Sicilia en Primeur 2015: il report più completo di tutti i tempi

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Sicilia en Primeur 2015, la vista sulla baia
Sicilia en Primeur 2015, la vista sulla baia

di Antonio Di Spirito

Dal 14 al 18 aprile scorso si è svolta la dodicesima edizione di “Sicilia en Primeur”, organizzata da Assovini Sicilia e strutturata in due fasi intense e complementari.

I primi due giorni, basati su una formula itinerante (enotour), sono stati dedicati alle visite di alcune aziende per avere una conoscenza diretta di varie realtà vitivinicole siciliane; scoprire con mano le grosse differenze dei vari terroir e dei relativi vitigni, delle tecniche colturali spesso possibili solo manualmente, tanto da raggiungere anche 1.000 ore di lavoro per ettaro ogni anno; delle grandi biodiversità in ambienti incontaminati. Abbiamo potuto constatare il prezioso lavoro di recupero e conservazione del patrimonio genetico dei tanti vitigni autoctoni dell’isola ed la sperimentazione con vitigni internazionali, preservando e privilegiando sempre la tipicità dei vini tradizionali; oggi, infatti, in Sicilia la vendemmia inizia nel mese di luglio, per finire ad ottobre inoltrato.

Sicilia en Primeur 2015, vite antica
Sicilia en Primeur 2015, vite antica

Ed abbiamo potuto constatare gli sforzi che molti produttori hanno profuso nel ripristino e nella conservazione del patrimonio ambientale unico; basti pensare ai terrazzamenti ed ai suoi muretti a secco per il contenimento dei terreni; al ripristino dei tanti “baglio”, tipici delle Sicilia di qualche secolo fà, e dei palmenti completamente recuperati e ristrutturati solo per il contributo artistico di un passato storico!

Dopo i tour, ci siamo trasferiti tutti a Taormina, nella splendida cornice del Grand Hotel AtlantisBay che ha tutte le camere con vista mozzafiato sulla baia!

Dopo il convegno inaugurale, era in programma la degustazione tecnica di oltre 300 vini dei 40 produttori aderenti alla manifestazione e che in contemporanea erano presenti in altra sala per incontri diretti con la stampa specializzata.

La formula adottata, anche se non poco impegnativa, si è rivelata interessante ed esaustiva.

L’attenzione del convegno era incentrata sui temi della sostenibilità e della biodiversità. Assovini Sicilia conta oltre 70 soci; l’export verso 70 paesi raggiunge ormai il 60% della produzione. Oltre il 60% degli iscritti ha conseguito certificazioni ambientali, il 40% produce uve biologiche e la quasi totalità utilizza concimazioni a basso impatto ecologico, facilmente conseguibili con terreni così fertili, in zone così ventilate ed a bassa umidità.

L’intero programma della manifestazione è stato messo in atto dalla collaudata Agenzia di Comunicazione Gheusis in modo esemplare, con puntualità ed efficienza, fornendoci tutti i supporti e gli strumenti necessari a svolgere le nostre attività.

I vini sono stati assaggiati rigorosamente alla cieca, raggruppati secondo le zone vinicole e relative DOC; e siccome le zone sono pressoché “specializzate” nei vitigni, ne è risultata una degustazione omogenea ed il confronto è stato molto significativo. Seguono le mie note di degustazione che riporto proprio nell’ordine in cui ho degustato, ricordando denominazione e vitigni e scegliendo quelli che sono risultati i migliori assaggi nelle rispettive categorie.

Sicilia en Primeur 2015, la sala degustazione
Sicilia en Primeur 2015, la sala degustazione

I VINI BIANCHI

Carricante (Etna Bianco)

S’inizia subito con una piacevole sorpresa: Al-Cantara, un’azienda di Randazzo, molto giovane e senza particolari esperienze pregresse. Luci Luci-2013 è un Carricante in purezza che emana intensi profumi floreali e di frutta gialla, accompagnati da evidenti note minerali; al palato la componente fruttata ha sapori di agrumi; è sapido, secco, piacevole, lungo ed offre un finale speziato. E merita una menzione un altro vino della stessa azienda: O’Scuru O’Scuru-2012, prodotto con uve nerello mascalese 80% e nerello cappuccio 20%; molto fruttato e fresco, gioca molto sulla piacevolezza e sulla dinamicità del sorso.

