Curiosità
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Colpo a Tripadvisor, ristoratori hacker aggirano i filtri e fanno finte recensioni come quella del kebab di Scabin

21 settembre 2014

Tripadvisor bucherellato

di Giustino Catalano

Se non fosse stato grazie ad una segnalazione di Marcello e Simona Trentin, patron e chef del Ristorante Magorabin di Torino, ai quali va un mio sentito ringraziamento pubblico da questo sito, probabilmente non ne sarei mai venuto a conoscenza della “prova provata” che Tripadvisor è un sito inutile.

Attualmente il colosso che conta oltre 15 milioni di accessi annuali è anche quotato in Borsa con azioni che viaggiano sui 98 dollari l’una.

Se questa notizia diverrà virale probabilmente il titolo crollerà, e di ciò me ne spiace, ma sono troppi i lavoratori che fino ad oggi, dopo ore di duro lavoro, sono stati massacrati da “frustrati incompetenti” che sfogano i propri insuccessi personali colpendo senza pietà, spesso con motivazioni più che risibili se non ridicole. Questo quando non è opera di concorrenti senza scrupolo e spina dorsale o di veri e propri gruppi organizzati che effettuano operazioni di denigrazione a pagamento per conto terzi.

Ma torniamo alla gustosa segnalazione
Un intelligente burlone si è registrato sul sito con il suggestivo nome di MavaFankkulo e ha cominciato a postare recensioni (tutte a pieno punteggio onde non danneggiare nessuno) di luoghi dove non è stato di luoghi dove magari è stato confondendoli con locali limitrofi o di fantasia di tutt’altro genere, terminando ogni recensione con la frase più o meno standard “i filtri di Tripadvisor non funzionano e nessuno controlla”.

Risultato? Le recensioni stazionano al momento lì, libere di essere lette da chiunque.

Il focus dell’utente si è concentrato su locali molto noti. Così il Combal zero di Davide Scabin, con il titolo “Ci è piaciuto tantissimo” in poche righe viene confuso, con un forse, con il vicino locale che serve kebab!

Combal Zero

Non va meglio all’Osteria Francescana della quale, nella lingua madre del sito ossia l’inglese, viene detto di non esservi mai stati.

Osteria Francescana

Pomodoro e Basilico, nota Pizzeria di San Mauro Torinese (TO) di Patrick Ricci, viene osannata come il miglior “Ristorante cinese di Milano” dove accanto a un gran buffet è possibile degustare un’ottima anatra!!!

Pomodoro e Basilico

Si può continuare ma non vi lascio il gusto di andarvele a leggere e, se avete piacere (senza che questa sia un’esortazione a farlo perché rischiereste di danneggiare il sito! :D :D :D) di provare voi stessi con un nick name fasullo.

In tanti anni di Tripadvisor o, come scherzosamente lo chiamo io “Trippavviso”, ho visto e letto della rabbia di tanti che si trovavano spesso a dover combattere anonimi nick name che, con false dichiarazioni da codice penale, li avevano distrutti o posti in cattiva luce. Si è tentato di tutto per limitare di danni. Chiedere la cancellazione come ha fatto Francesco Russo de La Locandiera di Bernalda (MT), avvisare i propri clienti che le recensioni, anche se positive, su Tripadvisor non sono gradite come Leonardo Lacatena de L’Osteria dei sassi di Matera o, finanche, ricorrere all’avvocato (con ulteriore dispendio di danaro) come molti altri. Alcuni hanno preferito scrivere alla sede, altri rispondere all’utente deficiente di turno, perdendo in entrambi i casi tempo inutilmente e aggiungendo qualche crocetta alle transaminasi per l’ulteriore ingrossamento del fegato.

Perché ciò accada è semplicemente giustificato dal fatto che fondamentalmente siamo un popolo di pecoroni.

Se dico che Tizio fa schifo finirò con il tirarmi qualcuno di sicuro dietro che la penserà come me benché non vi sia mai stato. E’ quel genere d’uomo che il comico Maccio Capatonda ha ben rappresentato in un bellissimo video su Youtube dal nome “Italiano medio”.

E’ palese che l’unico vero interesse di Tripadvisor è solo quello di incrementare il valore delle azioni in borsa. Minimo sforzo (quello dei mentecatti che scrivono sul sito) massimo risultato (le quotazioni delle azioni che crescono).

Per concludere, però, no0n senza ricordare a chi ha impeti giornalistici e da recensore di guide che una delle regole è “se non piace non si recensisce”, mi pregio di segnalare la recensione di tal Giuseppe Betlemme che costretto nella sua città a riparare con il neonato primogenito in una grotta con un giaciglio lamenta di essere stato disturbato da tre extracomunitari nel cuore della notte che hanno tentato di vendergli oro, incenso e mirra……

Giuseppe e Maria

Eppure basterebbe mettere nome e cognome dei recensori in chiaro. Le azioni continuano a salire e i mentecatti continuano a sfogare, ma assumendosi le proprie responsabilità.

Evidentemente il cervello americano nelle Leggi di Darwin ha subìto uno sviluppo in meno.

Buona recensione a tutti!

90 Commenti a “Colpo a Tripadvisor, ristoratori hacker aggirano i filtri e fanno finte recensioni come quella del kebab di Scabin”

  1. Sergio Cima scrive:

    Diffondere e condividere è obbligatorio. Da applauso!

    • Giustino Catalano scrive:

      Grazie!

    • Letizia scrive:

      Scrivo recensioni su tripadvisor,ho dovuto scrivere delle recensioni negative, ma le recensioni sono frutto di un vissuto personale, e sono da trattarle come tali. Mi sono affidata di alcune recensioni più che positive e ho preso una fregatura pazzesca, oltre a scrivere la recensione ho scritto anche al proprietario del ristorante il quale ( Italiano) in un italiano molto stentato mi ha risposto in modo maleducato ed arrogante. La miglior pubblicità viene fatta dai clienti, se su 1000 avventori 900 scrivono delle recensioni positive, forse il posto tanto male non è,lo si prova e se è una fregatura bè la seconda volta non mi freghi più. I cari ristoratori dovrebbero essere più umili e accettare le critiche quando ci sono e non devono nascondersi dietro delle scuse infantili. Sono anche da valutare cosa viene scritto, una persona che ha un parere poco positivo perché le tende non sono di suo gradimento, non è molto attendibile…… . Non è con tripadvisor che i ristoratori / albergatori hanno dei problemi lavorativi…. dovrebbero essere più umili e capire che spesso sono loro che non funzionano…….. non si può vendere ciò che non è…

      • Roberto scrive:

        Sono un operatore del settore, ed onestamente non condivido l’operato di Tripadvisor ne tanto meno, di tutte quelle persone che scrivono le recensioni.

        Sono stato educato e mi hanno insegnato che se una cosa non mi piace oppure ho da lamentarmi di qualcosa, di farlo subito, in maniera diretta con le persone interessate o responsabili di tale mio malcontento e non a mandarglielo a dire a posteriori tramite terzi.

        Secondo me è più corretto se un cliente manifesti il suo malcontento, da subito con il titolare dell’esercizio, sia esso di un bar, di un ristoarnte di un hotel, o di un qualsiasi altro servizio pubblico, senza andarsi a nascondere dietro a un mero nickname.

        Sono anni che tutti sanno che questo sito di recensioni è solo una macchina per fare soldi, ma poi tutti vanno a scriverci le recensioni

        • Roberto scrive:

          Roberto, sono d’accordo con lei ma chi le ha detto che le persone che scrivono le recensioni non si siano ANCHE lamentate personalmente? Inoltre, le recensioni sono anche POSITIVE mentre leggendo il suo commento si è portati a pensare che siano solo negative (certo, le negative sono quelle che infastidiscono di più).
          La recensione, positiva o negativa, la si fa per condividere pubblicamente la propria impressione.
          Personalmente cerco sempre di essere oggettivo e mai maleducato, poi è chiaro che ci sono gli estremi (come in tutti gli aspetti della vita del resto).

      • suca scrive:

        se scrivi recensioni come sta cosa che hai appena scritto, piena di errori grammaticali stiamo freschi. perché non vai a fare la bidella, come tutti gli analfabeti? così non fai danni

  2. Andrea scrive:

    Secondo me, invece, Tripadvisor è uno strumento che può risultare utile, sempre tenendo conto che ci possono essere personaggi fantastici (come quelli descritti sopra) o comunque del tutto incompetenti che recensiscono qualsiasi luogo. Il ragionamento e le critiche che vengono rivolte a Tripadvisor potrebbero essere rivolto allora allo stesso Internet (inteso nella sua globalità e complessità), ricco di notizie farlocche e del tutto inventate da quando è esistito; l’esempio più banale che mi viene in mente di fare, per vicinanza con i miei interessi, riguarda il campo scientifico: ogni giorno si legge un giornale online diverso (famose testate o blog-forum di scarsa importanza) che comunica la scoperta di un nuovo farmaco-cibo-abitudine che farà scomparire dalla terra una qualche malattia….Dovremo allora eliminare Internet perché ci sono notizie simili e grazie ad Internet vengono pubblicizzate-condivise-applaudite da cani e porci?!

  3. Fabrizio scrive:

    @Andrea
    Il tuo modo di pensare andrea, se allargato, potrebbe chiedere l’eliminazione fisica anche delle persone con cui si dialoga realmente De Visu. Chi non ha mai ascoltato qualcuno che ha un cugino “che ha fatto questo e quello”. Il tuo ragionamento non sta in piedi perché nel caso di notizie bufala di farmaci o quant’altro, sono panzane che non riguardano nessuno, al massimo illudono. Nel caso di trippa-advisor ci sono in mezzo delle persone reali, con riba a fine mese, mutui, 16 ore di lavoro sulle spalle, dipendenti e tasse da pagare, mentre dall’altro il completo (e impunito) anonimato. Direi che la sproporzione è abbastanza evidente. Se il forum tripadvisor chiedesse ai ristoratori il consenso ad essere recensiti, con le regole attuali, e alla risposta affermativa, nulla da ridire. Ma il fatto è che i ristoranti non possono levarsi dal sito, devono sottostare alle regole solo per il fatto che esistono.

