Garantito IPG. Grecomusc’ 2008 Campania igt, il bianco gentile e tosto di Taurasi

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Il Grecomusc (foto Viaggiatore Gourmet)

“Il cibo ed il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani.
Ogni lunedì, i tre blog di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti
Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani”.

Uva: Grecomusc’ dell’areale di Taurasi
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro franco cantina
Fermentazione e maturazione: 80% acciaio e 20% legno

Avete presente quelle persone di buon carattere, che ti lasciano entrare nel loro vallone in tutta sicurezza per poi chiuderti e dominarti? Ecco, così è questo bianco dal naso suadente, fruttato, meravigliose note di limone, erbe, in bocca non piacione, corpo robusto, fresco, sapido e lungo.

Ok, iniziamo daccapo. Anzitutto è già il nome ad ingannare, Grecomusc, ossia Greco moscio. Come mai? In primo luogo perché dall’Umbria in giù tante uve, anche diverse fra loro, si chiamano Greco per ovvie ragioni storiche. Moscio poi, interpretazione aziendale, per via del rapido decadimento del chicco da turgido e molle, molto simile ad un altro picoclo vitigno campano, il Coda di Volpe. Affinità confermata dalla ricerca del Dna. Il nome alternativo di zona è Roviello.

Perché oggi vi propiniamo questa beva?
1- L’estate va il bianco
No

2-Siamo extrafighetti in cerca di chiccherie
Per nulla

3-Siamo minoritari per natura
Anzi, cerchiamo il consenso

4-Siamo talmente affinati da individuare chicche straordinarie
Non esageriamo, è un vino buono come tanti anni in Italia.

E allora?
Il motivo è squisitamente politico. Mi sono rotto di piccole aziende che imitano le grandi e declinano Taurasi, Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina come Sarti Burnich, Facchetti, Bedin etc. Viva le cantine specializzate capaci di tirare fuori qualcosa di realmente autentico per diversificarsi.

Questo è il futuro delle piccole realtà italiane.

Sandro Lonardo

Allora Comtrade di Taurasi è una piccola azienda animata dall’enologo Maurizio De Simone, dal professore in pensione Sandro Lonardo e da Giancarlo Moschetti del’Università di Palermo. Il loro rosso è premiato ed elogiato da tutti. Cosa hanno fatto i nostri tre eroi? Invece di imitare altri famosi mettendosi a imbottigliare con uve non proprie Fiano di Avellino e Greco di Tufo per fare cassa, hanno puntato su un antico clone individuato nel 1998 e ci hanno lavorato sopra con pazienza.

Il risultato è interessante dal punto di vista scientifico. Ma anche e soprattutto per il consumatore appassionato: meno di 5000 bottiglie vendute franco cantina sui 7 euro di un vino di carattere, longevo, ricco e capace di sfidare il tempo come abbiamo avuto modo di veridicare in più di una occasione bevendo il 2004, prima annata ancora completamente fresca e rampante.

Questo, per noi, significa fare viticoltura di qualità. Non solo commerciale. Ma di qualità produttiva e commerciale.

Sede a Taurasi, via Municipio 41. Tel 081.5442457. Tel e fax 0827.74704. lonardos@libero.it. www.contradeditaurasi.it Enologo: Maurizio De Simone. Ettari: 5 di proprietà. Bottiglie prodotte: 20.000. Vitigni: aglianico, greco

Questo articolo è pubblicato contemporaneamente su www.lucianopignataro.it www.winesurf.it www.vinoalvino.org

2 commenti

  • Lello Tornatore

    (28 giugno 2010 - 11:32)

    Diventa diffile scrivere di questa cantina senza correre il rischio di destare retropensieri sospettosi :il sottoscritto, insieme ad altri amici e colleghi A.I.S., forma con Antonella Lonardo e Flavio Castaldo, rispettivamente figlia e genero del prof. Lonardo, un meraviglioso” gruppo di assaggio”che si diverte ad andare in giro “per vini” e”per prodotti tipici”. Gli ultimi due appuntamenti sono stati una mini-verticale di Terra di lavoro Galardi 2005 e 2001 abbinata al confronto tra salumi di maiale irpinio e salumi di maiale nero casertano (Pelatiello) e proprio martedì scorso siamo stati ospiti della Cantina lonardo. Abbiamo avuto l’opportunità ed il grande piacere di degustare dalla botte il Grecomusc’ 2009. Signori, che botta di zolfo al naso!!! Appena l’abbiamo messo sotto il naso, tutti si guardavano intorno per vedere… chi avesse acceso il fiammifero. In bocca lo zolfo si sente comunque, ma meno intenso e vira verso una mineralità ed una sapidità spiccata, nonostante la notevole freschezza. Ci è piaciuto tantissimo, come pure amiamo le bellissime persone che sono Antonella, Flavio e le due graziosissime “pesti” dei loro bambini.

  • Vignadelmar

    (28 giugno 2010 - 12:09)

    Io qualche mese addietro bevvi il loro 2007.
    Vino estremamente caratterizzato, tipico nel senso di molto molto particolare, con quel suo naso fra l’intrigante e il saturante…..fino al poter essere considerao fasidioso.
    Per me fastidioso non lo era, al contrario. Ad altri ha fatto storcere il naso, appunto.
    In bocca è molto diverso, parla un’altra lingua, sembra scisso e non sempre è un male. Bellissima acidità, mineralità, sapidità.
    .
    Ciao

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