Taurasi Prima a Roma | Report completo dei 111 vini

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alcuni campioni della degustazione Taurasi Prima all’Enoteca Trimani – foto di Teresa Mincione

di Antonio Di Spirito, Gianmarco Nulli Gennari e Maurizio Valeriani

Un’occasione più unica che rara, come questa, ha destato la curiosità di molti.

Ed infatti è veramente straordinario avere la possibilità di degustare 111 etichette tra Irpinia Aglianico DOC, Irpinia Campi Taurasini DOC, Taurasi e Taurasi Riserva, provenienti da 71 aziende irpine.

Se pensiamo che l’Irpinia ha contato al Vinitaly la presenza di 70 aziende, potremmo dire che siamo stati in presenza di un Vinitaly irpino a Roma.

La manifestazione, promossa da Spaghetti Junction e Luciano Pignataro Wine Blog organizzata da Maurizio Valeriani ed Antonio Di Spirito con la collaborazione di Lello Tornatore, Luciano Pignataro, Paolo Trimani, Gianmarco Nulli Gennari, Stefano Ronconi, Giorgia Di Spirito, Marco Carnevali, Paula Clarke, Tiziana Cattai, Teresa Mincione e Gianna Apicella, ha visto nella giornata del 14 Aprile, dedicata agli operatori, l’afflusso di un centinaio di persone, che hanno decretato il successo di questa prima edizione di Taurasi Prima a Roma.

Taurasi Prima

Martedì 15 Aprile, giornata dedicata alla degustazione della stampa, ha visto la partecipazione di una quarantina di giornalisti, che, seduti e con il servizio al tavolo hanno potuto assaggiare la vastità dei vini messi a disposizione.

Non vogliamo nemmeno noi esimerci dal comunicare le nostre impressioni sugli assaggi.

Iniziamo dicendo che troviamo grandi miglioramenti in tutte le denominazioni (Irpinia Aglianico DOC, Irpinia Campi Taurasini DOC, Taurasi e Taurasi Riserva) con un uso molto più attento dei legni e con tannini che finalmente cominciano a trovare la strada giusta.

Sicuramente c’è un filo conduttore nei caratteri dei vini assaggiati che riconduce alla tipicità. Ci sono, comunque, delle differenze notevoli fra i vini dovute, per esempio, alla provenienza delle uve; per questa ragione, abbiamo riportato quella informazione fra parentesi per ogni vino, così come l’abbiamo fornita ai giornalisti convenuti.

Come pure, tra alcuni vini si riconosce l’impronta dello stesso enologo o del vinificatore: emblematici i vini di Salvatore Molettieri e di Tecce per la loro immediata riconoscibilità; il parallelismo dei vini di Caggiano e Luigi Moio per la loro pulizia, la finezza e la nitidezza dei sapori; il rigore, la schiettezza e l’aderenza territoriale, invece, lega i vini di Amarano, Antico Castello, Colli di Castelfranci, Masseria Murata e Di Prisco accomunati dall’enologo Carmine Valentino.

Taurasi Prima

Nella circostanza ci siamo potuti permettere un test sui vini: riassaggiarne molti il giorno successivo, almeno 15 ore dopo la stappatura. La differenza è stata di notevole miglioramento per tutti; alcune asperità e sbavature notate il giorno precedente, erano scomparse e sono rimaste solo le note fondamentali e positive a seconda delle rispettive peculiarità. Spesso si dice che il vino è un elemento vivo; alcuni vini impiegano molti anni per evolversi e l’aglianico impiega molto più tempo degli altri vitigni a maturare sulla pianta; e allora non possiamo pretendere di giudicarli infallibilmente in pochi secondi. Diamogli almeno il tempo di riprendersi, stappandoli qualche ora prima del consumo!

Abbiamo fatto anche un piccolo sondaggio fra i giornalisti presenti, dal quale è scaturito che:

1)    Montemarano e Taurasi si contendono la preferenza quale miglior territorio di provenienza delle uve.

2)    Perillo (bontà ed eleganza dei suoi vini) e Casparriello (originalità) si sono contesi le preferenze per la sorpresa; a ruota seguono Cortecorbo, Manimurci e Vesevo;

3)    Il maggior numero di preferenze quale miglior vino sono andate al Taurasi 2006 di Michele Perillo; la seconda posizione è di una vecchia conoscenza: Radici 2008 di Mastroberardino; la terza posizione se la contendono in tre: Vigna Macchia dei Goti 2009 di Antonio Caggiano, Poliphemo 2009 di Luigi Tecce e Taurasi 2006 di Cantina dei Monaci

Altro doveroso accenno, a riprova della generosità della terra Irpina, è stata la gradita incursione dell’amico Lello Tornatore che ha coordinato il supporto della trasferta a Roma con prodotti di “conforto”: il “Broccolo Aprilatico di Paternopoli”, presidio Slow Food, con il quale è stato condito un primo piatto da sogno, e tante “pizze rustiche”.

il broccolo aprilatico di Paternopoli – foto di Lello Tornatore

Infine non poteva mancare, anche se non legata all’Irpinia, la mozzarella di Bufala, messa a disposizione grazie alla disponibilità del relativo Consorzio.

