Schioppettino 2006 di Fulvio Bressan

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Schioppettino 2006 di Fulvio Bressan

VITICOLTORI BRESSAN

Uva: schioppettino
Fascia di prezzo: 25-30 euro in enoteca
Fermentazione  e maturazione: legno

Con il passare del tempo adoro sempre più i vini di confine. Tra rosso e bianco intendo. Per questo lo Schioppettino 2006, bevuto in una splendido tardo pomeriggio nella cucina di Giuseppe Di Martino insieme a tanti amici mi ha subito fregato spazzando via tutte le polemiche provate dai post compulsivi di Fulvio Bressan su Facebook dello scorso agosto.

Intemperanze verbali che ti portano a parlare del produttore e non del vino, ma è davvero facile tornare a pensare a questo bicchiere ora, la mattina dopo in un treno preso all’alba per andare al Vinitaly. Lo vorrei subito qui al posto dello schifoso caffè americano che ti serve Trenitalia.

Cosa mi è piaciuto tanto di questo rosso Ribolla Nera alias Scioppettino? In primo luogo il colore rubino che gli occhi possono trapassare sino al fondo del bicchiere come potrebbe fare solo Superman con un Sirah australiano. Poi l’assenza totale di dolcezza, la finezza al palato davvero molto elegante e interessante. La chiusura rapida e il ricordo lento che lascia grazie ad una freschezza assoluta nonostante siano passati otto anni. Una freschezza paradossalmente ancora scissa, vivace, prepotente e piacevole.

Dopo aver bevuto si torna al naso dove la frutta rossa, mirtilli e ribes, domina in un corredo di spezie, macchia mediterranea, note verdi. Un naso che si rinnova e cambia in continuazione, vivace, pimpante, privo di ogni cenno ossidativo.

Un vino che dimostra come questa frutta buona sia trattata in maniera perfetta nel legno grande, una fusione assoluta nella quale, come succede nei grandi vini, è quasi impossibile distinguere gli elementi di provenienza.

Lo Schioppettino 2006 vive di suo, non ha bisogno di cibo, ma l’abbinamento è sicuro su quasi tutti i piatti possibili della nostra cucina proprio per essere un vino ermafrodito, capace di cambiare a seconda della temperatura di servizio.

Un vino da bere per dimenticare le stronzate che abbiamo letto perché nella vita bisogna andare avanti, altrimenti è inutile nascere.

www.bressanwines.com

 

4 commenti

  • satollo ma non mollo

    (7 aprile 2014 - 10:14)

    Con questo articolo credo abbiate davvero toccato il fondo; vedo che le stronzate cominciate ad autoprodurle. Quello che ha scritto bressan non solo non può essere dimenticato, ma al limite potrebbe essere accantonato di fronte ad un sincero pentimento (accoompagnato magari da un po’ di volontariato del suddetto in un CIE).

  • Andrea "Pepe Carvalho" Pignataro

    (7 aprile 2014 - 19:27)

    quello del post che mi precede non è il mio stile, ma certo che Bressan uomo non può essere riabilitato per un buon vino…

  • Antonio

    (8 aprile 2014 - 01:19)

    Ma un buon vino non può essere criticato o osteggiato per le idee del produttore

  • Greta merlino

    (11 aprile 2014 - 15:29)

    I vini di Bressan parlano di sudore, di calli, sacrifici e dell’immenso amore per la terra. Le sue interperanze nulla hanno a che vedere col suo prodotto; solo l’ignorante associa le due cose. Io bevo poco ma bene è tra il mio ” bene” non mancheranno mai, nella mia cantina, i suoi vini. Avanti così sig. Fulvio.

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