Il mio ristorante è in crisi, metto i Coupon!

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Offerta Pizza a 9.90 Euro per due – Roma

di Marco Lungo

Amici carissimi, il mio locale è in crisi. Non entra nessuno, ci sono giorni della settimana di morte assoluta, il Deserto dei Tartari, al confronto, è un concerto dei Rolling Stone. Dal lunedì al venerdì non si vede un’anima, giusto il fine settimana si lavora ma non basta, tra l’affitto del locale, le bollette, il personale che ho già ridotto mandandone via due (poveracci, non riuscivo più a pagarli), prendendo in nero Hammanhaeldurfer Warsaghien Toluè, Giggi per gli amici, che qui in Italia ha trovato finalmente il suo paradiso. Non sa fare molto, però nel suo Paese è laureato ed è esperto in cucina locale, dice lui, ma ancora non ho capito cosa mangiano in Kissandostakistan, da dove è arrivato come clandestino. Tanto le pizze me le fa, non è che deve inventarsi molto, io prendo le basi pronte in fornitura e lui le deve solo condire, non è che può fare grossi danni, anzi.

Tutto sommato, è quasi meglio di Gennaro, napoletano doc, mille numeri con la pizza in aria ma tanto il cliente sempre quello me la pagava. Che poi, lui aveva pure la fissa per la mozzarella, “la mozzarella ha da esse’ bbona, Dotto’!!”, me la faceva pagare un botto e poi gli andava spesso pure a male perché tanto non entrava gente. Adesso, prendo una specie di siluro, si taglia bene, non fa acqua, non va a male e, poi, è anche fatto con il latte tedesco, se non proprio in Germania, e quindi magari è anche meglio della mozzarella che prendevo prima, che mi dava tutti quei problemi e che mi costava il triplo. I tedeschi hanno roba buona, di qualità, ti pare che l’Ispettore Derrick mangi male?

Il pomodoro non mi crea più problemi manco quello, tanto ho trovato delle buste del vecchio concentrato di una volta, me lo ricordavo da piccolo, mia nonna ne teneva sempre un tubo in frigo per sporcare gli spaghetti con le vongole, in Italia non lo trovavo più e invece lo fanno in Cina, neanche questo siamo più in grado di fare, poi dici che il Paese è in crisi. Aggiungo tanta acqua ed esce fuori una meraviglia, bello rosso che non l’ho mai visto così, il pomodoro. E mi costa, in proporzione, cinque volte di meno di quello in scatola! E’ proprio vero, qui in Italia se ne approfittano tutti, tutti, tutti.

L’olio di oliva, poi, l’ho proprio eliminato. Quello che prendevo costava addirittura tre euro al litro e faceva schifo, lasciava un acido in bocca terribile, e pensare che invece c’è gente che vuole solo l’olio di oliva extravergine, come farà a piacergli non lo so. Adesso uso un olio di semi vari, meno di un euro al litro, lo metto sulla pizza e quasi non si sente, è leggerissimo…

Però, il problema mi rimane, nonostante abbia cercato di risparmiare garantendo comunque ai miei clienti la qualità di sempre ad un prezzo minore, non c’è niente da fare, la gente non entra. Non girano soldi, dicono, però a me non mi pare, ci sono locali con la fila fuori quasi tutti i giorni, aspettano anche mezz’ora prima di mangiare e poi li cacciano via per far posto ad altri. Da me possono stare quanto vogliono, l’atmosfera è familiare, non è che qui ce la tiriamo come in certi posti che si sono fatti la nomina e poi campano di rendita.

Ho anche provato a fare pubblicità, ho preso qualche extracomunitario e l’ho mandato in giro con i volantini da mettere nelle buche delle lettere e sulle macchine, ne avevo fatti fare cinquemila ma non ho visto nessuno arrivare con uno di quelli appresso. Pure fuori al locale, era inutile che tenevo la sagoma del cameriere con la pizza in mano, alla fine mi faceva quasi impressione e poi i vigili mi stavano sempre addosso perché occupavo il suolo pubblico o facevo pubblicità non autorizzata.