Veniamo quindi alle 111 etichette assaggiate, di cui vi riferiamo le nostre sensazioni, rispettando l’ordine di numerazione con cui sono state presentate agli operatori ed alla stampa, che tiene conto dell’annata e poi della zona di provenienza delle uve:

IRPINIA AGLIANICO DOC

1)        Irpinia Aglianico Guaglione 2012 – I Capitani (uve nella zona di Torre le Nocelle). Naso molto sottile, ancora inespresso, in bocca è fresco, giustamente giovanile ( il nome dell’etichetta è azzeccato…), un filo di zucchero in eccesso. 81/100

2)        Irpinia Aglianico – Lupo Grosso 2012 di Agricola Coscia (uve nella zona di Montemiletto). All’olfatto è molto pulito, tecnica in evidenza, fiori e frutta bianca, il sorso manca un po’ di dinamica, il tannino è pettinato, persistenza discreta. 82/100

3)        Irpinia Aglianico Quattro Confini 2012 – Benito Ferrara (uve nella zona di Montemiletto). Profumi di sottobosco, frutti rossi , spezie (pepe), palato di una certa educazione, bel tannino, chiude sul frutto croccante (amarena) ma un po’ austero. 85/100

4)        Irpinia Aglianico Celsì 2012 – Fiorentino (uve nella zona di Paternopoli). Naso ematico e selvatico, in bocca è frenato dal tannino e dal legno, molto serrato in chiusura nonostante una cospicua dote di frutto e sale. 81/100

5)        Irpinia Aglianico 2011 – D’Antiche Terre (uve nella zona di Pietradefusi). Note affumicate al naso, cenere e incenso, naturalezza espressiva, gusto rotondo, tannino estratto con grazia, finale segnato dalla freschezza e dalla sapidità, di buona personalità. 88/100

6)        Irpinia Aglianico Cerreta 2011 – Vinanda (uve nella zona di Mirabella Eclano). Profumi sottili di frutta e di spezie, palato discreto, piacevole e scorrevole, si semplifica molto nel finale. 80/100

7)        Irpinia Aglianico 2011 – Gambale Antonio (uve nella zona di Castelfranci). Naso di bella selvaticità, un po’ di volatile ma ben bilanciata, e sentori di terra, in bocca buona acidità e sostanza, manca un filo di reattività, chiude preciso e con eleganza ma senza particolari acuti. 84/100

8)        Irpinia Aglianico 2011 – Colle di San Domenico (uve nella zona di Montemarano). Note affumicate e di frutta in confettura, lato minerale, vino un po’ perfettivo ma di ottima esecuzione. 85/100

9)        Irpinia Aglianico 2011 – Di Marzo (uve nella zona di Montemarano). All’olfatto belle sensazioni balsamiche e terrose, ingresso saporito, frutta giustamente matura, tannino importante, un po’ rustico nel finale. 84/100

10)    Irpinia Campi Taurasini Satyricon 2011 –Tecce ( uve nella zona di Paternopoli): sentori di frutta secca e fumè, finale minerale, dinamico e lungo con ricordi di frutti rossi e spezie. Leggermente tannico ma di ottima prospettiva. 88/100 (per errore il vino è stato collocato tra l’Irpinia Aglianico anziché tra i Campi Taurasini)

11)    Irpinia Aglianico Cesinè 2010 – Adelina Molettieri (uve nella zona di Montemarano). Poco espressivo al naso, lato minerale, al palato è un po’ scomposto e condizionato dal legno. 78/100

12)    Irpinia Aglianico 4 Contrade 2010 – Manimurci (uve nella zona di Paternopoli). Frutta sotto spirito, molto alcol, il tannino è equilibrato ma resta il calore in persistenza. 79/100

13)    Irpinia Aglianico Terra d’Eclano 2009 – Quintodecimo (uve nella zona di Mirabella Eclano). In pratica è un piccolo Taurasi, con profumi di amarene, cacao, humus, erbe aromatiche, lato affumicato, vellutato ed elegante in bocca, con un tannino importante ma gestito alla perfezione, bella persistenza su note di frutti di bosco. 90/100

14)    Irpinia Aglianico 2009 – Feudo Apiano ( uve nella zona di Taurasi). Cenere e spezie all’olfatto, sapore molto verace ma un po’ impreciso, in chiusura più sottile e diluito. 79 /100

15)    Irpinia Aglianico Anthonia 2009 – Cortecorbo (uve nella zona di Montemarano). Inizialmente ridotto, note animali, al palato è tendenzialmente dolce e alcolico, non molto slanciato ma di buona materia. 81/100

16)    Irpinia Aglianico Il Principio 2008 – Terredora (uve nelle zone di Lapìo e Montemiletto). Un po’ reticente all’olfatto, humus, caffè, note floreali, sapore molto espressivo, di frutto maturo e buona acidità, ma segnato dall’estrazione, un filo di calore in persistenza. 83/100

