Un’anfora in casa Ciolfi: il Brunello del futuro? | Garantito IGP

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Un'anfora in casa Ciolfi
Un’anfora in casa Ciolfi

di Roberto Giuliani

No, non è un pesce d’aprile, oggi è il 2, e quella che vedete in foto è un’anfora sferica di 250 litri fatta di gres omogeneo e compatto, prodotta dalla →Clayver. Ma questo è un elemento secondario, quello che a noi interessa è sapere cosa c’è dentro: “C’è una selezione estrema dell’annata 2014“, mi dice Luciano Ciolfi di Podere Sanlorenzo, mentre sono nella sua cantina a Montalcino.
Hai capito? “E come mai questa scelta bizzarra?” gli chiedo, “non ti sarai mica fatto prendere anche tu dalla moda delle anfore!”.
Ma no, tranquillo, è semplice curiosità, mi interessa il fatto che è totalmente neutra, in pratica il sangiovese che sta qui dentro può sapere solo di sangiovese“.
E già, qui non ci sono gli influssi del legno, nuovo o vecchio che sia, barrique, tonneau, botte di rovere di Slavonia o altro. Il vino che, quando sarà il momento opportuno, uscirà da quest’anfora, avrà tutti i tratti caratteriali del sangiovese prelevato dalla vigna dove nasce il Bramante Riserva.

Ok, ma l’annata 2014 non sarà certo ricordata per la sua grandezza, semmai per aver ricevuto tre generosissime stelle, in virtù di una media che dice poco, visto che mai come in questi casi la differenza la fanno i microclimi e l’opportunità o meno di aver potuto raccogliere dopo le piogge di settembre e almeno una settimana di sole pieno.
Appunto!” mi dice Luciano, “io sono fra quei fortunati; certo poca produzione, ma la parte di uva che ho raccolto è molto buona, matura al punto giusto, sono fiducioso“.
Ovviamente si tratta di una prova, un test per vedere come si comporta il suo sangiovese in anfora, anche perché sono solo 250 litri, un vino ipotetico. Ma se verrà fuori qualcosa di grande, probabilmente verrà messo in magnum, bottiglie speciali per occasioni speciali.
Chissà il babbo, Paolo, cosa ne pensa. Quasi impossibile scoprirlo, è uomo d’altri tempi, taciturno, i suoi pensieri non si trasformano quasi mai in parole…

Paolo Ciolfi, il babbo di Luciano
Paolo Ciolfi, il babbo di Luciano

Ho provato a sondare il terreno anche con i gatti che abitano il podere, ultimamente sempre più magri, ma ho ottenuto solo fusa e ringraziamenti quando gli ho dato un po’ di formaggio, non si sono sbottonati neanche loro!

uno dei gatti di Podere Sanlorenzo
uno dei gatti di Podere Sanlorenzo

Comunque un assaggio dall’anfora l’ho fatto: anche se è evidente che è ancora in fase di assestamento, profuma proprio di sangiovese, fresco, floreale, con un tannino sorprendentemente già in buona amalgama con il frutto.
Insomma incrociamo le dita, ma se davvero viene un bel vino con la 2014, non è che Luciano vende le botti e diventa il Josko di Montalcino?

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