Gravello 2001 Val di Neto igt

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LIBRANDI
Uva: gaglioppo e cabernet sauvignon
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Sarà perché la Calabria ci si presentò dietro l’etichetta Gravello tanti anni orsono, ma a nostro giudizio resta uno dei rossi bandiera del Mezzogiorno, uno di quelli che hanno cambiato la percezione rispetto ai vini del Sud. Sicuramente il blend autoctono-internazionale rivela l’incertezza e l’insicurezza del periodo, quando negli anni ’90 ancora non era chiaro in quale direzione muoversi, ma tutto sommato l’intuizione scontata altrove qui si è ben acclimatata e pur essendo un vino nuovo ha ormai già la sua storia da raccontare. Del resto se, come sostiene Vizzari, una cucina va inanzitutto giudicata per la sua bontà e in seconda battuta per la territorialità, lo stesso vale anche per il vino: il discorso produttivo indirizzato sugli autoctoni ha un valore di opportunità identitaria maggiore e dunque commerciale in più. Quando fu lanciato, il Gravello era figlio di altre discussioni e altre percezioni, si valutava se il Sud potesse o meno produrre rossi competitivi sul piano nazionale e internazionale e questo rosso, pensato da Severino Garofano, ne fu la conferma pratica come il Montevetrano in Campania. A distanza di tanti anni la vera curiosità e capire come i due vitigni abbiano interagito fra loro: all’inizio infatti il naso è quasi esclusamente Cabernet, come pure la beva, sostanzialmente morbida e pienamente fruttata. Ma con il tempo la musica cambia. Il 2001 che ha accompagnato la nostra Pasqua si è rivelato un vino anzitutto figlio dell’annata straordinaria, con un bel colore granato intenso e brillante, al naso la frutta ha acquisito una consistenza quasi eterea, restano le note balsamiche e le spezie dolci del legno, un po’ di liquirizia e cioccolato, parlerei di persistenza più che di intensità. In bocca la musica è invece decisamente cambiata perché resta protagonista assoluta l’inestimabile freschezza del Gaglioppo così come l’abbiamo sempre conosciuta: una freschezza integra, possente, vivace, che non sconfina mai nella sensazione di acido come pure talvolta accade invece con l’Aglianico giovane, una caratteristica che ha portato avanti sino in fondo la beva donandole al tempo stesso la necessaria piacevolezza, l’attualità del vino e la promessa di durare ancora per molti anni. La bocca è dunque decisamente più interessante del naso, che comunque dopo lo scaraffamento ha cambiato continuamente le sensazioni. Un rosso del Sud, dicevamo, per la potenza e il carattere. Da abbinare a piatti strutturati.

Sede a Cirò Marina, Contrada san Gennaro. Tel. 0962.31518, fax 0962.370542. Sito: www.librandi.it. Enologo: Donato Lanati. Ettari: 230 di proprietà. Bottiglie prodotte: 2.100.000. Vitigni: mantonico, greco, chardonnay, sauvignon, gaglioppo, magliocco, cabernet sauvignon