, l’impasto ossia il panetto è sottile(pesa poco) si strappa al centro.come prevede la classica pizza napoletana.

  • antonio prinzo

    (25 aprile 2015 - 14:17)

    Provata ieri sera, davvero una pizza di grande stile, napoletanissima nella pasta e direi un inno alla Campania nei suoi migliori prodotti gastronomici. Penso che diventerà un punto di riferimento

  • luciano pignataro

    (25 aprile 2015 - 15:22)

    Antonio, grazie per questo tuo parere (anche se si dice feedback:-)

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