C’è un segnale sicuro per radiografare una cantina. Non tanto per capire, badate bene, se il vino è buono o meno, quanto per leggere se costruire il futuro con serietà commerciale. Se uno che fa Greco inizia a fare Taurasi e l’altro da Taurasi mi fa il Greco significa, banalmente, che non credono fino in fondo al prodotto e si adeguano alle richieste di mercato.
Discorso dal quale esulano grandi aziende irpine, e giusto per fare nomi e cognomi le cito per evitare equivoci: Mastroberardino, Feudi di San Gregorio, Terredora, Colli di San Domenico, D’Antiche Terre, Colli Irpini, Di Meo e Antica Hirpinia. Qui le dimensioni giustificano la completezza del catalogo.
Se poi ci si chiede quali criteri hanno spinto alle assegnazioni della chiocciola eccone uno ben spiegato in Irpinia: Tecce impegnato solo con l’Aglianico, Milena Pepe pianta Coda di Volpe mentre tutti l’abbandonano e Contrade di Taurasi riscopre il Greco Musc. Vuol dire che queste piccole aziende, appena qualche migliaio di bottiglie, credono davvero fino in fondo ai loro prodotti e non vogliono scorciatoie commerciali per piazzarli.
La degustazione etica, capace di coniugare qualità organolettiche di un bicchiere con il contesto ambientale e il comportamento ecocompatibile, non può non tenere conto della serietà commerciale di lungo corso. L’appassionato con difficoltà arriverà sino a Taurasi, ma berrà una grande bottiglia. Ho passato un bel Ferragosto da Sandro Lonardo a bere il 2005 e il 2007, l’ultimo in commercio esprime finezza impressionante. Non mi dilungo in caratteri descrittivi, vi basterà sapere che è buono, ha note fumé tipiche del territorio taurasino, corpo, freschezza. Un clone di bianco rilanciato da un vecchio vigneto su cui è partita una seria ricerca accompagnata dalla sperimentazione. Boatos parlano anche di un interessamento della Mastroberardino e questo non potrà che giovare a questo bianco. Lo berrete sul baccalà con i cruschi, sapidità essenziale senza mediazioni ruffiane.
Sede a Taurasi. via Municipio 41. Tel 081.5442457. Tel e fax 0827.74704
lonardos@libero.it. Enologo Maurizio De Simone. Ettari: 5 di proprietà. Bottiglie prodotte: 20.000














“La degustazione etica, capace di coniugare qualità organolettiche di un bicchiere con il contesto ambientale e il comportamento ecocompatibile, non può non tenere conto della serietà commerciale di lungo corso.”. quoto e condivido da tempo questo pensiero, è il punto cruciale che manca alla nostra Campania e a parte del Sud per fare il gran salto : la coerenza e la fedeltà allo stile di produzione e aziendale, ricerca, impegno, verticalizzazione e archivio aziendale, laddove la tipologia lo consente e poi monitorare gli spostamenti del proprio vino sapere dove si vende e a quandto si vende per evitare qualsiasi tipo di speculazione che possa danneggiare i vignaioli. Riguardo al vino lo adoro sin dal primo assaggio , è fantastico in abbinamento e pura espressione di quei filari e del lavoro della “banda degli spostati” come il prof, Sandro Lonardo ama definire il loro affiatato grupo – famiglia composto da moglie, figlie, cognato, l’esimio Giancarlo Moschetti , Antonella Monaco e “l’Emigrante” Maurizio de Simone. Forza bnada Lonardos non cambiate mai:)
Decisamente un vino per chi sa bere. Tanto poco conosciuto quanto unico nel suo genere.
un bianco ricco, con prepotente nota di torrefazione, fresco e certamente serbevole. sembra più fiano o più greco? boh.. ha un che di indecifrabile. è molto originale sicuramente, e soprattutto ben ben ben fatto.
nato in luoghi freddi e montuosi che con un’immagine di un sud fatto di spiagge e mare e caldo hanno veramente poco a che spartire [cfr. la fotografia...]
Ieri sera, in una cena vegetariana organizzata da amici, l’occasione per degustare questo vino che conoscevo solo di nome.
Abbiamo avuto la fortuna di degustare le annate 2007-2008; un prodotto davvero particolare e meritevole, accompagnato dalla sua storia raccontata direttamente dal produttore ospite della serata.
E’ un vino che consiglierei al Guardiano del faro, sempre perdutamente innamorato dei vari “Corton Charlemagne”, o dei ” Pouilly-Fumè” d’oltralpe. La 2007 del Grecomusc’ credo non abbia nulla da invidiare a questi giganti sovraccitati. Quella “botta” di zolfo al primo naso ti inebria e ti conduce per mano in un mondo metafisico dove perennemente albergano Il Guardiano del faro e Fabrizio Scarpato intenti a scrivere i loro pezzi, ma anche a vivere la vita, loro si che lo sanno fare!!! ;-))
Lello, ma che fai? Vuoi fare concorrenza?
sì la 2007 la consiglio rispetto alla 2008 essendo più piena
Ma proprio ieri sera, parlando con Flavio Castaldo (marito di Antonella Lonardo) ed alcuni amici dello staff del prof. Moschetti, mi dicevano che la 2009 si preannuncia al livello della 2007, se non addirittura superiore. Io l’ho sentita dalla “botte” e mi ha impressionato molto favorevolmente, aspetto di sentirla dalla bottiglia…
Lello fai provvista che sto arrivando!!!!!
Ma chè “EMIGRANTE” ho solo dato sfogo alla mia passione di coniugare cibo e vino……e poi, vuoi mettere parlare dei propri vini direttamente agli appassionati e poliedrici VIENNESI. come vedi Giulia, vi seguo sempre e le aziende che seguo, anche grazie a Gianluca Tomasselli sono finalmente autosufficienti e perfettamente in grado di continuare la via intrapresa, “L’ORIGINE NON E’ UN CONCETTO ASTRATTO MA UNA SCELTA DI VITA” e finalmente anche la Campania muove i primi passi in tal senso…..io lo sostengo da 20 anni.
grande Maurizio! era una battuta ovviamente, è che ci manchi!!!!
ottimo vino , unico e di carattere, minerale ,ti avvolge e cattura immediatamente la tua attenzione.
prodotto da persone splendide, sincere ed autentiche.
W Contrade di Taurasi !!!
;-)