17)    Irpinia Aglianico 2008 Meditato – Cascina Pesa (uve nella zona di Montemiletto). Note di smalto e pasticceria, bocca segnata dall’acidità e da una nota leggermente amaricante. 78/100

18)    Irpinia Aglianico Natu Maior 2008 – Antichi Coloni (uve nella zona di Paternopoli). Olfatto di frutta secca e carruba, ematico, il sorso è scorrevole, con grande materia e tipicità. Il finale è elegante con ricordi di frutto rosso croccante . 88/100

18A)Irpinia Aglianico 2008 – Casparriello (uve nella zona di Taurasi). Sottobosco, frutto rosso, tostatura, buon tannino perfettamente assorbito, si semplifica un po’ in chiusura. 82/100

19)    Irpinia Aglianico 2008 – Sanpaolo (uve nella zona di Paternopoli). Nota eterea, aromi sottili di alcol, bocca molto saporita, tannino ancora grintoso, un po’ serrato, buona chiusura fruttata su toni di visciola. 84/100

alcuni campioni della degustazione Taurasi Prima all’Enoteca Trimani – foto di Teresa Mincione

IRPINIA CAMPI TAURASINI DOC

20)    Irpinia Campi Taurasini Vigna Claudia 2012 – La Molara (uve nella zona di Luogosano e Taurasi). Profumi balsamici e toni di confettura di visciole. Il tannino è di buona qualità, e chiude con ricordi di macchia mediterranea senza però picchi emozionali. 80/100

21)    Irpinia Campi Taurasini Carazita 2011 – Tenuta Ponte (uve nella zona di Luogosano e Taurasi).  Carattere selvatico, sensazioni di frutta sotto spirito, in bocca c’è sale e buon contrasto, di discreta persistenza ma con toni leggermente  surmaturi. 81/100

22)    Irpinia Campi Taurasini 2011 – Barrasso (uve nella zona di Taurasi). Note evolute all’olfatto, frutta matura, idrocarburi, bella scia salata in bocca, schietto e quasi selvatico, buona persistenza un po’ segnata dal calore alcolico. 84/100

23)    Irpinia Campi Taurasini Salae Domini 2011 – Antonio Caggiano (uve nella zona di Taurasi). Precisione ed eleganza. Note di sottobosco, cenere, amarena, lato fumé, materia imponente in bocca ma discreta freschezza, finale speziato e minerale. 86/100

24)    Irpinia Campi Taurasini 2011 – Fonzone Caccese (uve nella zona di Paternopoli). Note vegetali (pomodori secchi) e di frutta matura (ciliegia), in bocca è frenato dall’estrazione,anche se c’è una grande materia. 81/100

25)    Irpinia Campi Taurasini 2010 – Borgodangelo (uve nella zona di Taurasi). Aromi di frutti di bosco, di erbe aromatiche, di terra bagnata, lato balsamico, tannino ricco, bel dialogo dolce/sapido, chiusura fresca e pulita. 86/100

26)    Irpinia Campi Taurasini Nero Latino 2010 – Mier Vini (uve nella zona di Taurasi). Terra e radici, china e frutta secca, tostatura del legno che ritorna alla gustativa, tannino un po’ duro, ma alla fine mantiene dinamica nella beva. 82/100

27)    Irpinia Campi Taurasini Avi di Chianzano 2010 – Elmi (uve nella zona di Montemarano).  Reticente al naso, note sottili di roccia vulcanica, sorso dolce e ricco, semplice ma di personalità, manca una frazione di freschezza per dare più slancio in chiusura. 82/100

28)    Irpinia Campi Taurasini Rosso Cupo 2010 – Manimurci (uve nella zona di Paternopoli). Note minerali, liquirizia, frutta in confettura, dolce e caldo al palato, molto ricco ma poco dinamico, frenato da alcool e tannino. 82/100

29)    Irpinia Campi Taurasini Jumara 2010 – I Capitani (uve nella zona di Torre le Nocelle). Olfatto sulle prime poco espressivo, liquirizia, amarena, tannino ancora molto in evidenza che impedisce uno sviluppo armonico della beva. 79/100

30)    Irpinia Campi Taurasini Santo Stefano 2009 – Tenuta Cavalier Pepe (uve nella zona di Luogosano). Cuoio, frutti neri, lato minerale quasi iodato, bel succo al palato, ricco, nel finale perde un po’ di slancio. 84/100

31)    Irpinia Campi Taurasini Candriano 2009 – Colli di Castelfranci (uve nella zona di Castelfranci). Spezie e tabacco, grande freschezza al palato, dinamico, bella beva, scorrevole e molto persistente. 88/100

32)    Irpinia Campi Taurasini Macrì 2008 – Cantine Russo (uve nella zona di Taurasi). L’olfatto è contrassegnato da note di  frutto rosso maturo, smalto, il  tannino è dolce, molta materia, struttura notevole ma un po’ rigida, chiusura di precisione. 81/100