L’Az. Agricola Tornatore ha presentato un carricante in purezza Etna Bianco 2013 molto tipico: fiori e frutti gialli al naso, accompagnati da una leggera nota erbacea; frutta esotica al palato, buona la freschezza, è sapido e minerale, secco, lungo e speziato.

Seguo da anni l’azienda Graci, che sforna sempre ottimi vini; quest’anno ho preferito il Etna Bianco DOC Arcurìa-2013. E’ un carricante in purezza che emana intensi profumi di fiori bianchi e frutta gialla, oltre alla leggera nota fumé tipica della zona; al palato è fruttato, fresco, sapido, agrumato, e persistente!

Parlare di Planeta (come di altre grandi aziende) significa parlare del’’intera Sicilia del vino: sono ben sei i grandi insediamenti sparsi per tutta l’isola e sono molti i vini prodotti degni di menzione. Più di tutti ho preferito Eruzione 1614 2013, un nerello mascalese prodotto a Feudo di Mezzo, alle pendici dell’Etna. Piccoli frutti rossi e viola sono i profumi che colpiscono in prima battuta il naso; al palato è fruttato e fresco, il tannino è importante, ma la sapidità rende lungo ed agile il sorso.

Questo vino è ben affiancato dalla versione bianca che la stessa cantina esprime: il Eruzione 1614 2014, carricante 90%, riesling 10%; profumato ed appagante in bocca con la sua freschezza e sapidità. E poi i vini di Dorilli in quel di Vittoria, dove abbiamo potuto godere di due mini verticali di succosi Cerasuolo e Dorilli, nonché un delizioso Frappato 2013. In bella evidenza anche un ottimo Santa Cecilia 2011, un nero d’Avola di Noto, molto succoso e fresco e con un ottimo tannino.

Catarratto

Mi ricordo che negli anni ’80 il catarratto divenne, in blend con l’insolia, uno dei vini più diffusi e consumati. Poi sono cambiate molte cose e molti vitigni sono stati vinificati in purezza; per questo vitigno non sono state ancora prese le misure giuste; almeno non in larga scala. Ci sono, però, delle gemme; e qui ne raccontiamo qualcuna.

Donnafugata ha portato in degustazione un ottimo Prio 2014, prodotto con uve catarratto; profuma di fiori gialli e nespola; al palato è molto fruttato e fresco, ampio di sapori, sapido, secco, speziato e molto persistente.

L’Isula Catarratto 2014 di Caruso & Minini offre intensi e penetranti profumi di fiori e frutti gialli; al palato è fruttato, fresco, sapido, ampio, secco e speziato. Ha molta personalità.

La Cantina Musita ha presentato il Passocalcara Bianco-2012, un blend di catarratto 60% e chardonnay 40%; profuma di fiori gialli e frutto della passione; al palato è fruttato e fresco, sapido e secco, ed ha un bel finale lungo e speziato.

Il Lotto 1 2014 di Gregorio De Gregorio è un altro blend di catarratto 70% e viognier 30%; bouquet di fiori e frutti gialli al naso; frutta variegata in bocca, è fresco e brioso, sapido, speziato e molto persistente.

Grillo

Il grillo era il vitigno principe della Sicilia occidentale e la sua peculiarità stà nel fatto di avere una concentrazione zuccherina superiore a qualsiasi altro vitigno. Logica conseguenza è l’elevata gradazione alcolica (spesso superiore a 15°C) ed il naturale utilizzo nella preparazione del marsala. Oggi il suo utilizzo si è esteso a tutta la parte sud della Sicilia e viene utilizzato soprattutto in blend con altri vitigni. E’ oggetto di studio e sperimentazione per molti produttori illuminati, anche e soprattutto in zone collinari.

