Chef al Buio al Bagatto

Letture: 155
il gruppo di Chef al Buio
il gruppo di Chef al Buio

Serata pirotecnica per il primo appuntamento di “Chef al buio”. Giovedì 26 marzo i degustatori intervenuti all’evento organizzato da Silvio e Franco Iaquinandi, rispettivamente figlio e padre, patron del ristorante “Il Bagatto” in collaborazione con “Ritratti di Territorio”, il blog e il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano, hanno assistito a un vero e proprio spettacolo i cui protagonisti sono stati i prodotti tipici campani, i cuochi e tutte le eccellenze del territorio.

“L’idea – spiega Silvio – è nata come al solito in una chiacchierata con Nunzia. È una simpatica provocazione per valutare la fiducia che la clientela nutre nei nostri confronti. Infatti, solo a cena iniziata, chi ha prenotato ha scoperto cosa avrebbe mangiato. In realtà, il menu è stato curato nei minimi particolari grazie alla professionalità degli “Chef al buio” che in questo caso sono stati tutti soci e componenti del direttivo dell’associazione cuochi Seml (Stabiesi, Equani e Monti Lattari) affiliata alla Fic (Federazione Italiana Cuochi)”.

È difficile infatti descrivere una serata dove ci sono stati eventi negli eventi.

A cominciare dalla sorpresa della giornalista Brigitte Esposito che ha dedicato una puntata di “Delicious”, il programma che conduce per “medianews24” di cui è direttrice Lucia Trotta, a “Chef al buio”.

Il menu formato da sei pietanze, dolce incluso, ha delineato un percorso per promuovere e valorizzare le potenzialità alimentari dell’Agro Nocerino-Sarnese, dei Monti Lattari e dell’intera Campania. Infatti, fondamentale per il gradimento del pubblico sono stati anche i vini che Silvio ha scelto di abbinare. Sì perché questo ragazzo, che sembra un gentiluomo d’altri tempi, predilige sempre la qualità al tornaconto economico e ha riservato per i suoi ospiti anche un delicato intrattenimento musicale a cura del famosissimo Emanuele.

Chef al Buio, i vini
Chef al Buio, i vini

E se chi ben comincia è a metà dell’opera, ad aprire la degustazione è stato l’aperitivo di benvenuto con spumante brut “Don Andrea 36 05” dell’azienda vinicola Santacosta di Giuseppe Pagano.

I vini dell’Azienda Agricola Cobellis invece sono stati i compagni di viaggio dall’entrée al secondo e sono stati magnificamente illustrati ai degustatori da Giuseppe Senatore, appassionato e competente promoter.

“Chef al buio” ha coniugato magnificamente sapori, odori e colori, a partire dal saccottino imbottito con broccoli friarielli e salsiccia su salsa di provola e dalla zuppetta di fagioli con spiedo alle due carni e trucioli di biscotto agerolese abbinati al vino Piscrai Igt Paestum Rosato.

saccottino imbottito con broccoli friarielli e salsiccia su salsa di provola
saccottino imbottito con broccoli friarielli e salsiccia su salsa di provola

 

zuppetta di fagioli con spiedo alle due carni e trucioli di biscotto agerolese
zuppetta di fagioli con spiedo alle due carni e trucioli di biscotto agerolese

Altrettanto particolari e curati sono stati l’agnello, il porcino e la zucca racchiusi in due tenere sfoglie su pomodoro ramato e il tortino di pasta e patate in crosta di pancetta con il suo cremoso accompagnati da Piscriddi Igt Paestum Rosso.

l'agnello, il porcino e la zucca racchiusi in due tenere sfoglie su pomodoro ramato
l’agnello, il porcino e la zucca racchiusi in due tenere sfoglie su pomodoro ramato

 

tortino di pasta e patate in crosta di pancetta con il suo cremoso
tortino di pasta e patate in crosta di pancetta con il suo cremoso

La stratificazione di maialino nostrano, carciofi di Schito e provola affumicata accompagnata da un rotolino di verza, ha incantato i palati. A valorizzarla ulteriormente l’Aglianico Cilento Dop Vigna dei Russi.

stratificazione di maialino nostrano, carciofi di Schito e provola affumicata
stratificazione di maialino nostrano, carciofi di Schito e provola affumicata

Le sorprese non sono state solo quelle del palato giovedì scorso. Quasi a fine cena, appena prima del dolce, Nunzia Gargano ha tributato il “Ritratti di Territorio Award Food”, un riconoscimento pensato da poco per chi adora e pratica l’enogastronomia. I vincitori sono stati: Silvio Iaquinandi, il padrone di casa del “Bagatto” e l’intera brigata di “Chef al buio” che ha elaborato e ha preparato l’intera cena.