33)    Irpinia Campi Taurasini Temprato 2007 – Famiglietti (uve nella zona di Paternopoli). Spezie (pepe), frutti rossi, tannino molto impegnativo ma con un suo equilibrio gustativo, chiusura fresca e di buona lunghezza. 84/100

34)    Irpinia Campi Taurasini 2006 – Casparriello (uve nella zona di Taurasi). L’olfatto è contrassegnato da leggeri toni ossidativi e sentori di frutta matura. Ci troviamo nella fase discendente di un vino di grande materia e tipicità. 79/100

35)    Irpinia Campi Taurasini Aglucus 2006 – Colle di San Domenico (uve nella zona di Montemarano). Naso fresco e sottile, erbette aromatiche (origano, rosmarino), in bocca è rotondo e segnato dal frutto maturo, non dinamicissimo ma bell’allungo finale, in equilibrio tra sapidità e acidità. 87/100

Taurasi Prima

TAURASI DOCG

36)     Taurasi 2010 – Filadoro (uve nella zona di Taurasi). Una punta di volatile, frutta matura, in bocca buon contrasto, molto succoso, con residuo zuccherino che si integra comunque nella beva, piacevole anche se eterodosso con finale minerale e fumè. E’ un vino che spacca: o piace o non piace. A noi piace 85/100

37)     Taurasi 2010 – Villa Raiano (uve nella zona di Taurasi). Sentori di frutta e spezie, molto saporito con tannino ancora giovane . Teso e vibrante con grande materia e grande prospettiva, chiude con ricordi minerali e di frutta secca. 88/100

38)     Taurasi Nero Né 2010 – Il Cancelliere (uve nella zona di Montemarano). Note olfattive balsamiche (resina) e minerali, lato ematico, molto succoso alla gustativa teso, vibrante con finale fumè. Grande materia e grande eleganza . Di grande prospettiva. 90/100

39)     Taurasi 2010 – Sanpaolo  (uve nella zona di Paternopoli) . Frutti rossi maturi, lievi note di erbe aromatiche, al palato manca un po’ di slancio, vino possente ma restio a distendersi. 83/100

40)     Taurasi 2009 – Rocca del Principe (uve nelle zone di Paternopoli e Taurasi). Profumi di tabacco, caffè in polvere, cacao, corteccia, bocca abbastanza equilibrata, ricca, manca un po’ di dinamica, ma di buona materia. 83/100

41)     Taurasi 2009 – Feudi di San Gregorio (uve nelle zone di Taurasi, Castelfranci, Paternopoli, Montemarano, S. Angelo all’Esca). Naso balsamico e tostato, molto sapido in bocca, bella espressione fruttata, persistente e con ottima struttura. 85/100

42)     Taurasi 2009 – Giulia (uve nelle zone di Montemiletto, Luogosano, Venticano). Fresco, piacevole, scorrevole, leggermente ossidativo ma di buona progressione e sapidità. Prevale l’eleganza sulla struttura. 85/100

43)     Taurasi 2009 – Donnachiara (uve nella zona di  Torre le Nocelle). Al naso succo di arancia, spezia, chinotto e agrume. Finale di macchia mediterranea piacevolissimo ed ottima materia. Un Taurasi goloso. 92/100

44)     Taurasi 2009 – Borgodangelo (uve nella zona di Taurasi). Note di frutta leggermente matura e di tostatura, bella materia succosa al palato, fresco ed elegante, calore alcolico sotto controllo, chiude lungo. 86/100

45)     Taurasi Vigna Macchia dei Goti 2009 – Antonio Caggiano (uve nella zona di Taurasi). Ampio nei profumi e complesso nella gustativa con sentori balsamici e di spezia ed una precisa nota fruttata . In bocca ricco, quasi piccante, con un tannino importante. Di grande prospettiva. 88/100

46)     Taurasi Fatica Contadina 2009 – Terredora (uve nelle zone di Lapio e Montemiletto). Sentori di pepe ed eucalipto. Vino tecnico, sapido e ben eseguito, di grande struttura e precisione. 87/100

47)     Taurasi 2009 – La Casa dell’Orco (uve nella zona di Montefalcione). Frutto rosso maturo, caramello e sentori legati ad un uso del legno leggermente esuberante. 80/100

48)     Taurasi Principe Lagonessa 2009 – Amarano (uve nella zona di Montemarano). Naso sottile, erbe aromatiche, mirtilli, bella sapidità al palato, agile,  frutto integro e preciso, mantiene vigore e slancio nonostante la notevole materia. Unisce in maniera mirabile potenza ed eleganza.93/100

49)     Taurasi Albertus 2009 – Di Marzo (uve nella zona di Montemarano). Una leggera esuberanza del legno viene compensata da una beva piacevole e ricca, con finale balsamico e di succo d’arancia. 84/100

50)     Taurasi Passione 2009 – Masseria Murata (uve nella zona di Montemarano). Un tannino importante non frena la progressione della beva. Finale fumè e di frutta secca. Dinamico e ritmico. 87/100