C’D’C’ Cristo di Campobello Bianco-2014 dell’azienda Baglio del Cristo di Campobello, è un blend costituito da grillo 25%, insolia 25%, chardonnay 25%, catarratto 25%; le note fruttate al naso sovrastano i profumi di fiori gialli e di mandorla; al palato è fruttato, fresco, secco e sapido, il sorso è lungo e chiude con note speziate.

Feudo Arancio ha presentato il Dalila-2013, frutto di un blend di grillo 80% e Viognier 20%; floreale al naso con passiflora e frutta esotica, accompagnati da leggere note erbacee che lo rendono elegante; al palato è fruttato e fresco, sapido e secco; finale speziato.

Il Grillo Tenuta 2014 di Tenute Rapitalà – prodotto con grillo in purezza – emana profumi floreali e frutti esotici; frutto della passione al palato; è fresco, sapido e speziato. Molto simile il Piano Maltese Bianco 2014, della stessa azienda, prodotto con grillo, catarratto e chardonnay. E, sempre della stessa Tenuta, un altro vino degno di segnalazione è Alto Nero d’Avola 2013; mette in evidenza un ottimo tannino e note speziate in chiusura.

Cantine Rallo usa esclusivamente uve di grillo per il Bianco Maggiore 2014; al naso si manifesta fruttato, nocciolato e con una leggera nota erbacea; al palato è fruttato e agrumato, secco e speziato. Mentre il Beleda 2013, sempre della stessa cantina e prodotto con le stesse uve, è molto più femminile: floreale e frutti gialli al naso, sostanzialmente uguale al palato.

Cantine Settesoli ha presentato il Mandrarossa Grillo Costadune 2014 prodotto con uve grillo in purezza; fruttato al naso con importanti note erbacee; al palato offre intensi sapori di frutta esotica; è fresco, sapido e speziato.

Insolia

Ed ecco un altro cavallo di battaglia dei vini bianchi siciliani: negli anni ’80 i vini prodotti con questo vitigno spopolavano sui mercati ed i ristoranti erano invasi da queste bottiglie.

L’azienda Cusumano, che ha da poco acquisito vigneti sull’Etna, ha presentato il Cubia Tenuta Ficuzza 2012, prodotto con sole uve insolia; frutto della passione e fiori gialli al naso; in bocca è fruttato e fresco, sapido, secco e speziato.

le vigne Cusumano
le vigne Cusumano

Chi non ricorda il Corvo Bianco, il Duca dei vini bianchi molto diffuso negli anni ’80? A questa manifestazione l’ azienda Duca di Salaparuta, ha presentato il Bianca di Valguarnera (DUCA) 2011, prodotto con sole uve insolia. All’olfatto è complesso e composto: floreale, frutto della passione e pietra focaia; al palato è fruttato, ricco, sapido, agrumato, piacevole e speziato. Sempre della stessa azienda, voglio ricordare l’ottimo Passo delle Mule (DUCA)-2013, un nero d’Avola piacevole, dinamico e con un tannino setoso.

Fazio Wine ha presentato un insolia in purezza denominato Levantio 2014; al naso offre profumi floreali e note smaltate; al palato è fruttato e fresco, ha una componente acida importante ed in equilibrio, è sapido e speziato. Della stessa azienda un altro vino di pari classe: il Calebianche 2014, prodotto con uve catarratto: fiori e frutta gialla accompagnate da note smaltate; sapidità, freschezza e speziatura lo caratterizzano al palato.

Di Masseria del Feudo mi ha impressionato Il Giglio Inzolia 2014, prodotto con uve insolia; profuma di ginestra ed agrumi; con molta coerenza, al palato offre le stesse note agrumate, è sapido ed una piacevole nota di mandorla e la speziatura chiudono in bellezza il lungo sorso.

I VINI ROSSI

In questo primo gruppo segnalo vini prodotti, in purezza o in blend, da vitigni un po’ offuscati da vini più importanti e curati, ma che stanno riemergendo in modo crescente.