  4. magomarcello scrive:

    In realta’ qui la polemica del giusto o sbagliato, dell’utile o meno, non c’entra.. come sovente capita l’idea è buona ma poi viene usata male. Ormai lo sanno anche i sassi e l’ha scritto chiaramente anche Giustino.. basterebbe correggere il tiro da parte della dirigenza di trippa con piccoli accorgimenti: 1)nome,cognome e email obbiligatori e ben visibili di tutti i recensori, 2)obbligo di mandare in allegato alla recensione una scansione della ricevuta, 3)degli algoritmi piu’ severi che fungano da filtro in caso di recensioni palesemente diffamatorie, 4)l’eliminazione delle rece piu’ vecchie (ad esempio dopo un anno) e impedire che ne vengano scritte di nuove ma riferite ad esperienze troppo indietro nel tempo, 5) rendere meno cervellotico e piu’ agevole l’accesso ai recensiti per potersi eventualmente difendere qualora lo gradissero. tutto qui..

    • Luciano Pignataro scrive:

      Questi filtri che proponi rispondono alla ragionevolezza e hanno lo scopo di raggiungere un risultato. Per Tripadvisor l’essenziale non è la qualità e la veridicità della recensione, ma il numero di contatti ed è evidente che se diventa una cosa serie o anche leggermente impegnativa tendono a diminuire.
      Purtroppo è la logica dello share, della quantità, che dalla televisione si è trasferita in internet e verso la quale è molto difficile difendersi perché presuppone uan società più attenta, più colta, più laboriosa.

    • Cristina scrive:

      Se fosse così, grazie al punto 2, credo che il 50% dei 2.000 e passa ristoranti di Torino non potrebbe essere recensito! Sto
      scherzando naturalmente, ma sono d’accordo: obbligherebbe chi vuole essere su TA a comportarsi seriamente, che siano recensori o ristoratori.

      • Giustino Catalano scrive:

        Io credo che il vero problema sia la tutela di chi riceve la critica ingiustificata. Se leggo l’etichetta della nutella pubblicamente e ne critico la voce grassi vegetali potrò essere chiamato in causa per rispondere di quanto affermato ed eventualmente difendermi per le mie affermazioni sostenendo le mie ragioni. In Trippa non esiste per chi è criticato la chance di aver spiegazioni guardando in viso il proprio interlocutore. Il punto 1 è determinante per la serietà del sito e screma notevolmente la possibilità per idioti, senza scrupoli e detrattori frustrati di far danno. Non dimentichiamoci che qui c’è chi critica in maniera anonima chi fa impresa arrecando danni a fronte dei quali non è possibile far nulla.
        Va poi evidenziato che l’iscrizione è obbligata e chi non gradisce non ha mezzi per esser cancellato se non quello di dar soldi ad un legale. Come se venissi iscritto a mia insaputa a Forza Italia..orrore! :D

  5. Pasquale scrive:

    Sono d’accordo con Andrea.Secondo l’autore dell’articolo solo i sedicenti esperti possono arrogarsi il diritto di recensire? I comuni mortali devono solo seguire pedissequamente i consigli di costoro? Se mangio male mi è vietato diffondere la notizia sol perchè ci sono burloni o diffamatori o concorrenti che lo fanno per altri scopi? Non si può far di tutta l’erba un fascio.

    • Gerry Mustazzu scrive:

      Non mi sembra che l’autore dell’articolo abbia detto che solo i “sedicenti” esperti debbano recensire. Sta solo chiedendo trasparenza e più controlli per avere recensioni più serie,tutto qui.

      • Giustino Catalano scrive:

        Grazie Gerry..per me la recensione è diritto di tutti anche se chi è “sedicente” esperto, vale la pena di ricordarlo al Sig. Pasquale, se si trova in presenza di un locale che fa pena non ne scrive. Si chiama etica, professionalità, bon ton e intelligenza. Faccio più male a un ristoratore o albergatore se non ne parlo che se ne parlo male.
        L’esigenza di dir male ad ogni costo è tutta italiota e marcatamente di promanazione delle parruccherie di quart’ordine. Hic sunt leones!

    • leo scrive:

      non hai capito nulla, lasciamo perdere

  6. carmine scrive:

    Il post di Giustino e’ sacrosanto: nessuno mette in discussione il diritto alla critica di chiunque, esso e’ sacrosanto.ma essa deve essere alla pari, trasparente, certificata.non deve mai piu’ accadere che chi opera nel campo della ristorazione debba vedere vanificati i suoi sforzi se non la chiusura dell attivita’ da perfetti anonimi.ho visto studenti che a 5 euro hanno decretato il successo o il fallimento di un ristorante.cosi non va.rispondo ai tanti favorevoli a questa marchetta quotata in borsa di trip: ma voi vi fareste operare da un infermiere?chi scrive di cibo e recensisce ufficialmente lo fa mettendoci la faccia le sue competenze e la sua professionalita’.mica siamo diventati 56 milioni di esperti enogastronomici come spesso diventiamo 56 milioni di esperti di ogni cuollo di sasiccia?umilta’ misura e trasparenza e un web finalmente 3.0

  7. Gabriele Del Mese scrive:

    Qualche anno fa, quando probabilmente non c’era ancora questo blog, iniziò il fenomeno di internet, si transitò dai newsgroup che erano un fenomeno di nicchia a chat e forum che sono diventati fenomeni di massa. Nel 2001 nasceva Wikipedia, che dopo qualche anno diventò un fenomeno “rilevante” anche da noi. In questo decennio sono nati siti, forum e quant’altro che parlano di qualsiasi argomento: dalla medicina alla cartomanzia per finire a turismo e ristorazione. Una decina di anni fa il solo fatto di aver trovato una informazione su internet equivaleva, per l’appunto, ad una sacrosanta verità come se fosse pronunciata da un media tradizionale. Anzi per alcuni anni, essendo di tendenza, si riteneva internet più attendibile dei media tradizionali.

    Su tripadvisor ci sono decine, centinaia, migliaia di recensioni false. Come c’erano (e ci sono ancora) decine, centianaia, migliaia di consigli medici sballati su internet, o di recensioni “pagate in qualche forma” sui media tradizionali. E quindi ?

    Mi rendo conto che è un problema influenzare il mercato, ma tripadvisor (e i suoi colleghi in ogni settore) hanno portato enormi benefici così come il proliferare di blog e forum tematici (come questo).

    Chi offriva un cattivo servizio fino a dieci anni fa per la “legge non scritta” ma dannosa per i consumatori del “se non piace non si recensisce” ristoratori e albergatori (e non solo) potevano continuare a offrire pessimi servizi senza alcuna paura di perdere clientela. Un turista straniero che viene in Italia mediamente visiterà lo stesso posto non più di un paio di volte nella sua vita e comunque da solo il numero di persone che può influenzare su una cattiva esperienza sono davvero limitate. E così i buoni ristoratori e albergatori non avevano tutto questo vantaggio competitivo nei confronti dei vecchi, semmai mostri sacri “decadenti”.

    Sicuramente c’è un problema soprattutto per chi non frequenta internet ed è abituato a discernere le informazioni (già rimosse nel frattempo almeno quelle in questione) ma il vantaggio per il consumatore supera di gran lunga i problemi senza dimenticare che non ci sarebbe alternative nè valide nè migliori. Non è un problema di filtri o cose del genere. Ma di come si utilizzano gli strumenti (mi sembrano un pò gli argomenti di chi sosteneva la censura su internet perchè qualcuno aveva visto come fabbricare una bomba, o letto di come commettere qualche reato). Un coltello è sempre un coltello. In sè non è nè carne nè pesce. Se lo si utilizza per tagliare alimenti è un conto se lo si utilizza per affettare arti umani è altra roba. Ma mica i coltelli son dannosi !

    Fino a 5 anni fa che non era diffusissimo ho preso dei granchi esagerati. Alberghi rinomati ma fatiscenti, ristoranti con fama e senza sostanza solo per citare qualche esempio. Oggi posso dire che le strutture si avvicinano molto a come le immagino leggendo i giudizi su tripadvisor, forum e blog vari. Prima era un terno al lotto. 15 anni fa facevamo sopralluoghi di 1000 km per vedere lo stato effettivo delle strutture oggi non ne abbiamo più bisogno.

    Io nel locale in questione, di rivoli, leggendo i giudizi anche quelli positivi non ci andrei mai. Sarà un locale fantastico. Ma non è per me. E vedo che giudizi non lusinghieri arrivano da contributori con centinaia di recensioni in decine di città diverse. Non trollo o fake. Persone come me. Che quando vivono una brutta esperienza la prima cosa che pensano è di farlo sapere agli altri. E quando vivono una bella esperienza è ringraziare per l’ospitalità facendolo sapere agli altri. E che quando vanno in un posto osannato da tutti carichi di aspettative e poi pagando profumatamente si ritrovano delusi, intendono farlo sapere. Tutto qui. E’ la rete, baby !

    p.s. In fondo anche voi campate anche di share, numeri e pubblicità. Ironia della sorte: nel vostro spazio pubblicitario visualizzo un bel banner di TripAdvisor che mi suggerisce una sistemazione per il mio prossimo viaggio. Ora scappo che devo prenotare, dopo aver letto le recensioni.

  8. MavaFankkulo scrive:

    Ho la sensazione che molto spesso la recensione diventa una specie di “vendetta” per aver speso un po’ più del normale e forse anche per non aver saputo apprezzare la qualità di un pranzo o servizio. Sono molto comuni per esempio su TA i commenti sullo stile “non merita la stella Michelin”, come se le stelle le regalassero, o che qualsiasi persona avesse l’esperienza ed il criterio di un ispettore Michelin. Se non vi piacciono i criteri della Michelin non seguitela, a me non piace TA e non leggo le recensioni

  9. patrizia scrive:

    le recensioni fanno solo danni certa gente scrive solo cazzate,io ho una trattoria e ho dato tutto al mio avvocato x denunciare sia tripadvisor,che chi la scritte parlano di cose che non abbiamo mai cucinato perchè non le abbiamo in menù.e anche perche sono offensive.