51)     Taurasi Renonno 2009 – Salvatore Molettieri (uve nella zona di Montemarano). Note terrose e balsamiche, tannino docile e vellutato, complesso,  buona persistenza  segnata da una scia di frutti rossi freschi e polposi. 86/100

52)     Taurasi 2009 – Fratelli Urciuolo (uve nella zone di Montemarano e Castelfranci). Spezie balsamiche ed erbette aromatiche, frutta sotto spirito, humus, tannino ancora indomito, bel fraseggio tra dolcezza e acidità, buona persistenza, nonostante i sentori di frutta un pochino matura. 83/100

53)     Taurasi 2009 – D’Aione (uve nella zona di Paternopoli). Al naso sentori di succo d’arancia e spezia. Fresco, elegante e bevibile. Finale di  mora e lampone, macchia mediterranea e fiori rossi. 87/100

54)      Taurasi Poema 2009 – Manimurci (uve nella zona di Paternopoli). Un uso del legno leggermente sopra le righe non impedisce la progressione  e la dinamicità di un vino con sentori di frutta rossa e toni speziati. 83/100

55)     Taurasi Poliphemo 2009 – Tecce (uve nella zona di Paternopoli). Sentori di spezie (pepe, chiodi di garofano) e liquirizia e frutti scuri. Polpa saporita in bocca, frutto e materia, un po’ frenato dai tannini imponenti di non facile evoluzione e dall’alcol, ma riprende slancio in chiusura. 85/100

56)     Taurasi 2008 – Di Prisco (uve nelle zone di Fontanarosa e Castelfranci). Note di ciliegia e zucchero a velo, toni speziati, tannini perfettamente estratti, saporiti, freschezza ed eleganza, tannino ancora indietro. 84/100

57)     Taurasi 2008 – Luna Nera (uve nelle zone di Montefalcione e Montemarano). Naso molto espressivo, terra, tabacco, lato balsamico, pepe rosa, tannino dolce e pettinato, chiude persistente, elegante e pulito. 87/100

58)     Taurasi 2008 – D’Antiche Terre (uve nella zona di Pietradefusi). Sentori di frutti di bosco in confettura, noci, lato balsamico e sassoso, legna arsa,  beva slanciata malgrado la struttura notevole, segnata da un’amarena dolce e succosa. 82/100

59)     Taurasi Pago dei Fusi 2008 – Terredora (uve nella zona di Pietradefusi). Note di canfora e smalto all’olfatto, cenere e terriccio, iodio, grintoso e incisivo al palato, sale, discreta dinamica, leggermente alcolico. 86/100

60)     Taurasi Terzo Tratto 2008 – I Favati (uve nella zona di Venticano). Al naso tostatura e tabacco, sentori eterei e speziati,  poi svela un’amarena matura. In bocca si tiene in equilibrio con residuo zuccherino ed alcolicità bilanciati da freschezza e sapidità. Chiude con ricordi di frutti rossi e macchia mediterranea. 85/100

61)     Taurasi Opera Mia 2008 – Tenuta Cavalier Pepe (uve nella zona di Luogosano). Note di terra, sottobosco, macchia mediterranea, caffellatte, tannino ancora robusto, belle sensazioni di frutta rossa matura e dolce. Un vino di grandissima struttura, forse addirittura troppa, ma sicuramente di carattere. Esplosivo. 87/100

62)     Taurasi 2008 – Tenuta Ponte (uve nelle zone di Luogosano e Taurasi). Netta la nota ematica e vegetale,  tannino ancora indietro. Elegante e persistente, chiude con ricordi di spezie dolci. 84/100

63)     Taurasi Spalatrone 2008 – Cantine Russo (uve nella zona di Taurasi). Spezie, cenere e tostatura e legno in evidenza. La gustativa stenta un po’ a decollare, tannini di notevole peso estrattivo ma ordinati, finale di frutto surmaturo. 79/100

64)     Taurasi 2008 – Contrade di Taurasi (Lonardo) (uve nella zona di Taurasi). L’olfatto veicola profumi di fiori, ruggine,  caffè e tabacco. Il tannino è di un certo peso ma risulta aggraziato ed un bel dialogo dolce/sapido contrassegna una beva ritmica e dinamica, con finale di bacche scure succose e succo d’arancia. 90/100

65)     Taurasi 2008 – GMC Vinicola Taurasi (uve nella zona di Taurasi): l’azienda non ha fatto pervenire il vino.