Adesso, però, ho trovato su internet una bella soluzione per portare gente al locale, perché di questo ho bisogno, che i clienti vengano a mangiare da noi, provino la nostra qualità e la nostra cortesia, così poi tornano, perché il problema è che non ci conoscono abbastanza. Ho visto i Coupon, che praticamente sono offerti ai clienti per andare in un certo posto, mettiamo, spendendo in due meno della metà di quanto pagherebbe uno da solo,  al Coupon gli si dà una piccola percentuale e loro mandano tantissimi clienti.

Tanto, che mi frega, a quella cifra io ci vado paro con le spese, anzi, forse ci guadagno pure, però almeno mi faccio conoscere. Conosco qualcuno che l’ha fatto, in passato, quasi quasi lo chiamo per sentire come gli è andata. Uno di loro mi diceva che aveva iniziato con il Mangi Due e Paghi Uno, che doveva attirare le coppie, però poi non riusciva a farlo sapere in giro e, quindi, non gli funzionava. Invece, passato al Coupon, la gente gli ci veniva, però poi mi diceva anche che, se tornavano, volevano però pagare sempre quella cifra. E che, davvero la gente si pensa che uno possa far pagare 2 Euro una margherita ed una bevanda? Per carità, io ci guadagno comunque qualcosa, a quella cifra, però non è possibile pagare quel prezzo in un locale del mio livello, no? Che, quando entrano non se ne rendono conto? E’ come dicevo prima, qui in Italia, tutti pronti ad approfittarsene. Io che sto qui, dalla mattina alla sera a farmi un mazzo così, tutti i giorni, che devo fare? Devo fare la beneficienza a loro? Ma manco per idea, adesso sfrutto questo Coupon e vedi quanta gente viene, tanto poi torna sicuro.

Anche perché, oltretutto, è pure giusto riconoscere a questi Coupon il merito di aver riportato i prezzi della pizza al giusto livello, si stava esagerando, gente che fa 5 euro una Margherita, e che è??? Ci voleva il Coupon per calmierare questa rincorsa al prezzo più alto, come fanno molti che poi fottono i clienti parlandogli di ricercatezza di qua, territorio di su, lievito madre di sopra e pomodoro di sotto. Tutti modi per spillare quattrini alla povera gente, altri che se ne approfittano della ingenuità popolare. Però è finita, adesso i clienti hanno aperto gli occhi, sanno che la pizza non deve costare più di pochi euro e lo pretende, giustamente.

Voglio vedere quei locali che oggi hanno la fila fuori con la Marinara a 5 euro, tra un anno, se saranno ancora aperti. Ci credo molto in questo Coupon, perché sto proprio alla canna del gas, se continua così a fine anno chiudo, non posso proprio andare avanti in questo modo, troppi debiti, troppe tasse, e poi c’è sempre il mazzo di cui sopra che mi faccio ogni giorno. Quel mio amico che stava come me a cui accennavo prima, ha fatto il Coupon pure lui, arrivato come stava uguale a me con il locale sempre vuoto. La gente ci è andata eccome, era tutto contento, poi, però, dopo due mesi ha chiuso lo stesso. Per colpa sua, però, eh? Lui ha cominciato a risparmiare ancora di più pure su quei clienti che gli portava il Coupon, quindi ti credo che poi non sono tornati più.

A me no, a me non succederà, assolutamente.

Io offro tutt’altra qualità rispetto a lui, non c’è paragone e, poi, e questo lo dico senza falsa modestia, sono decisamente più bravo io, no?

13 commenti

  • Umberto

    (17 novembre 2014 - 10:27)

    …… Cosa dire?!
    Bravo Marco hai descritto molto bene l’Italia dei mediocri……..

  • giuseppe

    (17 novembre 2014 - 15:15)

    Salve devo confessare il mio peccato !
    Ad aprile 2013 anche io ho fatto la convenzione con Gropon,lo scopo era quello di fare una pubblicità diretta quindi portare gente nuova (esattamente 1560) a Sperone in provincia di Avellino paesino di tremila anime,un investimento che mi è costato tantissimo.Ecco cosa davo:menù completo compreso di vini:un antipasto con salumi:finocchiona toscana,coppa piacentina,salame di cinghiale,mortadella di cinghiale oppure potevano scegliere il caldo di verdure di stagione,il primo piatto ad esempio cocchiolelle con patate e provola e tartufo nero,paccheri melenzane e ricotta siciliana,risotti di vari tipi(visto che io cambio il menù tutte le settimane non mi andava di servire piatti diversi in sala) tagliata di carne di vitello anche marchigiana,dolci,l’acqua non era compresa ma comunque non gli lo mai fatta pagare.
    Groupon vendeva questo menù a 24 euro a coppia a me mi dava il 50 %.(vi raccomando non dite niente ai miei familiari)!

