Taersìa Salento Bianco Igt 2013 | Voto 85/100

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Taersìa Salento Igt Bianco Duca Carlo Guarini

Azienda Agraria Duca Carlo Guarini
Uva: negroamaro
Fascia di prezzo: 10,00 euro in enoteca
Fermentazione e maturazione: acciaio

Vista 5/5 – Naso 25/30 – Palato 25/30 – Non omologazione 30/35

Ho sempre avuto, e continuerò ad averla, una certa predilezione per il negroamaro, che ritengo un vitigno completo e poliedrico, col quale si producono vini di alta qualità. La sua versatilità si manifesta nelle eccellenti versioni in rosso, in rosato ed in passito. Ma recentemente ho scoperto anche una versione in bianco, rappresentando con questa una novità assoluta nel vasto panorama della viticoltura pugliese.

L’azienda che produce questo vino, grazie anche alla lungimiranza del bravo enologo aziendale Giuseppe Pizzolante Leuzzi, è quella di Duca Carlo Guarini di Scorrano (Le), che già in passato aveva posto in commercio un’insolita etichetta di Malvasia Nera in purezza, il Malìa, con cui ha mietuto copiosi successi.

Il vino in questione si chiama Taersìa Salento Igt 2013 ed è stato ottenuto dalla lavorazione in bianco del negroamaro in purezza. Il nome si rifà alla tradizione dei pescatori salentini, che identificano l’improvvisa bufera di vento e di pioggia in alto mare proprio col sinonimo di taersìa.

Controetichetta Taersìa Igt Bianco Duca Carlo Guarini

Solo acciaio e vetro per complessivi sette mesi per questo vino giovane, poco alcolico (appena dodici gradi e mezzo), dallo stile moderno e ricavato da una piccola parte del mosto fiore.

Il colore che s’intravede nel bicchiere è giovanilmente paglierino scarico, con effetti verdognoli sull’unghia. Il profilo aromatico è fascinosamente e fragrantemente connotato da un bouquet cristallino prettamente floreale, fruttato ed erbaceo, con fiorellini bianchi di sambuco, pera, mela, salvia e timo, notec sapide e minerali. Il sorso scorre piacevolmente in bocca con un ampio respiro di polpa tenera e succosa, che s’impossessa totalmente del cavo orale stimolando la beva con gustosa spigliatezza. Il vino si propone poi con una briosa freschezza ed una morbidezza quasi soffice, unite ad un’integrata dinamicità palatale.

E’ avvolgente, seducente e penetrante e attraversato da un’intensa venatura fruttata. Il finale, decisamente persistente, lascia dietro di sé una leggera e gradevole scia amarognola. Esperimento sicuramente riuscito di un vino singolare che, in un contesto bianchista autoctono pugliese alquanto carente, si propone come una valida alternativa e che spero avrà futuro. Penso anche che sia un vino abbastanza longevo. Prezzo interessante. Abbinamento su piatti a base di pesce, frutti di mare, risotti e latticini freschi. Prosit!

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede a Scorrano (Le) – Largo Frisari, 1
Tel e Fax 0836 460288
info@ducacarloguarini.it – www.ducacarloguarini.it
Enologo: Giuseppe Pizzolante Leuzzi
Ettari di proprietà: 700, di cui 70 vitati
Bottiglie prodotte: 200.000
Vitigni: primitivo, negroamaro, malvasia nera, bombino e sauvignon blanc.