66)     Taurasi Le Surte 2008 – Macchialupa (uve nella zona di Taurasi).  Sentori di cuoio, ciliegia e note balsamiche. Pieno, ricco di grande materia ed eleganza con buona persistenza e finale di frutti rossi. Un Taurasi goloso. 91/100

67)     Taurasi Vigna Piano d’Angelo – Sella delle Spine (uve nella zona di Taurasi). Note di frutti rossi e sottobosco, bel tannino pettinato, succoso e slanciato, progressione ritmata che arriva alla fine con pulizia ed eleganza. 87/100

68)     Taurasi 2008 – Vesevo (uve nella zona di Taurasi). Nonostante un uso del legno sopra le righe, la beva è dinamica e ritmica, con una grande materia ben gestita e con un piacevolissimo finale di macchia mediterranea. Vino tecnico di ottima esecuzione. 88/100

69)     Taurasi Vinieri 2008 – Montesole (uve nella zona di Montemiletto).  Naso selvatico e animale, in bocca, una leggera volatile tiene in equilibrio una grande materia. Il tannino, di buona qualità, è ancora da distendere. In sintesi un vino che può apparire scorbutico, ma di grande carattere. 86/100

70)     Taurasi 2008 – Antico Castello (uve nella zona di San Mango sul Calore). Nonostante una leggera tendenza amaricante, il vino ha materia, stoffa e personalità, e chiude con un bellissimo finale speziato. 86/100

71)     Taurasi Vigna Quattro Confini 2008 – Benito Ferrara (uve nella zona di Montemiletto). Sentori agrumati si uniscono a toni speziati e preannunciano un palato molto fresco e succoso, un tannino setoso, ed un vino di grande piacevolezza e precisione che chiude con ricordi di chinotto ed arancia sanguinella. 88/100

72)     Taurasi 2008 – Cantine Elmi (uve nella zona di Montemarano). Teso e vibrante con note fumè e speziate ed un tannino ancora scontroso. Vino di carattere, che migliorerà con l’evoluzione. 83/100

73)     Taurasi Issara 2008 – La Marca (Terre del Principato) (uve nella zona di Montemarano). Sentori di frutti rossi e sottobosco, note di spezie e cuoio,si aprono al naso e sono il preludio di un Taurasi molto elegante e slanciato, succoso e scorrevole, che ha una beva ritmica e dinamica ed una chiusura di arancia sanguinella. 88/100

74)     Taurasi Cinque Querce 2008 – Salvatore Molettieri (uve nella zona di Montemarano). Al naso lievi note minerali, agrumi e spezie. La gustativa è appagante con un finale di frutto croccante, ed un tannino scalpitante ma ben proporzionato, che dona ritmo ed equilibrio alla bellissima chiusura sapida, succosa e piacevolmente amaricante. 91/100

75)     Taurasi 2008 – Torricino (uve nella zona di Montemarano). Frutta rossa e cenere al naso; in bocca è fruttato, molto tannico e imponente, ma la freschezza aggiusta il sorso. 86/100

76)     Taurasi Tenute di Altavilla 2008 – Villa Matilde (Montemarano e Paternopoli). Molto intrigante il naso con piccola frutta rossa, cenere e incenso; in bocca è fruttato e fresco, ha buoni tannini, è abbastanza teso e persistente. 86/100

77)     Taurasi Bosco Faiano 2007 – I Capitani (uve nella zona di Torre le Nocelle). Intensi profumi di piccola frutta rossa e confetto; in bocca è fruttato, fresco, ha tannini levigati ed è molto persistente. 88/100

78)     Taurasi Santa Vara 2007 – La Molara (uve nella zona di Luogosano e Taurasi). Al naso si fa apprezzare per i delicati profumi di marasca, frutta rossa e cenere; in bocca è fruttato fresco e giustamente tannico. 87/100

79)     Taurasi Dicatus 2007 – Vinanda (uve nella zona di Mirabella Eclano). Piccoli frutti rossi e cenere assalgono il naso; alla gustativa è fruttato e fresco, ha un buon tannino e note di rabarbaro regalano un lungo finale. 86/100

80)     Taurasi Hirpus 2007 – Contrada Michele (uve nella zona di Taurasi). Amarene, carruba, e note fumè al naso;Visciola, liquirizia, spezie orientali, in bocca è consistente, il frutto è fresco e molto maturo, ha buoni tannini ed un finale pulito e lungo. 87/100

81)     Taurasi Primum 2007 – Guastaferro (uve nella zona di Taurasi). Piccola frutta, note aranciate ed affumicate e cenere al naso; in bocca è fruttato e fresco, ha tannini molto fini ed un finale molto lungo. 89/100

82)     Taurasi Don Ciriaco 2007 – Mier Vini (uve nella zona di Taurasi). Toni speziati ed agrumati si accompagnano a note di succo d’arancia e sentori fumè e minerali. Ricco,elegante, dinamico, scorrevole con piacevolissima chiusura speziata. 90/100

83)     Taurasi I Ricordi 2007 – Vigna Villae (uve nella zona di Taurasi). Complesso ed al tempo stesso di grande bevibilità. Pieno ed elegante, unisce sentori di frutta secca e mora a note di succo d’arancia e lampone. Chiude con un bellissimo ricordo di buccia di pesca. 91/100

84)     Taurasi 2007 – Montesole (uve nella zona di Montemiletto). Al naso la frutta è accompagnata da cenere e note balsamiche; in bocca è fruttato e succoso, ha tannini importanti, è fresco e lungo. 86/100