  10. francesca scrive:

    Bene, diversità di opinioni, come è giusto che sia,
    per parcondicio però, sarebbe giusto che rimanga iscritto a tripadvisor chi lo ritiene uno strumento utile al suo buisness,
    chi lo ritiene lesivo dovrebbe avere il diritto di cancellarsi, diritto che noi non abbiamo.
    Non so che diritto prenda un sito, che sia un sito famoso in tutto il mondo o l’ultima ruota del carro,
    di prendere in ostaggio il mio marchio se io non voglio, per me non è legale.

  11. Alberto scrive:

    Fermo restando che con tutte le storture sottolineate (comprese quelle spesso sfruttate a proprio favore dai recensiti… cerchiamo di dirla tutta), tendenzialmente, mi trovo d’accordo con Gabriele del Mese; le recensioni indicate, che recano data compresa fra il 4 ed il 6/9/14, ad oggi (8/9/14) risultano rimosse…

  12. Ecchime scrive:

    Ahahaha la recensione di Giuseppe Betlemme è semplicemente fantastica!!! I lacrimoni mi sono venuti ahahahah. Genio! xD

  13. Paola della Rocca scrive:

    Dissento da questo attacco a ta io sono un recensore onesto e gran parte dei ristoranti che frequento li ho scoperti grazie a ta, ed è vero ci sono posti che hanno buone renensioni ma che per me non le valgono! Trip serve anche a far crescere ristoranti che danno cibi di scarsa qualità e servizi scadenti! Ci sono anche molti ristoranti che se ne sono approfittati infatti a volte ci sono non corrette ma demonizzare trip questo no! Ps non ho nessuna azione ho un buon naso e un buon palato e amo il buon cibo la buona tavola e la professionalità!

  14. jonsnow scrive:

    basterebbe imporre la registrazione con carta di credito o fattura come avviene per i gestori e vedrete come molti si cagheranno sotto di fare i furbetti

  15. fabrizio porciani scrive:

    Tripadvisor è utilissimo !!!
    Chi dice il contrario o è in malafede o non arriva a capire le dinamiche delle relazioni sociali. Peggio per loro.

  16. Graziella Zantedeschi Qualcuno sa dirmi come si fa a cancellarsi da Tripadvisor? Ho mandato varie e-mail di richiesta alla direzione di Tripadvisor ma non sono state prese in considerazione. Possibile che ci obblighino a rimanere senza la nostra volontà? scrive:

    Qualcuno sa dirmi come si fa a cancellarsi da Tripadvisor? Ho mandato varie e-mail di richiesta alla direzione di Tripadvisor ma non sono state prese in considerazione. Possibile che ci obblighino a rimanere senza la nostra volontà? E’ un abuso di potere e l’unico vantaggio ce l’ha Tripadvisor visto che le recensioni non sono attendibili…

  17. michele scrive:

    Cosa abbiamo dimostrato?? che TA è fasullo…ok ci stà pure…e quello che dicono i pseudo blogger?
    per non parlare dei pomposi enocritici gastrofighetti televisivi, ciò che dicono è legge, parlano di materi prime eccellenti e poi fanno la pubblicità delle patatine fritte…ma?

  18. leonardo scrive:

    Assolutamente vero, gestisco un b&b, faccio una fatica enorme a soddisfare le richieste dellla clientela, poi basta una recensione negativa molto spesso falsa ,mi e capitato, e crollano le prenotazioni. Un consiglio non iscrivete la vs attivita’ a trip advisor. Sono una enorme fregatura.

  19. Simona Ciccale scrive:

    Ho giusto scritto ieri un articolo sul mio blog, se TripAdvisor continua ad essere oggetto di denuncia per recensioni false, perderà credibilità agli occhi chi legge e quindi anche di chi scrive. Se il team antifrode si rimboccasse veramente le maniche , farebbe del bene a tutti. Ad oggi è solo un padellone di brodaglia inconsistente, e ve lo dico dopo 10 anni al fronte di battute del tipo “se mi fa un pò di sconto magari le lascio una buona recensione”….http://peralbergatori.com/2014/09/08/perche-tripadvisor-fa-male-agli-hotel/

  20. carmine corrado scrive:

    c’è un ristorante a Milano tale Taverna Parioli che continua a mettersi recensioni a favore
    per non far decadere il locale che a mio avviso e bello solo l’arredamento per il resto tutto un disastro dalla cucina ai titolari

  21. Alberto scrive:

    Questo post mi ricorda tanti altri simili letti su Wikipedia, in cui si enumeravano tutti i casi di informazioni fasulle presenti nel suo database. Il fatto che su tripadvisor si possa scrivere senza filtri è un limite ma anche una forza di qualunque risorsa collaborativa.
    Su mille persone che usano tripadvisor ci sarà un fesso che scrive stupidaggini, ma è uno contro 999 che contribuiscono a rendere più facile il compito a chi voglia mangiar bene in giro per il mondo. Io uso moltissimo tripadvisor quando vado in giro e, tranne pochissimi casi, mi sono sempre trovato bene, anzi devo dire che percentualmente ho ricevuto più fregature dalle guide turistiche tradizionali…

  22. Marco scrive:

    La battaglia di giornalisti gastronomici e ristoratori contro Tripadvisor è stucchevole: certo fa comodo ai giornalisti gastronomici avere il monopolio delle critiche, ed ai ristoratori avere – a volte – giornalisti amici o comunque giornalisti che prima di scrivere una critica negativa ci pensano mille volte. La verità è che Tripadvisor è mediamente utile se se ne fa un uso critico. Ad esempio se io vado in un ristorante stellato, ignoro le solite critiche di quelli che scrivono che hanno mangiato poco e speso troppo, le critiche di quelli che sono capitati li per caso etc, ma le altre – nella diversità delle opinioni – sono generalmente utili per farsi un’idea. Se guardo una pizzeria e ci sono 10 clienti che si lamentano dei tempi d’attesa, un po’ di verità ci sarò o no? se guardo il profilo di “Pomodoro e Basilico” (dove non sono mai stato) e leggo il proprietario rispondere in malo modo ai commentatori che pongono problemi a volte sensati (es. mancanza del latte per avere un caffè macchiato), mi faccio un’idea del locale e poi prendo una decisione…

    • Giustino Catalano scrive:

      Ma è possibile che vogliate rimanere anonimi ad ogni costo?
      Non la trovate una cosa da mafiosi di bassa lega?
      Mettete nome e cognome e rendetevi rintracciabili…no eh?… :D :D :D

  23. Pasquale scrive:

    @Giustino Catalano Quale corso di laurea,quale master universitario ha fatto ,da chi è stato unto il sedicente esperto capace di ergersi a giudice supremo rispetto alla plebe?Quale codice deontologico impedisce di valutare e giudicare negativamente e diffondere la cosa? È come se io dovessi operarmi al cuore e scegliessi di andare in Burundi senza saperne nulla perchè la pro fessionalità e la deontologia dei sedicenti impedirebbero di divulgare notizie dettagliate dagli addetti ai lavori, piuttosto che al Bethesda Hospital.

  24. Giustino Catalano scrive:

    Egregio Sig. Pasquale tanto per cominciare tra me e lei esiste una differenza di fondo. Io metto nome e cognome e lei solo il nome. Di Pasquale ne conoscerò almeno 500. Di Giustino Catalano digitando su Google ne trova uno. Me. :D
    Ora fatto quello che a Napoli si chiama “chi song je e chi si tu” La reinvito a rileggersi il pezzo e tentare di capirne la ratio. L’anonimato, e qui Lei ci rientra in pieno anche in questo post, non è garanzia di sicurezza se non per chi si nasconde. Dall’altra parte c’è un lavoratore che anche se lavora male ci mette tempo, soldi e sudore. Io non so di cosa viva lei ma chi ha un’attività vive di lavoro e il lavoro, anche di quello che spala cacca, lo si rispetta.
    Nessuno dice che la recensione sia consentita a pochi ma che chi la fa ci deve mettere nome e cognome e possibilità di essere rintracciato….mi sono riletto e mi è sembrato di aver scritto in italiano Le confesserò…
    L’etica è un principio divenuto molto astratto nel nostro paese..è quella che consente, in sintesi, alle persone perbene di metterci la faccia dietro un’affermazione e prendersene le conseguenze che eventualmente ne derivano anzichè nascondersi dietro un nome, o peggio ancora un nick name, e basta.
    Ma poi mi dica..ma lei che timore ha di mettere nome e cognome e recensire anche negativamente un locale? Dove è il problema? Teme la denunzia?..beh quello può accadere..sono i rischi del mestiere.. benvenuto tra noi! :D :D :D

  25. Alberto Fissore scrive:

    Ho lavorato nei ristoranti “prima come cameriere, poi ristoratore” per 30 anni, ho lavorato nei migliori ristoranti Hotel e navi da crociera del mondo, e posso assicurarvi che accontentare tutta la clientela è impossibile .Non capisco questa presa di posizione su TA.Se siete bravi e professionisti non avete necessità di preoccuparvi di giudizi negativi di clienti farlocchi… strano però che siano tali solo quando parlano male di voi. :-)
    Saluti.
    Alberto

  26. Pasquale Avino scrive:

    Chi song j lo so e lo sanno ma tu chi si?