Perricone/Cerasuolo/Frappato

Il Sachia Perricone 2013 di Caruso & Minini è un vino prodotto con sole uve perricone; al naso offre profumi di frutta rossa e rosa; al palato è fruttato e fresco, è giustamente tannico e secco; il tutto in una deliziosa armonia. L’azienda produce anche un altro rosso che mi piace segnalare: il Terre di Giumara Frappato Nerello Mascalese 2014; i due vitigni sono utilizzati in parti uguali; profumi di frutta rossa e tostatura di caffè; al palato colpisce la freschezza ed un tannino molto morbido.

Il Cerasuolo di Vittoria 2012 di Valle dell’Acate è un blend di nero d’Avola 60% e frappato 40%; i profumi di fiori e frutta rossa si affacciano al naso; al palato è fruttato e fresco, è secco ed ha un tannino morbido. Da segnalare anche il Moro 2012, un nero d’Avola in purezza: molto floreale al naso, in bocca è ampio, ha un buon tannino, è fresco, giovane eppure molto lungo.

Valle dell'Acate
Valle dell’Acate

Il Perricone – Guarnaccio 2013 di Tasca d’Almerita è prodotto con uve perricone; profumi di frutta rossa al naso; al palato è fruttato e fresco, è secco ed ha un tannico importante, ma in complesso è rotondo e la speziatura finale lascia un ottimo ricordo.

Il Nero Ossidiana 2012 di Tenuta di Castellaro è prodotto con uve corinto nero 70% e nero d’Avola 30%; al naso si avvertono frutti rossi e nocciole; fruttato e fresco al palato, ha un ottimo tannino, è secco, sapido e speziato.

Terre di Giurfo è una azienda agricola operante da qualche secolo, ma solo trenta anni fà è stata convertita a produrre uve da vino, anziché uva da tavola. I terreni sono collinosi ad un’altezza di oltre 500 metri, in una zona molto ventilata, cosicché si può praticare una coltura biologica integrata. Il Maskaria 2011 è un blend di nero d’Avola 60% e frappato 40%; al naso arrivano intensi profumi floreali e di frutta rossa; è un vino fruttato, fresco, giovane e secco, ha un ottimo tannino. Il Belsito 2013, invece, è un frappato in purezza; al naso sa di melograno; è fruttato, fresco, giovane ed elegante.

Giurfo
Giurfo

Di Arianna Occhipinti stupisce la semplicità e la naturalezza con cui racconta come ha messo insieme tante cose dal nulla, seguendo la sua pervicacia e la sua determinazione (ma questo lei non lo dice). A tavola e con il suo vino si abbandona a molti sorrisi che addolciscono il suo sguardo a volte serioso. I suoi vini sono sorprendenti, molto centrati e naturali, sicuramente vini di territorio.

Il Frappato 2013 sa di frutta rossa ed ha una nota elegante di lauro; in bocca è fruttato e fresco, molto equilibrato, secco ed ha un ottimo tannino. Notevole anche il suo SP68 Rosso 2014, blend di frappato 70% e nero d’Avola 30%; viola, frutta rossa ed erbe aromatiche al naso; al palato è fruttato, fresco, speziato ed equilibrato.

Arianna Occhipinti
Arianna Occhipinti

Nerello (Etna DOC)

Ed eccoci al principe dei vini dell’Etna: il nerello mascalese! E’ un concentrato di piccoli frutti rossi di bosco accompagnati da un tannino potente, talvolta ruvido. Quasi tutti i vigneti sono oltre i 600 metri di altitudine; molte sono le viti centenarie a piede franco, ad alberello, naturalmente, e con fittezza che spesso supera 5.000 piante per ettaro. Quasi tutti i vigneti sono terrazzati, contenuti con muretti a secco anche per pochi metri quadrati. E’ un colpo d’occhio spettacolare!

A Rina 2013 di Girolamo Russo è un nerello Mascalese con un saldo del 6% di nerello cappuccio; piccola frutta rossa e viola passita al naso; stupefacente in bocca, scivola via velocemente; è fruttato e fresco, ha un tannino vellutato, è sapido e speziato.