85)     Taurasi Alta Valle 2007 – Colli di Castelfranci (uve nella zona di Castelfranci). Piccola frutta matura, cenere e incenso al naso; in bocca è fruttato ed abbastanza fresco, ha buoni tannini, secco ed alcolico. 85/100

86)     Taurasi Passione 2007 – Masseria Murata (uve nella zona di Montemarano). Amarene e ciliegie accompagnate da cenere al naso; in bocca è fruttato e fresco, il tannino è un po’ secco, ma la freschezza dà il vigore necessario per chiudere lungo. 86/100

87)     Taurasi Pater Nobilis 2007 – Villa Diamante (uve nella zona di Paternopoli). Al naso si apre con qualche difficoltà iniziale, poi i piccoli frutti rossi si accompagnano alla cenere; in bocca è fruttato e fresco,materico e tannico, e le note di tostatura determinano un lungo finale. 85/100

88)     Taurasi 2006 – Antico Borgo (uve nella zona di Taurasi). Amarene, cenere e confetto al naso; alla gustativa è fruttato e fresco, ma il tannino potente ed un’acidità dolciastra in chiusura invitano ad un ulteriore affinamento. 82/100

89)     Taurasi 2006 – Barrasso (uve nella zona di Taurasi). Al naso esordisce con una leggera riduzione, poi viene la frutta ed una nota ferrosa; in bocca è fruttato e fresco ed ha un, tannino un po’ secco. 82/100

90)     Taurasi 2006 – La Casa dell’Orco (uve nella zona di Montefalcione). Note di succo d’arancia, eucalipto, frutta secca e mineralità. Chiusura di grafite e arancia sanguinella. 85/100

91)     Taurasi S.Eustachio 2006 – Boccella (uve nella zona di Castelfranci). Fruttato e minerale al naso; frutta matura alla gustativa, scarsa acidità e grossa influenza alcolica sulla gran quantità di materia. 82/100

92)     Taurasi 2006 – Perillo (uve nella zona di Castelfranci). Ciliegie, more, buccia d’arancia, cenere e carruba; in bocca ancora tanta frutta, è fresco e piacevole, ha tannini molto fini ed un lungo finale. 93/100

93)     Taurasi 2006 – Cantina dei Monaci (uve nella zona di Montemarano). I profumi di questo vino spaziano dai piccoli frutti rossi alla macchia mediterranea, alla cenere; in bocca è fruttato e fresco, ottima materia, tannini fini e chiude lungo con note di tostatura di caffè. 91/100

94)     Taurasi Antyco 2006 – Cortecorbo (uve nella zona di Montemarano). Nonostante un tannino imponente, ed un leggero residuo zuccherino, il vino ha una grande stoffa, con struttura, “succosità” e ricchezza di polpa e di frutto. Il Taurasi di una volta ma molto ben realizzato. 89/100

95)     Taurasi 2006 – Paterno 2006 (uve nella zona di Paternopoli). Buona materia per un vino che esibisce un uso del legno un po’ sopra le righe. Persistente e balsamico. 82/100

96)     Taurasi 2005 – Di Prisco (uve nella zona di Fontanarosa e Castelfranci). Frutta rossa, cenere e carruba al naso; in bocca è fruttato, fresco, molto dinamico, tannini levigati, acidità leggermente scomposta. 87/100

97)     Taurasi 2004 Perillo (uve nella zona di Castelfranci). Note di frutta matura e cenere; in bocca è fruttato e ricco, fresco e tannico. 85/100

98)     Taurasi 2002 – Casparriello (uve nella zona di Taurasi). L’annata molto difficile influisce negativamente sulla longevità di questo vino che presenta  note ossidative e di surmaturazione. N.G.

99)     Taurasi 1999 – Casparriello (uve nella zona di Taurasi). Un leggero residuo zuccherino, segna il carattere del Taurasi di una volta, ricco, pieno, potente, giocato su muscoli e personalità. 87/100

Taurasi Prima

TAURASI RISERVA DOCG

100) Taurasi Riserva della Società 2009 – Joaquin (uve nella zona di Paternopoli). E’ un campione di botte che ha in piano ancora tanta vita in cantina prima di essere commercializzato. Al naso offre un bouquet di piccoli frutti rossi ed una spolverata di caffè; in bocca è fruttato e fresco, ha un tannino imponente; di ottima materia; da valutare in prospettiva 85/100

101) Taurasi Radici 2008 – Mastroberardino (uve nella zona di Mirabella e Montemarano). Al naso si presenta austero, con piccola frutta rossa e cenere; in bocca è fruttato e fresco, ha buoni tannini e regala un lungo finale speziato e di rabarbaro 91/100 (per errore il vino è stato collocato tra i Taurasi Riserva anziché nei Taurasi)

102) Taurasi Riserva 2008 – Sanpaolo (uve nella zona di Paternopoli). Al naso è fruttato e si apprezzano note di cenere e di macchia mediterranea; alla gustativa è molto fresco, tannico e persistente. 85/100