  27. Sergio Cima scrive:

    Insomma, siamo all’ “arrivano i nostri”… Catalano si sa difendere da solo, a me interessa invece riflettere sulla capacità di lettura di alcuni commentatori, esattamente come si potrebbe riflettere sulle capacità critiche di alcuni recensori di TA. Ho riletto il post decine di volte, e mi sembra sempre più evidente, fino allo sfinimento, che ruoti attorno al fatto che la mancanza di filtri è grave perché davvero – ma davvero davvero – consente di scrivere qualsiasi cosa. Gli esempi riportati – quelli dell’apotropaico signor MavaFankkulo – sono ridanciani, ma su questo blog da tempo si porta avanti un discorso sulle falle di TA. Consentendo di scriverci qualsiasi cosa, ecco che sono stati documentati casi di recensioni a grappolo pilotate, di meccanismi di acquisizione o compravendita di recensioni da accettare obbligatoriamente, pena delle controrecensioni, ma anche critiche, soprattutto a ristorazione ad alti livelli, che se pur lecite sono comunque a loro volta criticabili, perché basate su principi come “la cacatella nel piatto”, la nuova cugina, e giudizi tipo “è buono/non è buono” che per ognuno di noi può significare una miriade di cose. Nessuno ha detto che è vietato criticare o recensire, purché sia dimostrabile la visita e sia possibile comprendere i criteri utilizzati; nessuno ha detto che esiste un gruppo di eletti che possono farlo e un gruppone di derelitti che li imitano senza titolo, sebbene tra uno che ha mangiato in cinquecento ristoranti e uno che è andato in cinquanta ci sia una differenza empirica incontestabile. Infine, dovrebbe essere un diritto incontestabile dell’esercente non risultare su TA, e dire che “è la rete, baby” non è per niente una motivazione. Ognuno ha il diritto di accettare quelli che ritiene i pregi della modernità e rifiutare quelli che ritiene i difetti. Quanto all’anonimato in generale, se sul form per i commenti di questo blog non c’è scritto esplicitamente “nome e cognome” non vuol dire esenzione, sta all’etica individuale. Di sicuro, col nome e cognome, fare i commenti a squadra diventa un po’ più complicato.

  28. chef scrive:

    per chi arriva in una città per la prima volta è chiaro che TA è diventato uno strumento essenziale. Altrettanto chiaro dovrebbe essere l’utilizzo di TA.
    Se vedi decine di review fatte da “clienti” che fanno 1 recensione e scompaiono è lapalissiano che sono false…chi mai perde tempo per iscriversi, ecc ecc per fare una UNICA recensione nella sua vita?
    Il primo strumento di controllo è quindi la nostra capacitá di “leggere” TA
    Ps: non sono d’accordo,con la frase di Giustino Catalano… “tutte a pieno punteggio onde non danneggiare nessuno”. I ristoranti vicini (e non) vengono ovviamente danneggiati visto che l’ottima recensione fa salire il ranking del ristorante falsamente recensito a scapito della concorrenza.

  29. Pasquale Avino scrive:

    Bravi @chef e sig.ra @Letizia.Da una unica recensione farlocca il sig @Catalano fa di tutta l’erba un fascio non essendo capace di capire chi è farlocco e chi è genuino.Come vede caro Catalano di Arboriana memoria io non ho problemi a dire chi sono.Se vuole posso aggiungere indirizzo,numero di telefono ,recapito di lavoro,conto corrente,iban,pin etcetcetc

    • Osteria scrive:

      Sono un ristoratore, nel mio caso in 11 anni di lavoro ho avuto poche recensioni sui Blog, anche prima di T.A. Da quando c’é T.A. Ho avuto un paio di recensioni negative, non manifestate in sala o al momento del conto: anche sul sito non é riportato correttamente ciò che hanno mangiato e quello che hanno speso solo affermazioni vaghe, nonostante siano “recensori Esperti” con parecchie recensioni alle spalle.Ho anche recensioni molto positive da persone con una sola recensione e vi assicuro che m’infastidisce parecchio il fatto che qualcuno possa pensare che siano artificiose, al punto che preferirei non averle. Credo che per correttezza si dovrebbe pubblicare ricevuta di pagamento, elenco dei cibi consumati con relativo prezzo nome e cognome. Il diritto di critica é sacrosanto, ma segue alcune regole basilari. I difensori di T.A. spesso lo dimenticano. E chi si trova male a casa mia dovrebbe dirmelo, a volte può’ succedere, parlandone il cliente può’ giudicare se il proprietario è in mala fede o no. Vivo in una piccola città e per fortuna sono conosciuto, ma se fossi in una località turistica credo che T.A mi metterebbe parecchio in ansia.

      • Giustino Catalano scrive:

        Osteria..ma farglielo capire è duro. E ancora nessuno mi ha risposto del perchè dell’anonimato.

  30. giuseppe mennella scrive:

    Per me, e questo vale sia per TripAdvisor che per Booking.com per citare esempi di siti dove gli utenti
    possono lasciare recensioni, vale la stessa regola che uso per i consigli che mi danno gli amici.
    Se conosco la persona e i suoi gusti posso farmi un idea sulla validita’ del consiglio chi mi viene dato,
    perche’ se di Caio conosco i gusti e la capacita’ critica di cibo, vino, alberghi, musica, cinema etc …
    diversamente e’ inutile.
    Lo stesso vale per i consigli e/o recensioni delle guide o da parte di giornalisti, forumisti e appassionati
    che scrivono sul web. Se ne condivido i gusti e con il tempo li ho trovati affidabili allora ne terro’ conto
    oppure tendero’ a non fidarmi.

  31. carmine scrive:

    Insomma TA e’ come un chemioterapico:dall efficacia mai dimostrata.

  32. Giustino Catalano scrive:

    @Pasquale Avino. Questa la tua recensione su La Lanterna di Somma Vesuviana (NA).
    La Lanterna
    Via Colonello G. Aliperta, 8
    2 of 5 starsOra di pubblicazione: 8 giu 2014
    “Non si può vivere di rendita”
    La qualità delle materie prime si attesta su livelli medio-alti ma ad un gradino più basso rispetto agli standard abituali. Ciò non toglie che se si vuole stupire ad ogni costo nascondendo i sapori delle suddette, con inguacchiamienti vari a base di crema di pistacchi di bronte,caramellati agrodolci di cipolla,sovrabbondanza di olio e condimenti e cremine varie che sono come il cavolo a merenda…ebbene bisogna ritornare alle origini e ritornare al cuoco precedente.

    Non dici cosa hai mangiato, non dici se esistono dei collegamenti logici tra l’utilizzo delle materie prime, il piatto e cosa propone in generale il menu. Non dici chi è lo chef. Non dici quanto hai pagato. Stabilisci che le materie prime sono di qualità medio alta (vorrei sapere in base a quali parametri). Condanni della cipolla agrodolce come se fosse una novità e a pochi chilometri da lì 2.000 anni fa la facevano già i nostri antenati. Non metti la copia della ricevuta fiscale e non dici quanto hai pagato….ma lko danneggi.
    Secondo te questo si chiama recensire..poi “inguacchiamienti”…..uno straniero come lo traduce?

    Ho capito tutto..non serve che ti dico chi sono…perdo tempo. ;)
    Signori..questo è Tripadvisor. Poi padroni di farvi tutte le pippe mentali a leggere tra le righe. Resta che chiunque può far male ad altri e senza dare giusto conto delle ragioni che lo spingono a farlo.

  33. Pasquale Avino scrive:

    Sicuramente io il conto lo pagai a differenza degli esperti o sedicenti tali.Gli “inguacchiamienti”, se considerati nel contesto , rendono benissimo l’idea anche all’eschimese di passaggio….Ma che parlo a fare…io song j e con questo chiudo l’argomento

  34. antonello scrive:

    sono iscritto da un bel pò di anni, forse quando non era così famoso, all’inizio recensivo…poi una volta nel recensire un pessimo hotel a Lacco Ameno fui contattato dai titolari che minacciarono di denunciarmi x difamazione se nn facevo togliere quella recensione, dove, secondo me, ero stato fin troppo tenero… la feci togliere ma da allora non scrivo più recensioni. ma quando sono in viaggio nn posso far a meno di leggere le recensioni…. a volte sono giuste altre no…ma comunque è un sito utilissimo

    • Lorenzo scrive:

      Mi dispiace leggere che tu sia stato addirittura minacciato di ripercussioni legali, comunque non devi temere queste minacce arroganti , anche perchè è la dimostrazione che la tua recensione era ed è vera!

  35. Lorenzo scrive:

    Evidentemente ci troviamo di fronte ad un esercito di frustrati e soprattutto pessimi buongustai dalle altissime pretese che non riescono ad essere moralmente onesti e/o obiettivi a tal punto dal doversi sentire obbligati addirittura a diffamare un’attività ristorativa(nella maggior parte delle volte).
    Poveri gli onesti e ligii al lavoro ristoratori che vengono scherniti, insultati e danneggiati da questi cattivoni di recensori.
    Ma per favore un po’ di serietà; non saranno le recensioni scritte da qualche buffone (ovvero qualche ristoratore frustrato e vendicativo) a far perdere di credibilità ad un sito che fa della fiducia nel consumatore/cliente/fruitore di servizio il suo punto di forza per elargire il discreto servizio qual è .

    PS esistono i voti utili alle recensioni ed i controlli incrociati che un potenziale cliente medio effettua nella scelta di un ristorante.

  36. Andrea scrive:

    La mia esperenza personale mi dice che TripAdvisor è un sito utile utilizzando tuttavia qualche accorgimento : dare maggior credito alle recensioni di chi ha fatto più recensioni, guardare le più recenti de esaminare attentamente quelle negative per coglierne eventualmente quegli elementi utili per la scelta.
    Concordo anche io che dovrebbe esserci maggiore rigore ma non dimentichiamo che non c’è attualmente un’altro strumento utile per cercare di evitare le “fregature” che ti circondano tranne alcuni forum interessanti.
    Io sono un contributore di T.A. nel senso che invio talvota delle recensioni ma ho cura di specificare sempre bene il giorno in cui sono andato a cena in un ristorante o il periodo di soggiorno in un Hotel. Cerco di essere il più razionale possibile perchè sò che dietro al lavoro della ristoratore c’è molta fatica e impegno ma è altrettanto giusto segnalare eventualmete storture o inefficenze perchè è l’unico modo che i consumatori hanno di difendersi ed è anche uno stimolo agli operatori per migliorarsi.
    Devo dire che come “recensore” ho avuto la fortuna di dare molto spesso dei giudizi positivi perchè per fortuna la qualità della nostra ristorazione è mediamente alta.
    Non recensisco ristoranti esteri perchè mi rendo conto che noi italiani siamo davvero molto bene abituati o comunque abbiamo un rapporto con il cibo molto più complesso rispetto a molti altri paesi.