    Morale della favola,ne ho visti di tutti i tipi e colori alcuni esempi,
    Miei vicini di casa che in dieci anni di attività non sono mai venuti.
    Festeggiamento di una promessa di matrimonio 10 crupon totale 20 persone ok in questo periodo di crisi i signori non possono permettersi di spendere tanto,poi prima di andare via gli chiesi dove festeggiavano il matrimonio mi dissero che andavano a Sorrento in rinomato ristorante. Gente dalla Puglia,Basilicata,Lazio.
    Da un anno che sono finiti i cupon non ho più visto i “Grouponosti” tranne qualcuno,forse aspettano un’altra offerta !

    • Marco Lungo

      (17 novembre 2014 - 16:53)

      Giuseppe, perché non li rimetti che così ci vengo anche io?

      :-D :-D :-D :-D :-D

      • michele

        (17 novembre 2014 - 19:03)

        Non capisco il senso di questo articolo ( cosa vuol evidenziare? ) e la risposta data a Giuseppe…..

        • Marco Lungo

          (18 novembre 2014 - 13:19)

          Michele, il senso dell’articolo è descrivere la situazione tipo dei ristoratori in difficoltà e le scelte che fanno di solito. Questa è la mia esperienza. La risposta a Giuseppe, che evidentemente non hai visto condita di abbondanti faccine che ridono, è del tutto ironica, come si capisce bene se si legge la sua, di risposta. Del tipo: “Con quel ben di Dio che dai con il coupon, arimettilo che ce vengo de corsa!”. Basta seguire il filo e credo si comprenda bene, no?

  • Maurizio

    (17 novembre 2014 - 19:56)

    Devo dire che leggere l’articolooriginale mi ha molto rattristato, è vero che c’è crisi, è vero che tutti tendono al risparmio, però al ristorante ci si và per trovare qualcosa di buono, di diverso, ch a casa non si riesce a fare.

    Se devo andre al ristorante e trovre una pizz margherit fatta con la base pronta, il pomodoro concentrato cinese, l “pizzottella” similplastilina tedesca, e olio di semi, anche a pagarla 2 euro, mi compro la pizza “findus” (tanto per fare un nome ma ce ne sono di mille marche) a 50 cent. e me la preparo a casa, l’olio ce lo metto io, che con 7 Euro un litro di olio DOP della sabina lo trovo e mi dura per più di una pizza.

    Se il pizzaiolo sa fare il suo mestiere, la base pizza fatta come viuole la tradizione Napoletna, di pane con lievito madre e un inezia di olio extravergine di oliva, quello vero (a tre euro il litro sono olii di seconda premitura, bassa qulità ed elevata acidità), la base da sola ha una consistenza e un profumo che non serve altro per mangiarla; il pomodoro sammarzano, fresco, si trova per gran parte dell’anno e non và a male (dura almeno 20 giorni ben tenuto), e quando non c’è il pelato sammarzno (sempre ben fatto però) ugualmente non si guasta per più di due anni, basta un’orto di 50 mq per tirarci fuori sammarzani per una pizzeria per l’intero anno (se proprio vuoi il BIO). La mozzarella poi, basta prenderla di buona qualità e veramente fresca “dottò”, che se non si vuole proprio risparmiare comprandola all’ingrosso nche quella, ben conservata, dura una settimana (m i bravi fornitori ce l’hanno giorno per giorno).

    Poi serve il forno, se tutto questo va in forno elettrico, nche quì è meglio che me la faccio a casa la pizza, un buon forno a legna d al tutto il sapore, la fragranz ed il profumo caratteristico al quale non si può dire di nò (come diceva il pizzaiolo Napoletano che voleva “robba buona”).