103) Taurasi Riserva 2007 – Dedicato a Marianna (uve nella zona di Montemiletto, Montemarano e Castelfranci). Molta frutta rossa ed una zaffata di cenere al naso; in bocca è fruttato e fresco, ha buoni tannini, ma hanno bisogno di un ulteriore periodo di affinamento; regala un lungo finale speziato. 85/100

104) Taurasi Riserva Cinque Querce 2007 – Salvatore Molettieri (uve nella zona di Montemarano). Piccoli frutti rossi, incenso e note speziate al naso; in bocca è fruttato e fresco, il tannino è imponente, ma la materia e le note di rabarbaro assicurano un lungo finale . 89/100

105) Taurasi Riserva 2006 – Di Meo (uve nella zona di Montemarano e Mirabella Eclano). Grande vino che si avvale, per tradizione aziendale, di lunghe e lente maturazioni. Al naso offre tanta frutta matura, cenere e carruba; alla gustativa è fruttato e fresco, tanta materia a nascondere un grado alcolico importante, ottimo il tannino, molto equilibrato ed il finale è accompagnato da note aranciate. 91/100

106) Taurasi Riserva Perdono 2006 – Antica Hirpinia (uve nella zona di Taurasi). Amarene e cenere al naso; al palato è fruttato e fresco, ha un tannino importante ed un finale piacevolmente amaricante; molto equilibrato. 89/100

107) Taurasi RiservaTradizioni 2005 – Cascina Pesa (uve nella zona di Montemiletto). Molto fruttato e cenere al naso con qualche nota balsamica; al palato è  fresco e teso, ha un tannino non del tutto pronto, e complessivamente risulta piacevole e lungo. 84/100

108) Taurasi Riserva 2005 – Colle di San Domenico (uve nella zona di Montemarano). Al naso si caratterizza con frutta rossa ed una notevole nota erbacea; Al gusto è fresco e verticale,ab bastanza persistente, ma il tannino è ancora un po’ difficile. 82/100

109) Taurasi Riserva Primum 2003 – Guastaferro (uve nella zona di Taurasi). C’è ancora tanta frutta rossa al naso, accompagnata da sentori di carruba e note balsamiche, e l’evoluzione si comincia a sentire solo sul finale; in bocca è un vino profondo, fresco e speziato. Ancora serrato ma di grande profondità ed allungo. 88/100

110) Taurasi Riserva 2001 – Casparriello (uve nella zona di Taurasi). Fruttato e balsamico al naso; in bocca si rivela un po’ evoluto e con tannino difficile. 82/100

111) Taurasi Riserva Alta Valle 2007 – Colli di Castelfranci (uve nella zona di Castelfranci). Altro splendido vino! Al naso si concede con forti sentori di frutta rossa, cenere ed una leggera nota erbacea ed una più intensa nota fumè; al palato è fruttato, ha una consistente spinta acido-minerale, il tannino è ben domato ed il sorso risulta equilibrato e persistente. 90/100

4 commenti

  • virginia

    (23 aprile 2014 - 14:30)

    le imponenti doti del nostro territorio fa si che i taurasi delle aziende Irpine SALGONO SUI GRADINI ALTI DEL PODIO CAMPANO . Complimenti a tutti .

  • Mondelli Francesco

    (24 aprile 2014 - 19:07)

    Innanzi tutto complimenti per la quasi totale presenza dei produttori irpini e per la dettagliata descrizione con relativo punteggio di tutti i vini in degustazione che di sicuro non deve esservi costata poca fatica.Con piacere riscontro una certa corrispondenza con gli appunti dei miei assaggi per cui mi sia permesso chiedere se la differenza di punteggio tra la 2006 e 2004 di Perillo ha per voi una qualche spiegazione.Personalmente ho fatto mia la lezione del professore Scienza che ripeteva spesso come dopo un’annata difficile com’è stata ad esempio la torrida 2003 La vite pagasse anche nell’anno successivo lo stress a cui era stata sottoposta.Attendo con piacere pareri in merito a ciò ma anche sull’intero evento.FM.

  • Antonio Di Spirito

    (24 aprile 2014 - 21:31)

    Per quanto mi riguarda, rivedendo i miei appunti, aldilà delle giuste considerazioni da te riportate sull’andamento dell’annata (avendo fatto la degustazione alla cieca non mi ero posto il problema) , posso dire che la differenza tra i due vini sta nel fatto che la 2004 era un pò “stanco” ed il tannino importante ruba spazio alla lunghezza del sorso; mentre la 2006 è brillante e piacevole sia al naso (più variegato e intenso nei profumi) sia in bocca, dove, nonostante l’importanza del tannino, si rivela molto persistente.

  • Cristina Masut

    (4 maggio 2014 - 20:36)

    Grazie bel lavoro , grande degustazione, peccato avrei voluto sapere come giudicavate qualche aglianico o Taurasi di grande e antica tradizione come ad esempio il Campoceraso Struzziero

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