  37. Gentile Luciano Pignataro, nel ringraziarLa per la gustosa notizia che gira da un po sui social, le segnalo anche he esistono organizzazioni che vendono recensioni positive alla modica cifra di €1000,00 per ogni 100 recensioni. Da titolare di attività ricettiva ho segnalato molte volte a trippavviso alcune strutture del mio territorio che ne fanno e ne hanno fatto uso, ma a nulla è servito. Una ulteriore situazione anomala di trip è questa: se una struttura ricettiva non è associata con un OTA (booking.com o altri simili) nello spazio aziendale e non di quella struttura compare una finestra che dice: “non riusciamo a trovare in rete i prezzi di questa struttura, vedi altro in zona” . Ora, nei profili aziendali e non, sono indicati all’interno dello stesso trip i prezzi. Questa politica viene portata avanti da trip per spincere le strutture ricettive tra le braccia delle OTA o per vendergli un servizio di prenotazione on line a pagamento. Il problema serio è che l’utente medio di trip queste cose non le sa ne ci ragiona ed il portale diventa necessario alla indicizzazione in rete dei profili in esso contenuti. Ulteriore dimostrazione di ciò è a pie pagina di questo blog. Se klikkate sul logo trip sottostante, compariranno su Itri, in virtù della geolocalizzazione , solo le strutture ricettive che hanno offerte in corso e servizi di booking on line. La mia non c’è. E sono al numero 2 comme beb.

    • Giustino Catalano scrive:

      L’utente medio di Trip ignora molte più cose. Parla con gli amici di come siamo schiavi delle multinazionali e poi le serve gratis con la recensione su Trip..peraltro in anonimato. Io questa cosa da camorristello alle prime armi dell’anonimato non riesco proprio a farmela scendere. Di cosa c’è da aver paura se si è detta la verità?

  38. Mimmo Gagliardi scrive:

    Sito inutile. Ma la recensione di Giuseppe Betlemme è da applausi. Attendiamo con ansia la recensione del Conte Ugolino per sapere se il suo fiero pasto è andato bene…

  39. Giustino Catalano scrive:

    Caro Luciano Pignataro, alla luce della levata di scudi dei recensori, mi chiedevo se potesse avere pari utilità un “Dipendentadvisor” ossia un sito dove, in pieno anonimato, recensisci la qualità del servizio ottenuto da un dipendente pubblico o privato in una data occasione.
    Già pregusto alla sola idea, per trasposizione da Trippavviso a Dipendentadvisor, recensioni del tipo “Dipendente cortese e a modo ma non sbarbato e con la scrivania in disordine” o “dipendente antipaticissimo. Da disoccupato e protestato ho chiesto un fido di soli 50.000 euro e me lo ha negato dandomi dell’inaffidabile. Non frequenterò mai più questa Banca!” … :D
    Leggevo più su di qualcuno che dava dello sgarbato al titolare di Pomodoro & Basilico di Torino per le risposte..ma cosa si può rispondere ad uno che ti prenota per otto specificando che mangerà solo una persona, forse due?
    Spesso chi va a mangiare fuori per il solo fatto che pagherà il conto si sente il padrone del locale a mò di piantagione di cotone della Carolina del Sud ante secessione.
    E poi tocca leggere inguacchiamienti…

  40. Pasquale Avino scrive:

    Il sedicente sig.Giustino s’è incaponito sull’inguacchiamiento, che tra l’altro onomatopeicamente suona pure bene, sempre se ne capisce il significato.Io invece mi incaponisco nel chiedere al sedicente, quando girovaga per locali,vista la sua fama, al termine del suo sublime gozzovigliare, il conto chi lo paga?

  41. Carlo Iaccarino scrive:

    In merito al problema del “controllo di autenticita'” della recensione, forse non e’ logicamente corretto mettere sullo stesso piano le recensioni di Trip con quelle di booking. Almeno a quanto leggo nei rispettivi siti, se io posso liberamente lasciare un commento su qualsiasi attivita’ presente su Trip, per lasciare un commento su Booking DEVO avere (almeno) prenotato e, comunque, a chi prenota, DOPO il “soggiorno” Booking manda una mail con l’invito a commentare.
    Detto questo sulla diversita’ di meccanismi, preciso che non ho MAI lasciato alcun commento, ne’ ambisco a farlo, preferendo – se davvero mi sta a cuore l’andamento della struttura – interloquire di pro e contro direttamente col titolare.
    Mi va di segnalare, pero’, un aspetto che non mi pare indagato neppure nell’articolo: la diversita’ “culturale” delle critiche. Spesso indago gli alberghi (con booking) e, si’, mi “leggo” anche i commenti, ma tendo sempre a cercare quelli NON italiani, che mi appaiono SEMPRE piu “autentici”, perche’ piu’ diretti e meno ampollosi, piu’ “concreti” e meno bizantini, piu’ genuinamente “segnalazioni” che non reazioni alla lesa maesta’. Si tratta di una differenza che noto anche nei forum, dove litigiosita’ e “chi si ttu e chi song’je” e’ un tratto caratteristico tutto nostro: non e’ che siamo noi Italioti ad essere piu’ propensi (sia all’imbroglio che) al “protagonismo”? Magari sara’ solo esterofilia d’accatto, ma io una certa congruita’ ce la vedo…
    Omaggi
    Carlo Iaccarino

  42. angela scrive:

    Recensisco su Tripadvisor ormai da tempo, non ho fatto molte recensioni ma ho comunque cercato di dare il mio contributo, sono convinta anche io che in alcuni casi, che questo sito venga adoperato per danneggiare questo o quel locale, ma sono dell’idea che questi personaggi siano facilmente identificabili, a me è già successo più di una volta di notare stranezze e alcune volte segnalarle.
    Nel corso degli anni, ho sempre usato Tripadvisor per cercare locali per mangiare, hotel ecc….. e devo dire di essermi sempre trovata bene, quindi non capisco tutto questo can can, sono solo io la fortunata?Non credo.
    Comunque ricordo agli esercenti che sono liberi di dare risposta ad ogni recensione poco corretta e in più di farne segnalazione direttamente a Tripadvisor.
    Saluti
    Angela

  43. Pasquale Avino scrive:

    Io,tra chi song j e chi si tu,sicuramente sono tra quelli che il conto lo paga.Mò,vogliamo mettere un retroterra culturale,una innata capacità a capire e conoscere le bontà culinarie del territorio e non,una preparazione ottenuta sul campo di battaglia in prima persona? Tutte qualità che non mi fanno sentire da meno dei sedicenti e non,con la differenza che io alla fine il conto lo pago a differenza dei sedicenti e non,che non so se lo pagano pure loro o sono pagati….maggia ‘ncapunit caggia fà.Inguacchiamiento per inguacchiamiento almeno io certamente non rimango mai inguacchiato pur di scroccare in nome di sedicenti pseudo improvvisati sacerdoti delle papille gustative.Anzi il diritto di giudicare deve essere solo di chi alla fine mette mano alla tasca e non da altri.In tempi non mistificati,quando la signorilità ed il buon gusto la facevano ancora da padrona,si raccontava che gli ispettori della guida Michelin o della guida dell’Espresso ,non si presentavano mai se non alla fine del pranzo e solo dopo aver pagato.Oggi funziona cosi? CHI PAGA?

    • Giustino Catalano scrive:

      Sig. Avino io sono noto per pagare sempre tutto. Tasse incluse. E talmente bene che il Direttore dell’Agenzia delle Entrate dovrebbe venirmi a fare le pulizie a casa.
      Inutile insinuare fandonie e rischiare figuracce quando basterebbe chiedere in giro sul mio essere integerrimo come tanti del settore. Il mito del “non paga e scrocca” è il sottintenderlo è atto da frustrati quanto quello della recensione anonima.
      Mi occupo di cibo da 33 anni a buoni livelli riconosciuti ufficialmente sopratutto presso gli stessi chef e con riscontri di pubblico che non necessitano neanche di controprova. Nel “chi song je e chi si tu” va annoverato, non da ultimo, che io scrivo in italiano e lei no. Che se recensisco un locale (solo se mi è piaciuto – regola delle persone perbene e rispettose del lavoro altrui) lo faccio con attenzione e minuziosamente e se ho da ridire su qualcosa chiamo lo chef o il proprietario e lo dico seduta stante e non dopo essermi nascosto nel calduccio di casa mia al sicuro da una replica che potrebbe anche non piacermi.
      Ho recensito per la Guida Osterie d’Italia per 12 anni di seguito lasciando solo quando ho cominciato a svolgere la mia attività di consulente enogastronomico, dopo oltre un decennio al nord, qui al sud per incompatibilità oggettiva (me la sarei cantata e suonata da solo). In merito alla sua ultima domanda su chi paga Le dico che paga sempre il recensore richiedendo ricevuta. E ciò perchè quando invia la recensione (positiva o un report negativo, aggiunge alla propria fattura la ricevuta e la scheda di rimborso spese viaggio. Trattandosi di attività editoriale va fatturato tutto presso l’Editore.
      Ancora devo sentire di Case editrici condannate per pagamento in nero dei recensori.
      Tutto ciò solo per rischiararle quella nebulosa che le circola dinanzi agli occhi al riguardo.
      Per terminare, e qui la stupirò, sono concorde con lei che chi paga abbia il sacrosanto diritto di muovere critiche ma insisto nel dire che lo deve fare dando prova della sua presenza nel locale (ricevuta del pasto consumato) e mettendo nome e cognome. Lei a quanto pare lo fa in parte (nome e cognome)…il come è discutibile ma rientra nell’ormai nostro simpatico “chi song je e chi si tu”.
      Le auguro una serena domenica..e, simpaticamente, non si “inguacchi” con il ragù! :D