Il premio senior è una coccarda con spaghetti, basilico e pomodoro in pannolenci su cui è ricamato il nome del vincitore; quello junior, invece, è sempre una coccarda su cui sono sovrapposti cucchiaio e forchetta con il nome del premiato. Entrambe le creazioni sono frutto dell’estro di una giovane artista paganese, Pina Collano, in arte Pinù.

Chef al Buio, premi
Chef al Buio, premi

La giornalista enogastronomica ha così presentato agli ospiti tutti gli chef che hanno finalmente avuto un nome e un volto e le altre attrici di “Ritratti di Territorio”, le giornaliste Maria Pepe e Barbara Ruggiero.

Emozione, simpatia e tanta passione sono state molto apprezzate.

Dulcis in fundo, l’omaggio a Totò, il babà napoletano su frutti di bosco, innaffiato dal Moscato “Don Andrea 36 05”.

omaggio a Totò
omaggio a Totò

Gli chef

Ma chi sono stati i veri protagonisti di un evento che sicuramente si ripeterà altre due volte in attesa dell’estate? Conosciamogli meglio.

Antonio Cascone, presidente dell’associazione Seml, è reduce dai successi di Casa Sanremo, è il mastro pasticciere.

Aniello Somma, vicepresidente dell’associazione Seml, docente di Enogastronomia dell’Ipseoa “R. Viviani” di Agerola, è il più amato dagli studenti che hanno il sogno di diventare chef. Appassionato, è un instancabile lavoratore. Si divide tra gli impegni scolastici, la famiglia e i corsi di aggiornamento professionale.

Luigi Malafronte, è il tesoriere di Seml, docente di Enogastronomia presso l’Ipseoa “De Gennaro” di Vico Equense, è fresco di podio poiché ha vinto la medaglia d’oro agli “Internazionali d’Italia 2015” di Massa Carrara nella sezione “intagli vegetali”. Macina chilometri quotidianamente al servizio della cucina tradizionale e creativa.

Antonio Tecchia, conosciuto da tutti come “il maestro”. La sua umiltà lo precede. Assistente tecnico di cucina presso l’Ipseoa “De Gennaro”, è uno degli chef e dei consulenti più apprezzati della Regione Campania. La presentazione dei suoi piatti lascia sempre il segno, soprattutto e “Tenuta Leone” in Calvanico

Luigi Nastro, segretario dell’associazione Seml, chef del locale di famiglia “La Costiera” a Sant’Antonio Abate, ha da poco riscosso la medaglia d’argento agli “Internazionali d’Italia 2015” di Massa Carrara nella sezione “intagli vegetali”. Gran lavoratore, è difficile distrarlo dai fornelli.

Benedetto Castellano, chef anch’egli, collabora attivamente con Luigi Nastro di cui è secondo chef, ma non si ferma davanti a niente. Lavora, lavora e non perde mai la pazienza.

Salvatore Vicedomini, giovane anagraficamente, ma già con un’esperienza ultradecennale. È parente d’arte, essendo il cognato di Luigi Malafronte. Lavora all’agriturismo “La Casa del Ghiro” di Pimonte.

Vincenzo Federico, 25 anni, ha conseguito il diploma presso l’Ipseoa “De Gennaro” di Vico Equense. Allievo di Luigi Malafronte, collabora con Antonio Tecchia

Maria Farricelli e Giuseppe Somma sono in classe insieme e sono allievi di Aniello Somma. Non si tirano mai indietro e quest’anno dovranno superare lo scoglio della qualifica professionale.

Salvatore Somma, allievo anch’egli dell’Ipseoa “R. Viviani”, è uno dei più noti dell’istituto. Studia quanto basta, ma è sempre l’ultimo ad abbandonare la cucina. Spera di diventare come il suo idolo, Aniello Somma.