Chipstar a Chiaia, sequestrato carico di patate e olio. A quando una puntata di Report?

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il sequestro di un carico di patate e oli per un negozio Chipstar a Via Chaia

Borrelli e Simioli: “vicenda gravissima. Chiediamo controlli a tappeto su tutti i negozi che stanno proliferando in modo anomalo in città. Napoli ha il record di rivenditori di questo prodotto Italia con un rapporto di 10 a 1 con Milano e Roma”.

“Stamattina a Via Chiaia è intervenuta la Polizia Municipale per sequestrare un carico di patate e oli per un negozio Chipstar che sarebbe risultato non in buone condizioni. Il carico – raccontano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza – secondo alcuni testimoni sarebbe arrivato in un camion che era pieno di materiali edili e per intervento su strada ed era in condizioni igienico sanitarie che apparivano assolutamente inadeguate per il trasporto di generi alimentari aveva patate e oli sistemate vicino a strumenti per il lavoro su strada e anche a segnaletica. I Vigili Urbani avrebbero sequestrato la merce anche per far effettuare ulteriori controlli sanitari. E’ evidente che qualora la vicenda fosse confermata sarebbe gravissima e getterebbe una grave ombra sul sistema di sicurezza alimentare di questi negozi e su come vengono trasportati i prodotti che fanno mangiare ai loro clienti. D’altronde il proliferare di rivendite di patatine in città e in particolare proprio a Via Chiaia hanno destato sin dall’inizio molte perplessità tra i cittadini. Per quanto ci riguarda noi chiediamo che avvengano ulteriori controlli a tappeto su tutti i negozi Chipstar e similari che hanno invaso la città in modo anomalo causando in diversi casi notevoli disagi, sporcizia e la presenza di strani investitori. Napoli e provincia risulterebbero i luoghi con il maggior numero di locali aperti rispetto al resto d’Italia con un rapporto di 10 a 1 con Milano e Roma che hanno molti più abitanti”.

5 commenti

  • Arturo Terminiello

    (29 gennaio 2015 - 16:05)

    Si vede che a Napoli la “patata” tira…:-)

  • francesco martucci

    (29 gennaio 2015 - 16:22)

    Queste persone anderebbero radiate proprio dal lavoro.senza aver la possibilità di ricominciare a lavorare

  • marco

    (29 gennaio 2015 - 20:02)

    strani investitori?…

    io non sono affatto favorevole alla diffusione di questo prodotto
    ma mi chiedo, possibile che debbano essere controllati gli approvvigionamenti solo di questi negozi??

    e gli altri?….. che magari anziché avere a che fare solo con “patate e salse” , hanno a che fare con centinaia di materie prime …… come dovrebbero essere controllate??
    sono esenti da rischi igienico sanitari, solo perché non vendono patatine ??

    (ripeto non sono affatto a favore della diffusione di questo prodotto ma queste accuse su “questi negozi” mi sembrano una “pagliacciata” )

  • Chipstar Original

    (31 gennaio 2015 - 00:05)

    A seguito di quanto accaduto in data 29 gennaio 2015 presso il punto vendita ChipStar di proprietà del Sig. G. Russo, sito in Via Chiaia, Napoli, che ci ha visti protagonisti di un evento, a nostro parere, equivocato e manipolato, ci sentiamo obbligati a riportare, in poche righe, i fatti così come realmente accaduti, sicuri che i nostri clienti possano essere certi della bontà e serietà del marchio ChipStar e sulla garanzia dello stesso.

    Le brutte notizie corrono velocemente e si arricchiscono sempre di particolari inesistenti e lontani da quella che è poi la verità.

    Per leggere tutto il comunicato vi invitiamo a cliccare sul sito ufficiale: http://www.chipstar.nl/ufficio-stampa

  • EFFE

    (2 febbraio 2015 - 14:30)

    Non vi siete mai chiesti come mai hanno aperto questi fast food a Napoli? Fa sorgere qualche dubbio il fatto che, nella terra dei Fuochi, la grande produzione di patate, forse non più acquistata dalle grandi multinazionali della patata fritta (dopo gli scandali…), era in cerca di nuova collocazione? Saranno le patate di Acerra e Caivano, ormai invise a tutti, a finire nei cuoppetelli in Via Chiaia?

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