  44. Carmine scrive:

    Insomma “trippa” non serve ad una mazza,uno strumento anche abbastanza obsoleto(usato particolarmente da 50enni,quelli per capirci che si sono svezzati “elettronicamente” con le prime chat dove restando anonimi potevano “amoreggiare” anche non virtualmente un po dove capitava,questo accadeva fino a dieci anni fa)anche perchè i “nativi digitali” hanno come paradigma la rete non più via di fuga breve.questo è il concetto di anonimato,insomma,il tradimento come categoria dell’essere.questo è ciò che penso.penso altresì che fatto salvo il diritto di critica, trasparente e individuabile,chi non ha competenze specifiche,debba riportare semplicemente il concetto mi è piaciuto oppure no,e’ caro oppure no,senza addentrarsi in oscene descrizioni sull’uso degli alimenti che il cuoco usa,a meno che non abbia avuto il buon gusto di parlare col ristoratore e col cuoco per provare a capire il perchè di quel piatto.in soldoni chi non capisce una mazza di quello che sta nei piatti ,per decenza,’s’addà sta zitt,anche perchè non ci vuole niente a mettere a figurella questi traseticci improvvisati dei 56 milioni di esperti di ogni cuoll e sasiccia.faccio esempio.la mia giornata di riposo mi metto in macchina e me ne vado a casalvelino e insieme a Germano(il frantoiano)mi vado a girare i suoi 34 ettari a Salella e Pisciottana,un po di Frantoio un po di Leccino,ed una rarità chiamata la “Bianca” cultivar antichissimo e inattaccabile dalla mosca.Lunedì ,in barba a tutti a tutti i disciplinari e alle pratiche agronomiche si comincierà a raccogliere ancora “acerbe” e molite entro 6 ore.inutile dire che il frantoio raccoglie premi sia nel fruttato medio che in quello spinto da anni classificandosi sempre tra i primi tre in italia.un lavoro massacrante fatto di passione su terreni impraticabili.quello è l’olio che uso.pochi mesi fa un facoltoso cliente su un taglio di alalonga scottato chiese dell’olio,ed ebbe la bottiglietta di Salella(il pluripremiato) aggiunto dal cameriere nella quantità da non risultare debordante.ebbene il facoltoso incomincia a sbraitare,che quell’olio talmente era “acido” che gli “bruciava” la gola e sapeva di “carciofi amari” tanto era cattivo.mi sono preso il piatto e le posate,gli ho infilato con garbo la giacca e con un gesto della mano l’ho salutato amabilmente(con la faccia soddisfatta di tutti gli altri presenti).è arrivata puntuale la recensione su “trippa” che invitava, in chiusura, i nas a verificare i nostri oli “rancidi”.ed io dovrei permettere ad uno che ha mangiato sempre “nei plateau delle 500″ anonimo e ignorante come una capra di esprimere giudizi di merito su fatti e cose che ignora totalmente?guagliù senza offesa…ma mangiatevi pastina e dado knorr e nascondetevi su trippa!

    • Sergio Cima scrive:

      Anche qua l’applauso ci sta tutto. Un vero problema che però si tocca poco, per non passare per quelli che teorizzano differenze tra le persone. In realtà col gusto non si nasce, è una capacità, e quindi ha bisogno di esercizio e di ripetizioni, tante, ma tante tante. Quello che mi dispiace, oltre a questo virus di incapacità di lettura dell’italiano, è che c’è un tenore tra le risposte che recita più o meno così, “va be’, ma tanto le recensioni false si sgamano, se sai individuarle poi dopo il sito lo puoi usare”. Non ci si indigna per le recensioni false, le si ritiene una sorta di effetto collaterale congenito, e si insegna il modo di prenderle, come quando si diceva – o si dice ancora? – che per avere un servizio dalla pubblica amministrazione bastava la spintarella o la busta e tutto sarebbe andato liscio, ritenendolo normale e accettabile.

  45. Mirco Mangianti scrive:

    sono proprio contento!!! dopo anni che mi sforzo di far capire che trip advisor è una bufala e che non riporta il vero, adesso finalmente avrò un’arma per poterlo anche dimostrare! non è possibile che si vedano ristoranti cinesi e mediocri rosticcerie o paninerie ai primi posti in classifica davanti a ristoranti famosi o di qualità e serietà decennale o in alcuni casi cinquantennale. mi stupisco che, gente che abitualmente mangia cibo surgelato o in scatola che sia diventata critico culinario talmente esperto da poter commentare il menu di un ristorante albergo trattoria ecc,

  46. Pasquale Avino scrive:

    L’ultima parola è dei pavoni….gliela concedo

  47. martina scrive:

    Personalmente non ho mai seguito i consigli di Trip Advisor, ho avuto modo di leggere delle recensioni sui posti che consco bene e non essendo per nulla d’accordo o spesso allucinata da quello che la gente scrive, non trovo motivo per fidarmi riguardo i posti che ” la comminity” suggerisce.Sinceramente mi fido del giudizio di poche persone che conosco e prima di valutareil giudizio di qualcuno..valuto la persona che giudica. Quindi la devo conoscere. Da come noto questo portale e’ uno finestra per il popolino frustrato che si sente per un attimo il dio in terra,… lo trovo deprimente.

    Viaggio tanto anche per lavoro e vedere esposti cartelli di certificato d’eccelenza di Trip Advisor , mi fa spesso cambiare ristorante. Trovo il potere di questo sito web ridicolo, fatto di una comminity inesistente e anche li dove si puo provare una reale persona dietro il nick; poco credibile e trash.

    Mi dispiace per chi ci e’ coinvolto personalmente, ho dei amici che avendo un hotel si trovano delle recensioni che non sanno a chi attribuire o che sono totalemnte false con dei insulti anche personali. Immagino che non sia facile e trovo anche giusto che una persona si possa difendere anche legalmente davanti a questi episodi.

    C’e chi non puo viaggire o peggio uscire di casa senza consultare le recensioni dei posti dove va. Ma come siete messi?
    Ma prima di trip advisor avete sempre mangiato avariato e dormito nelle stalle?? Io no, sinceramente viaggio oggi come 15 anni fa. Mi piace leggermi la Lonley prima di partire, mi trovo abbastanza d’accordo con i giudizi dei loro scrittori, ne parlo con le persone che conosco (grazie a dio di amici e conscenti nel mondo reale ne ho tanti) e non me ne frega nulla di Trip Advisor.

  48. Eleonora scrive:

    Non per tutti è così … Noi su tripadvisor abbiamo tutte recensioni vere e grazie a queste abbiamo tanti clienti che vengono apposta! Non fate un gran calderone che così penalizzate anche le persone oneste!
    Grazie
    Eleonora

  49. Renato scrive:

    ….”TRIPPAdviso”….!!!

  50. Davide Catino scrive:

    Leggo le guide gastronomiche, ho amici che vi scrivono, quando viaggio compro la Lonely Planet del posto dove mi reco, soprattutto se estero, e alla fine confronto sempre tutto con Tripadvisor, su cui scrivo e da cui traggo regolarmente la decisione finale su dove andare a mangiare, tutto semplicemente leggendo cum grano salis quello che vi viene scritto.
    Ma è così anche con le guide, o no?
    Sulle guide ne ho trovati di locali recensiti (e di vini no? sulle varie guide che tutti conosciamo) che all’atto pratico erano delle fregature, così come ho trovato locali che sulle guide non trovavano posto ed invece erano decisamente ottimi.
    Ma quante guide e quanti libri ci sono, oltre le solite note guide gastronomiche, che scrivono colossali sciocchezze dove tutto e tutti sono buoni e papabili di premio?
    Dai su, chi è senza peccato scagli la prima pietra…
    Io ho dietro casa un ristorante premiato ripetutamente (non dirò da chi, ma non da Tripadvisor, dove non porterei il mio peggior nemico…

  51. Davide Catino scrive:

    …anzi, a ben dire, di ristoranti premiati (uno non più, oramai) ne ho ben due alle spalle di casa, in due strade parallele fra loro, e fanno uno più schifo dell’altro, e però almeno uno sempre premiato resta.
    Però Tripadvisor lo mette solo dopo il 90° posto, quindi a ben leggere si potrebbe riuscire ad evitare. ;-)

  52. Roberto scrive:

    Signor Giustino,

    Credo che lei abbia trattato l’argomento con eccessiva superficialità e leggerezza. Vorrei condividere con lei le mie osservazione così da mostrarle un punto di vista nuovo.

    Parliamo di fatti, innanzi tutto, perché essi non possono essere contestati ma solo discussi.

    Fatto #1: le persone sono diverse. Se ne faccia una ragione, Giustino, io sono diverso da lei e noi siamo diversi da altre persone, e così via.

    Fatto #2: In una collettività di persone diverse, si trova di tutto. C’è quello che mette una recensione a 5 stelle perché gli hanno servito il vino in un bicchiere diverso da quello appena usato per la coca cola e quello che mette una stella perché la sua bistecca che aveva chiesto a cottura media era invece tra media e ben cotta. Se n’è accorto certamente anche lei leggendo i commenti al suo post. C’è chi è spudoratamente d’accordo con lei:

    “Diffondere e condividere è obbligatorio. Da applauso!”
    “Il post di Giustino e’ sacrosanto”
    “certa gente scrive solo cazzate”

    chi esprime un commento moderato:

    “Secondo me, invece, Tripadvisor è uno strumento che può risultare utile”
    “Il fatto che su tripadvisor si possa scrivere senza filtri è un limite ma anche una forza di qualunque risorsa collaborativa”
    “Ho lavorato nei ristoranti […] per 30 anni […] e posso assicurarvi che accontentare tutta la clientela è impossibile. Non capisco questa presa di posizione su TA”

    e chi invece è totalmente contro di lei:

    “@Giustino Catalano Quale corso di laurea,quale master universitario ha fatto ,da chi è stato unto il sedicente esperto capace di ergersi a giudice supremo rispetto alla plebe?”
    “Tripadvisor è utilissimo !!!”
    “e quello che dicono i pseudo blogger?”