    Ecco, per una pizza “DOP” di questo tipo, che comunque va a costare poco più di 1 EURO, sono disposto a pagare anche da 5 a 7 euro, a seconda di come si presenta il locle per pulizia e cortesia, ma quello che mi attira del locle è, sicuramente l’aspetto, sicuramente l presentazione, ma soprattutto il profumo che sento passandoci davanti, certo che si sente puzzo di olio “esausto”, cracker scldto e pomodoro “sintetico” difficilmente ci entro, e ncora ppiù difficilmente lo consiglio qualcuno (a meno che lo abbia veramente in odio).

    Insomma, credo che, i locali sempre pieni, lo sono perchè sacrificano un pò di guadagno alla qualità vera, dando ai clienti quel qualcosa in ppiù che non possono trovare a casa.

    Fare il ristortore, come fare il pizzaioli, è un’arte, e la vera arte si ricnosce sempre e si apprezza, Raffaello non avrebe mai scolpito un blocco di tufo spacciandolo per marmo!

    Ma questa è solo la mia personale opinione.

    Maurizio.

  • silverloko1981

    (17 novembre 2014 - 20:05)

    L’ironia utilizzata da qualcuno credo che sia fuori luogo….la morale della favola è fin troppo chiara!

  • Federico

    (17 novembre 2014 - 23:25)

    Birbantello di un Marco! ;) Se non erro anche qualche stellato famoso mise dei coupon.. non saranno poi tutto sto male?
    Ti saluto, ritorno ai miei impasti.. :)

  • Luigi

    (18 novembre 2014 - 12:41)

    Non ho capito l’autore dell’articolo cosa volesse dare ad intendere, che i ristoratori sono una manica di fessi, imbroglioni, ignoranti mentre lui è un dritto?

    • Marco Lungo

      (18 novembre 2014 - 13:15)

      Caro Luigi, il mio intento non era certo quello, quanto il far vedere come si arriva ad usare in modo sbagliato il coupon, allungando solo l’agonia del locale, quando gli errori vengono fatti normalmente a monte. Che poi gli errori siano dovuti a fesseria, imbrogli o ingenua ignoranza, ti posso dire con certezza che, in tale ambito, ricadono la grande maggioranza dei casi. Se invece pensi che sia sempre questione di sfortuna, o della crisi, non siamo ovviamente sulla stessa linea.

      • Luigi

        (18 novembre 2014 - 15:06)

        Sicuramente quando un’attività è in crisi c’è qualche errore a monte, a volte anche solo di valutazione del mercato, ma continuo a non capire il senso dell’articolo, mi pare che traspaia solo una disistima della categoria e una supponenza da parte di chi scrive. Saluti!

        • Marco Lungo

          (19 novembre 2014 - 00:45)

          Beh, Luigi, non direi disistima ma è ciò che posso testimoniare in molti casi di conoscenti e clienti che ho avuto. Purtroppo il ragionamento che, come noterai, è appena appena estremizzato in alcuni passaggi, è quello nel 90% dei casi sicuro. Non è disistima perché disprezzo tutta una massa di ristoratori, anche se poi, soprattutto dopo il servizio di Report sulla pizza, non credo che si possa più difendere complessivamente la categoria ma, piuttosto, solo ed esclusivamente i singoli. Il discorso che un titolare possa dire che l’olio di oliva che paga ben tre euro fa schifo, quindi meglio quello di semi, ti dice prima di tutto una verità, perché se lui provasse uno da dieci euro, sicuramente non penserebbe neanche che sono sempre olive e, perciò, si sconta proprio una ignoranza di fondo. Già solo su questo esempio, si nota che io non ho deriso nessuno, ho anzi parlato più con toni di ingenuità, che non della ben più diffusa furbizia che conosciamo bene. Per quanto riguarda la supponenza… boh, che ti posso dire? Che mi dispiace che tu abbia questa impressione, soprattutto se, questo aspetto ti ha, come sembra, distratto dal cogliere il senso generale del discorso.

  • gianlù63

    (19 novembre 2014 - 00:00)

    il senso dell’articolo è semplice semplice: se non sai far bene il tuo òlavoro, non c’è “San groupon” che tenga…

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