Il Musmeci 2008 di Tenuta di Fessina è un nerello mascalese in purezza; al naso porta profumi di frutta rossa, viola e qualche piacevole nota evolutiva; al palato è fruttato, fresco e sapido, ha un ottimo tannino ed il sorso chiude lungo e speziato. Della stessa azienda abbiamo apprezzato un ottimo bianco, A ‘Puddara 2013; fruttato con tanta mineralità espressa già al naso; in bocca è ricco, agrumato, fresco, sapido e lungo.

il vigneto di Tenuta di Fessina
il vigneto di Tenuta di Fessina

L’Etna Rosso Archineri 2012 di Pietradolce è un nerello mascalese in purezza; profuma di frutti di bosco e viola; fruttato e fresco al palato, ha un tannino avvolgente, è sapido, equilibrato e persistente.

il vigneto di Pietradolce
il vigneto di Pietradolce

Tasca d’Almerita ha presentato il Tascante 2011, prodotto con uve nerello mascalese; al naso si esprime con profumi di frutta rossa e viola; ottima la piacevolezza di beva: è fruttato e fresco, tannico, sapido, lungo e speziato.

L’ardenza 2010 di Cottanera è prodotto con uve mondeuse, un vitigno valdostano presente da molti anni sull’Etna e che da ottimi risultati. Frutti rossi e note affumicate all’olfatto; al palato è fruttato, fresco, tannico e sapido, ha note balsamiche ed un finale amaricante.

Nero d’Avola

Fino a pochi anni fa era un vino corposo e, talvolta, pesante. Oggi è stato alleggerito ed è scorrevole, ma ci piacerebbe che questo vino avesse più personalità, più legami col territorio di provenienza, più tipicità, meno omologazione. Infatti, pur provenienti da più parti della Sicilia, a meno di piccole sbavature o piccoli difetti, sembravano molto simili l’uno all’altro: una batteria un po’ monotona.

Feudi del Pisciotto: ammirevole il lavoro di recupero di un antico feudo del ’700: la nuova cantina, grande e moderna, è stata interrata in un falsopiano; l’antico palmento rimesso a nuovo e lasciato a memoria storica, mentre gli altri fabbricati semi diroccati, sono stati riattivati e costituiscono l’attuale Resort. Il Baglio del Sole – Nero d’Avola 2013 è stato uno dei miei migliori assaggi della manifestazione! E’ un vino molto coerente: floreale e fruttato; è minerale, fresco e secco, ha un tannino levigato, una beva piacevole e persistente ed una chiusura speziata. E l’ottimo lavoro aziendale è confermato da qualche altra etichetta, come il frappato Carolina Marengo Frappato-2012: fruttato, nocciolato e con una distinguibile nota di mallo di noce; al palato è fruttato, fresco, ha un buon tannino, è secco e finisce speziato.

Feudi del Pisciotto
Feudi del Pisciotto

Torre dei Venti 2013 di Fazio Wines è un nero d’Avola in purezza; è floreale e profumi di frutta rossa molto matura e note affumicate completano il corredo olfattivo; al palato è fruttato e fresco, ha un ottimo tannino, è dinamico, speziato e lungo.

Il Deliella Feudo Principi di Butera 2012 di Feudo Principi di Butera, è un nero d’Avola in purezza; al naso si esprime con frutta rossa matura, fiori passiti e note minerali; al palato è fruttato e fresco, ha tannini morbidi, ha una beva agile e piacevole, il finale è speziato e lungo.

Il Nero d’Avola Feudo Arancio 2013 di Feudo Arancio è prodotto con uve nero d’Avola in purezza; floreale e frutta rossa matura al naso; fruttato e molto fresco in bocca, ha un ottimo tannino, e minerale, scorrevole, lungo e piacevole.

Feudo Maccari ha presentato il Saia 2012 prodotto con uve nero d’Avola; frutta rossa croccante e note affumicate; al palato è fruttato e fresco, il tannino deve maturare ulteriormente, ma la materia è tanta ed ottima.

Il Giglio Nero d’Avola 2014 di Masseria del Feudo è un nero d’Avola in purezza; le note fruttate e floreali sono accompagnate da note balsamiche; in bocca è fruttato e fresco, ha un ottimo tannino, è sapido e speziato.