    Il fatto è che queste categorie di persone esistono e, in un contesto generalmente libero come è la rete, non vi è motivo di pensare che una categoria prevalga sull’altra per partito preso. La prevalenza quindi di giudizi alti (o bassi) rispetto agli altri è da attribuire solamente all’oggetto del giudizio, ristorante o hotel che sia. E questo, naturalmente, non lo dico io, lo dice la matematica.

    Fatto #3: su TA ci sono recensori seri (io mi reputo uno di essi) e non è difficile per un utente discernere una recensione falsa o stupida. Ad esempio la recensione su Betlemme (e qui le faccio notare la sua ignoranza sul portale. NON E’ “la recensione di tal Giuseppe Betlemme”, ma è la recensione di Giuseppe SU Betlemme, perché su TA si possono recensire anche i luoghi) fa ridere, magari andrebbe rimossa, ma non limita in alcun modo l’utilità del sito. Se lo immagina un turista che non va a Betlemme per aver letto quella recensione? Sarebbe da chiudere in manicomio!

    Adesso passiamo alle opinioni (per definizione contestabili e del tutto personali)

    Opinione #1: L’esperienza mi insegna che gli albergatori sono generalmente suscettibili rispetto alla qualità del servizio o del cibo. Pensi che una volta in un locale ho segnalato che della pasta al pomodoro (a buffet) era inacidita. Il cameriere negò sostenendo che non lo fosse. Ora, io la pasta non l’avevo pagata, era al buffet, semplicemente non l’avrei presa punto e basta. Io mi ero semplicemente preoccupato per gli altri ospiti (magari con un olfatto meno sensibile del mio) che avrebbero potuto manifestare problemi digestivi (con potenziali conseguenze legali per la struttura). Quanto costa un vassoio di pasta al pomodoro? Anche per scrupolo io l’avrei tolta, o no? No, perché la sua pasta doveva essere buona a tutti i costi. Così ragionano molti albergatori, purtroppo.

    Opinione #2: Tripadvisor fa soldi se il servizio che offre è, almeno in gran parte, attendibile e affidabile. Non si illuda che basti aprire un sito e scrivere delle baggianate per far salire il titolo in bosra. Il web è pieno di esempi di portali spazzatura, non credo servano esempi per spiegarglielo.

    Opinione #3: Quello che lei evidenzia non ha soluzione per il semplice motivo che non è un problema. Nessuno può impedire a nessuno di andare in piazza a esprimere un’opinione, purché nel rispetto delle leggi. Se io dico a tutti che Roberto è un imbecille, sono passibile di denuncia, ma se dico che non mi piace quello che Roberto ha scritto sto esprimendo un’opinione personale che non offende la persona. Un ristorante è un locale pubblico, quindi per definizione esposto al giudizio di tutti. Una volta c’era il passaparola, oggi c’è il passaparola digitale che per sua natura è più spietato (non c’è oblio, non c’è remissione, non c’è scampo) ma anche più equo (il bacino è ampio, il giudizio frutto di più opinioni).

    • Sergio Cima scrive:

      Nella sua sfilza manca l’unico – e ripeto l’unico – punto di cui parla l’articolo di Catalano, e che mi permetto – essendo “spudoratamente d’accordo” con lui – di ripetere con sfiducia: poiché non ci sono filtri e chiunque può scrivere anonimamente ciò che vuole su TA, è capitato, e probabilmente potrebbe capitare ancora, che fossero pubblicate recensioni false, scritte per screditare alcuni e gonfiare il successo di altri, a volte addirittura da organizzazioni capaci di “vendere” recensioni positive o adombrare ritorsioni a base di recensioni negative (tutto documentato, anche dai post su questo blog che lei potrà trovare digitando TA nella casella di ricerca in alto a sinistra). Riprendendo il suo esempio, è come se un tale qualsiasi, ai tempi del passaparola umano, parlasse con i suoi conoscenti millantando di aver visitato questo o quell’altro ristorante e, in base a come gli gira, ne dicesse bene o male, senza tuttavia averlo mai veramente visitato. Qui le opinioni e la libertà non c’entrano niente, qui c’entra saper leggere l’italiano e smetterla di far stridere le unghie sullo specchio.

      • Giustino Catalano scrive:

        Signor Roberto, concordo con tutte le sue considerazioni.
        La biodiversità (anche umana) è patrimonio di tutti e Viva Dio che esiste e come tale la rispetto.
        Ma torno al nocciolo della questione sul quale nessuno si “imbarca” in risposte: “perchè rimanere anonimi?”, “perchè non fornire prova della propria presenza in quel dato posto?”
        Poi ben venga anche la recensione negativa o castrante del locale. Non condivido la cosa ma ci sta in un discorso di biodiversità umana.
        Ma l’anonimato è e resta ingiustificabile.
        Le chiedo, in quanto essere ragionante e tollerante del pensiero altrui (come lo sono anche io) ma Lei come le considera le lettere anonime? Una porcata vero?..ecco la recensione anonima è come quelle lettere.
        Tutto qui.
        Poi se leggerezza v’è stata amen..ma la questione era tutta su questo punto..e su questo punto tutti coloro che mi sono contrari o tiepidi hanno taciuto.
        E la cosa la dice lunga…
        Le auguro una serena giornata.

  53. Pasquale Avino scrive:

    Bravo Roberto.Il problema è che,sia esso grande o piccolo,una volta conquistato un orticello,è molto difficile rinunciarvi.Vedere intaccato il prestigio dei soloni da parte di comuni mortali che magari esprimono giudizi contrastanti può far male e succede quello che sta sotto gli occhi di tutti.

  54. furbi scrive:

    L’unico modo per trasformare questa moda gossip in qualcosa di positivo è evitare di scrivere recensioni negative in modo scriteriato, offensivo, deleterio e vigliacco alimentando solo il giro di chi ne produrrà di positive solo per sopperire a questo fenomeno.
    Il problema non è l’affidabilità di Tripadvisor ma il danno che produce con le recensioni negative (non riconducibili).
    Certi utenti sono felici di causare danno con leggerezza, producono più recensioni negative che positive in qualsiasi soggiono, anzi a volte si accaniscono facendo cloni dello stesso soggiorno senza dare mai una spiegazione di nulla. Giudizi a 1 stella per puro autocompiacimento.
    Più sarete obiettivi (equilibrati, educati, intelligenti) e più fornirete un servizio come si deve.
    Tendenzialmente i posti migliori hanno molte più recensioni di altri posti.
    Se uno ha vissuto una buona esperienza è entusiasta di scriverlo, percui del tutto inutile il fatto di scrivere recensioni negative.
    Lo scopo qual’è? arricchire solo i migliori?
    Beh allora ragazzi comprendete il fatto che c’è chi lotta a rimanere in piedi.
    E fa tanto comodo un’azienda che offre servizi a basso costo talvolta, occore meno ipocrisia.
    Nessuno è perfetto, nessuno è abbastanza perfezionista.
    Dal momento che le norme di comportamento non sono mai rispettate basterebbe che il sistema si reggesse sulle sole recensioni positive. Ma che divertimento ci sarebbe poi a sfogarsi contro il prossimo?
    E farebbero gli stessi numeri?
    Riflettete se non è semplicemente un modo di “sfruttare”, più che un mezzo per lo stimolo e la crescita di aziende.
    Un’azienda che si fabbrica recensioni non è onesta ma gente che dileggia ed enfatizza con leggerezza lo è?

  55. Marco Bottigliero scrive:

    Premetto che non sono affatto d’accordo sul fatto che il titolo di TA possa scendere o variare per colpa di queste considerazioni dell’amico Giustino (ce ne sono mille altre simili in centinaia di lingue diverse e il titolo azionario non ne ha mai risentito), e mi permetto di raggiungere che utilizzo spesso (e volentieri TA) e non me ne sono mai pentito, ovviamente utilizzando alcuni accorgimenti, che vi elenco qui sotto ma che sono sicuro utilizzerete già tutti:
    1) i recensori top vanno considerati più degli altri e spesso sono davvero affidabili e veritieri
    2) preferisco un locale la cui distribuzione statistica di commenti sia concentrata tra le 3 e le 4 palline, rispetto ad uno che abbia tutti commenti a 5 stelle (lì è evidente che si tratta solo di parenti, amici, prezzolati, etc)
    3) i locali con moltissimi commenti hanno un livello di grande affidabilità, un po’ come avviene su booking per gli hotel con oltre 300 recensioni
    Aggiungo che è assolutamente vietato e illegale minacciare qualcuno di querela chiedendogli di rimuovere il proprio commento negativo, ed ha sbagliato chi si è lasciato intimorire dagli albergatori ischitani o dai ristoratori citati da Giustino.
    E’ altresì vietato pubblicare falsità o invitare a farlo, anche perché gli utenti come vaffankulo sono facilmente individuabili da TA tramite l’IP da cui scrivono.
    Chiudo aggiungendo che ho stretto amicizia con tantissimi ristoratori grazie a TA, con alcuni sono nate anche proposte di collaborazione al web o al social. L’ultimo di questi, dal quale torno ogni volta che posso e con il quale spero presto di cominciare a lavorare, è al secondo posto nella città di Cortona, con circa 2200 recensioni, moltissime delle quali in lingua straniera. Il primo e il terzo classificato in quella splendida località, hanno poco meno e poco più di cento recensioni.
    Ecco, se lavorassi a TA farei in modo da dare maggiore risalto al rapporto tra numero di recensioni di un locale e la sua posizione occupata in classifica, e soprattutto farei in modo da poter ordinare i risultati in base alla cucina, al rapporto Q/P, al servizio, etc…

  56. sara scrive:

    chepppppalllleeeee!!

    solo in italia, che ci lamentiamo di tutto e i servizi al turismo nenache sappiamo cosa siano, abbiamo da ridire cosi’ spesso su tripadvisor, solo in italia!

