Grotte 2007 Greco di Tufo docg Colli di Castelfranci

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Uva: greco di Tufo
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Parlando ovviamente di media, possiamo tranquillamente affermare che se il 2006 è stato l’anno del Greco, il 2007 è quello del Fiano. Il motivo è da ricercare nei diversi tempi di maturazione delle due uve e dunque la diversa reazione a due millesimi difficili e complessi, il primo piovoso e corto in bocca, con un frutto generalmente diluito dalle piogge, il secondo invece ricco di sole, siccitoso, che ha anticipato tutti i tempi vegetali della pianta e del frutto. Ne vengono fuori dei vini più pronti del solito, elemento che ha molto favorito il Fiano nelle degustazioni coperte delle guide ove però il produttore abbia avuto la capacità di anticipare il più possibile i tempi per preservare l’acidità, e un po’ meno il Greco che in genere sembra privo di quel nerbo irrequieto e inafferrabile che lo caratterizza.  Qui parliamo di otto ettari dedicati esclusivamente a questo vitigno e a buona quota, oltre i 400 metri, sicché il bicchiere si presenta molto interessante e rico di spunti, a cominciare ovviamente dal naso ricco di frutto e intrigato da note minerali, in bocca l’elemento fondante resta la freschezza, sia pure non in eccesso come nel millesimo precedente, una discreta sapidità, ma soprattutto una struttura, un corpo, piena e assoluta che appaga il palato immediatamente con una sosta prolungata e un ricordo lungo, intenso. Una interpretazione classica, senza fronzoli, solo acciaio, ma proprio per questo a nostro giudizio molto apprezzabile, anche perché emblematica di una stagione molto difficile da affrontare sia nel vigneto che in cantina. Del resto l’enologo di Giuseppe e Gerardo è noto per la sua spiccata propensione al bianco e ha ben fatto in giro per la Campania anche con questa annata. Rispetto alla media, il Greco presenta uno stadio di avanzamento superiore, ossia è più pronto, è già gradevole da bere a un anno dalla vendemmia, sarà però molto interessante attendere lo sviluppo evolutivo in vetro proprio per studiare il comportamento di un’annata che esige stavolta un consumo meno sofferto e più diretto. Lo abbiamo abbinato ad una calamarata, la splendida trafila di Vicidimoni, con tonno e peperoncini verdi secondo la tipica ricetta di Perbacco di Pisciotta e il bianco ha retto molto bene l’impatto con un piatto ricco di personalità e strutturato. Ma le possibilità di incontro con il cibo con vini di questa stazza sono praticamente infinite.

Sede a Castelfranci. Contrada Braudiano. Tel. e fax 0827.72392. www.collidicastelfranci.com Enologo: Alessandro Mancini. Ettari: 25 di proprietà. Bottiglie prodotte: 25.000 Vitigni: fiano, greco, aglianico.