Premio Ruperto da Nola a Corrado Formigli, Slow Food punta sulle nuove generazioni

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Ritorna per il quinto anno consecutivo l’appuntamento di Slow Food con il Premio “Ruperto da Nola”, venerdì 7 novembre alle ore 18.30 nei saloni appena restaurati del Convento di Santo Spirito – noto come l’edificio delle Carceri – in via Merliano a Nola.

L’iniziativa, promossa da Slow Food Agro nolano, prende il nome da Ruperto, cuoco delle case nobili nolane vissuto nel ‘500, chiamato a Napoli dagli Aragonesi e reso famoso in tutta Europa dal servizio alla corte di re Ferdinando. Un gourmet di chiara fama all’epoca, autore del “Libro de guisados”, la grande raccolta ritrovata e riedita pochi anni fa dalla giornalista Antonella Laudisi, che riunisce 242 ricette del maestro dei fornelli e ci conduce in uno straordinario viaggio nelle usanze della cucina rinascimentale. Il Premio è stato istituito per segnalare il lavoro di quanti difendono, promuovono ed arricchiscono il patrimonio enogastronomico dell’agro nolano e vesuviano, contribuendo a frenarne l’impoverimento.

“Puntare sulla figura di Ruperto significa dare sostegno a chi si impegna coraggiosamente nella difesa e nella valorizzazione della nostra terra, senza aspettare che arrivino aiuti dall’alto – sottolinea Gianluca Napolitano, da pochi mesi nuovo fiduciario di Slow Food Agro nolano. Quest’anno i riconoscimenti andranno tutti a giovani emergenti, una testimonianza concreta delle potenzialità presenti nel territorio e che purtroppo ancora oggi faticano ad esprimersi”.

A conquistare l’edizione 2014 sono: l’azienda agricola biologica Madrenatura di Poggiomarino guidata da Marialuisa Squitieri, che, messa da parte una laurea in storia medioevale, si è gettata a capofitto nella riorganizzazione della piccola azienda di famiglia; il giovane ristoratore Giovanni Arvonio, patron di ”Taberna del Principe” di Sirignano ed allievo della scuola di cucina ALMA diretta da Gualtiero Marchesi; il giornalista televisivo Corrado Formigli, attualmente conduttore del programma Piazzapulita su La7, autore del libro “Impresa impossibile” in cui racconta le storie di otto giovani della provincia italiana che hanno realizzato imprese innovative, ecosostenibili e di successo, tra cui spicca quella del “cuoco contadino” di Palma Campania, Pietro Parisi.

Il riconoscimento speciale “Slow Life” è assegnato alla cooperativa sociale Ottavia, impegnata da tempo in attività di recupero di rifiuti e promozione della raccolta differenziata, nonché nella realizzazione di orti terapeutici per diversamente abili e nella commercializzazione di prodotti provenienti dai terreni confiscati alla camorra, in più occasioni purtroppo vittima di intimidazioni e sabotaggi che ne hanno seriamente minato l’operato.

Dopo i saluti di rito del sindaco di Nola, Geremia Biancardi, dell’assessore ai beni culturali, Cinzia Trinchese, e del presidente della Pro Loco, Carmelo Martinez, prendono parte al dibattito Angelo Petillo, responsabile della giuria e fondatore del Premio, e Gaetano Pascale, dallo scorso maggio presidente nazionale Slow Food Italia e reduce dal successo del Salone internazionale del Gusto di Torino. Autore delle statuine simboleggianti il Vesuvio ed il sole della Campania Felix è anche quest’anno Lello Esposito, pittore e scultore napoletano apprezzato in tutto il mondo per le sue celebri rappresentazioni di Pulcinella.

Il programma del Premio prosegue mercoledì 26 novembre alle 20.30 con “La grande cena di Ruperto” presso il salone dell’Istituto Alberghiero “Carmine Russo”, in via Giovanni XXIII a Comiziano.

Una serata che vedrà protagonisti i migliori prodotti della tradizione e gli chef del territorio. All’evento è possibile partecipare solo su prenotazione, contattando l’indirizzo e-mail info@nolaslow.it oppure telefonando ai numeri 360517261 – 3289024494.

 

Slow Food – Condotta Agro nolano

www.nolaslow.it