  57. mark scrive:

    Ma smettete di postare minchiate.
    Che solo per postare una recensione con le foto ci vanno almeno 4 giorni…Prima che arrivino i legali di tripadvisor e vi facciano rimpiangere di aver scritto cose non vere.

  58. Guglielmo Rossi scrive:

    Noto che nell’ elenco delle recensioni compaiono tutti ristoratori uniti da conoscenze reciproche. Non ne sono sicuro ma la possibilità che le false recensioni siano state messe da qualcuno del giro è molto alta.
    L’ unica cosa che trovo veramente un pò squallida è ficcare in mezzo in questo giochetto il Combal Zero e la Francescana che credo mai si abbasserebbero a perdere tempo con queste sciocchezze.
    E comunque sia se dobbiamo vedere le cose in modo obiettivo non è che la recensioni false tipo “Il Cambio” recensito dalla guida Michelin a locale chiuso e Chef non ancora arrivato o il locale di Eataly Milano recensito dalla guida Espresso ma ancora non aperto siano meglio di Tripadvisor. Per non parlare poi delle recensioni di foodbloggers e critici gastronomici che si comportano più da ufficio stampa del locale più che da critici obiettivi.
    Tripadvisor è vero pubblica recensioni false, ma per un fatto statistico se le recensioni sono tante quelle false tendono a pesare poco. Per me basterebbe obbligare i recensori a pubblicare lo scontrino come prova dell’ avvenuta visita al locale.

  59. la rocca olbia scrive:

    Ciao a tutti colleghi e non….ho anche io un ristorante ad olbia…..e quest estate sn stata vittima di recensioni false ma negative di cui la piu rcclatante e stato un nikname stellato 83 che ho poi srgnalato e denunciato alla polizia postale……altre recensioni palesemente inventate sempre negative con il solo intento di screditare me la mia cucina e il mio locale….ma che casino con queste cose solo che i recensori possono scrivere cio che vogliono…..di noi sanno tutto e noi come scemi dobbiamo solo subire perche non obbligare i recensori a pubblicare nome e cognome anziche nikname falsi e inventati??

  60. fulvio scrive:

    Trip advisor: banditi legalizzati.se un ristoratore nella replica ad una recensione usa parole leggermente piccanti, la replica non viene pubblicata. I clienti possono darti del ladro del deficiente ecc… E tutto viene regolarmente pubblicato. Che se ne vadano a fan culo tanto io ho sempre il locale pieno.A casa mia, cioè nel mio locale, faccio come mi pare, e se qualche cliente si lamenta per l’attesa o stronzate simili, se ne può andare a fan culo pure lui. Saluti

  61. Patrizia scrive:

    Leggendo alcuni commenti mi tornava in mente una domanda che da un bel pò mi “assilla”….ma come abbiamo fatto per anni senza trippavviso???? diciamocela tutta…purtroppo recensori onesti sono davvero pochi, la maggioranza è esaltata da pseudo cooking reality (come li chiamano) dove c’è l’illusione che siamo tutti potenziale chef (magari qualcuno mi spiegherà perchè, quando vado al supermercato, vedi i carrelli pieni di roba surgelata e di prodotti non nostrani…) e la recensione viene usata come forma di sfogo personale ed anche di ricatto (l’ho subito anch’io, rimandato subito al mittente).
    Non voglio demonizzare però è chiaro che manca una certa educazione e non è sempre colpa del ristoratore come invece piace far credere. E chi scrive non si rende conto del danno che provoca, anzi prova piacere.
    Personalmente toglierei l’arma della recensione ma il sistema è troppo avanzato e tornare indietro purtroppo non si può…si può invece ottenere degli accorgimenti più onesti dove nessuno, recensore e gestore, può bleffare.
    Primo togliere questo anonimato: se ho la cosidetta coscienza a posto perchè nascondermi dietro un nick?
    Secondo: allegare alla recensione copia della ricevuta/fattura dove viene provato ciò che dico (quante recensioni ho letto di prezzi esorbitanti quando invece non era vero? o di piatti mai mangiati perchè non presenti nel menu?)
    Terzo: scrivere la recensione entro un determinato periodo non superariore ad una settimana….anche in questo caso ho letto di visite vecchie di mesi e scritte recentemente…io, lettore di TA. a che pro dovrebbe servirmi una simile recensione? non mi dà nessun aiuto.
    Quarto e non da sottovalutare: un pò più di educazione, rispetto da parte di entrambi. Aiuterebbe non poco, altro che recensione. Ma qui mi rendo conto che siamo nella totale utopia.

  62. sergio scrive:

    Mi domando senza risposta del perché del dilagare di tutte queste manie di protagonismo che portano le più svariate persone a scrivere su quel sito pieno di marciume a buon mercato, non capisco la gioia interiore, l’orgasmo che si può provare nell’essere protagonisti di cotanto impegno e per dipiù nascosti dall’anonimato che è cosa da non sottovalutare se si paragona la critica alla vigliaccheria.
    Ma dico io, se qualcosa non va o se i Vs capricci non sono consoni al momento che vi regalate in un ristorante/albergo non fareste prima e con più bella figura ad esternare i Vs reclami direttamente alla struttura?
    Non pensate che chiunque possa avere delle pecche, delle imperfezioni, essendo esseri umani? A differenza di voi grafomani, menti eccelse, eletti degli eletti della perfezione specchio del vs parere personale? I gestori non sono coccodrilli che vi divorano!
    E se critica dev’essere, sia portata all’attenzione in modo schietto e democratico! Chiunque tende ed ha interesse a migliorare, sia secondo le proprie esperienze personali che dietro suggerimenti.
    E’ anche certo che l’assurdo venga deriso e lasciato cadere nel vuoto! Volete la pasta come la fa la vs mamma giornalmente? Le tende non sono del colore a voi gradito? O il tavolo non era costruito con i materiali a voi graditi? Il piatto non presentava come VOI avreste disposto le portate? STATEVENE A CASA! Nessuno vi ha obbligato ad entrare o soggiornare! Partite verso luoghi a Voi consoni, compratevi un’attività e modificatela a Vs gusto…tanto sicuramente non piacerà ad altri e questa è la realtà, ma non andate in giro dissacrare chi il lavoro lo paga sulla propria pelle per sopravvivere, atteggiandovi a critici gastronomici esperti turistici e occhi di lince! Usando metodi che nulla hanno a che vedere con le critiche costruttive ma portano palesemente alla diffamazione, al gioco alla distruzione di immagine con una cattiveria degna del più basso pettegolezzo da marciapiede. Questo siete diventati!
    Una volta si andava al ristorante tramite passaparola o scelta casuale che poteva essere azzeccata o meno, ma questi sono gusti personali! Oggi entrate già col telefono in mano, nemmeno guardate la donna che magari avete di fronte pensando al dopo di una bella serata, vi fiondate a fotografare piatti e scrivere che lo spaghetto non era il numero 5 come avreste voluto, e questo al giorno d’oggi vi riempie di protagonismo come se il locale fosse vostro, chiedete sconti ricattando recensioni e, gonfi di orgoglio provate orgasmo, l’adrenalina vi monta, dimenticandovi quanto una sana trombata possa essere più appagante in una bella serata, e se la vs compagna osservandovi schifata e offesa di così poca considerazione non ve la dà! Allora scatenate le vs rabbie represse sul prossimo senza preoccuparvi minimamente di chi sia….tanto siete anonimi! Sì, anonimi repressi e frustrati.
    Qualcuno qui afferma : “ho dovuto scrivere delle recensioni negative….” Ma chi te l’ha ordinato, il dottore? Parlarne direttamente no? Eccolo il coraggioso milite ignoto! Eroe nell’anonimato ma solo in quello! Succubi e servitori di un sito che altro non è che una portineria di basso livello, uno sfogatoio per repressi, dove le strutture son INSERITE CONTRO LA NS VOLONTA’ e senza possibilità di essere cancellati violando i fondamentali principi della proprietà, sito dove chi scrive ha diritto di insultare, citare nomi, e usare anche termini razzisti, mentre ai gestori non è permesso (pena il ban) usare il minimo termine o nome che non sia consono ai loro pseudo filtri e non devi usare oltre un numero limitato di parole!
    Sì, siamo inseriti a ns insaputa e contro la ns volontà ! E non come la maggior parte credono che ci siamo iscritti NOI! Questo è illegale, ma la sede di TA è americana e rispecchia con tutta la sua prepotente arroganza il marciume che la contiene. Usa i ns nomi per i loro beceri interessi, le vs repressioni e sfoghi a buon mercato per lucrare nella sua crescita sul mercato, non versano un solo centesimo dei loro proventi nelle casse italiane, tutto questo sulle spalle di chi lavora, si spacca la schiena, investe capitali, facendo il possibile per il cliente. E se questo non rispecchia i Vs personalissimi gusti voi ITALIOTI giù a dissacrare con il vs smartphone o PC!
    Davvero pensavate che il fatto di essere in quel porcaio di sito fosse scelta nostra? RICREDETEVI e fate un bell’esame di coscienza.
    Non vi piaccio o non volete venire nel mio locale? Chissenefrega! State a casa, nessuno vi ci obbliga!
    Le recensioni? Io non le voglio! Nemmeno POSITIVE! NON SCRIVETE! Siete stati bene? Ditelo! Qualcosa non va? Parliamone, potreste rimanere stupiti e arricchire noi con i Vs commenti e Voi colmati delle Vs lacune, questo si chiama dialogo, democrazia….non ve lo ricordavate vero?
    Venite tramite passaparola? Un sorriso in più e magari anche sconto, ma non venite dicendomi sono utente TA, recensore….rischiate di essere guardati in cagnesco e sicuramente il locale per voi sarà sempre al completo e senza posti disponibili