Grotta del Sole, spettacolari vigneti ad alberata ed il suo Asprinio D’Aversa 2013.

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Asprinio d’Aversa 2013, Grotta del Sole.

di Sara Marte

A percepirne la grandezza ci si sente proprio piccoli piccoli. Gli alti pioppi lasciano che l’asprinio si arrampichi, sfacciato, fin su i 15 metri, dando vita alle pareti dei sorprendenti vigneti ad alberata.  Francesco Martusciello jr, enologo di Grotta del Sole, ci ha guidati nella masseria “I Santi”, nel comune di Villa Literno.

 

Lo splendido colpo d’occhio delle pareti.
Francesco Martusciello jr, enologo aziendale. Dettagli di viti e pioppi.

La vite maritata è retaggio etrusco ormai  rarissimo; Le conterete sulle dita di una mano le aziende che ancora credono in questa viticoltura a cavallo fra la provincia di Caserta principalmente e Napoli.Tutto è più complicato e fuori dai comuni schemi. La raccolta su alte scale in castagno, pesantissime, sono personalizzate. I pioli, distanziati secondo la misura fra ginocchio e caviglia del raccoglitore, permettono di agganciare la gamba saldamente durante la funambolica raccolta ed avere così le mani libere. Per riempire le cassette “si cala il panaro”: Dei cesti intrecciati, chiamati fescine, vengono riempiti con 4-5 chili di grappoli e poi calati a terra.

Vite secolare che parla dell’antichissima tradizione.
Alti pioppi, tutore vivo dell’asprinio.

Stupendo il ricamo. Tra fine dicembre e gennaio, dove altrove si svolge una classica potatura, qui s’intrecciano i rami in maniera esperta e certosina: insieme quelli storici ed i tralci che andranno a frutto, formano questo meraviglioso reticolato che sembra proprio un ricamo.

Il Ricamo.

Qui le pareti non hanno la distanza di normali filari. Per permettere una giusta irradiazione, passano 30-40 metri tra una parete e l’altra. Una curiosità: l’asprinio ha una familiarità genetica con il greco. Ed infine le bottiglie. Il palato, grande punto di forza, è affilato e scattante e si presta benissimo alla spumantizzazione. Di Grotta del Sole le due versioni spumante, un metodo classico di grandissima eleganza ed un ottimo metodo Martinotti, sono un vero caposaldo. Gennaro Martusciello fu pioniere in Campania e l’azienda lavorò con dedizione al recupero ed  alla valorizzazione di questa DOC. Scelgo in degustazione l’Asprinio d’Aversa 2013, fermo. E’ buono, così puro, semplicemente buono.

Nel bicchiere dello splendido Asprinio d’Aversa, Grotta del Sole.

E’ un vino presente, agile, di sferzante acidità e ottima sapidità. Ha pochi profumi ben chiari e definiti con quegli accenti agrumati che lo caratterizzano fortemente. Il bicchiere al gusto continua rigenerante, tonico, pulente. Regala tantissimo sulla tavola con il più classico dei matrimoni, quello con la mozzarella di bufala, eppure, molto versatile, sa dire la sua sulle preparazioni di pesce, magari in frittura o su crudi come molluschi . Personalmente una delle etichette di entrata (7,50 euro circa) di maggiore soddisfazione.

Ancora uno sguardo verso le imponenti pareti.

Queste piante, che hanno continuo bisogno di supervisione, che vanno governate, curate, parlano di unicità, storia e tradizione e purtroppo, oggi, di difficoltà. Tutto quello che rappresenta questo “vino arbustivo”, lo troverete in bottiglia. Provatelo e godetene con la semplicità e la straordinarietà che merita e nella versione che più vi si addice.

Grotta del Sole è in via Spinelli , Quarto (NA). Sito: www.grottadelsole.it . Ettari: 19 ( 13 di proprietà e 6 in conduzione). Bottgilie prodotte : 700.000. Enologo: Francesco Martusciello jr.Uve: falanghina, asprinio, caprettone, greco, fiano, aglianico, piedirosso, sciascinoso.

Un commento

  • Carlo

    (1 agosto 2014 - 22:55)

    Conosco i vini di questa cantina (che ho visitato) ed in particolare mi sono portato qua’ a Dublino il loro spumante di Asprinio d’Aversa metodo classico che e’ veramente superbo !

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