Guado al Tasso, storica verticale 2010-2001 a Le due Torri di Presenzano

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Guado al tasso, le bottiglie della verticale a Presenzano

 

di Teresa Mincione

Galeotta fu la partita Napoli–Fiorentina! E’ così che Leonardo Avallone, responsabile vendite Italia della storica azienda Antinori, con grande ironia e semplicità, ha simpaticamente svelato l’origine della storica verticale di Guado al Tasso tenutasi a Presenzano al ristorante Le Due torri.

Il ritorno dallo stadio – racconta – la partita vinta, la giusta compagnia e la voglia di condividere ancora qualche ora assieme, divennero il giusto movente per aprire qualche bottiglia d’annata. Qualche sorso di Guado al Tasso 2005 e immediatamente l’idea di una storica verticale con Salvo Passariello, patròn del ristorante Le Due Torri a Presenzano. Un nome, un brand quello degli Antinori! Di certo un’enorme e prestigiosa risorsa italiana da gestire, ma soprattutto un biglietto da visita per l’export nel mondo. Un’azienda che nasce da una nobile famiglia da cui ne origina il nome e che vanta al proprio comando ben 26 generazioni. La produzione e commercializzazione del vino ebbe inizio nel 1385, anno in cui entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Un solo nome, Antinori, che mai ha smesso di evidenziare, anche attraverso un’unica filosofia, le diverse sfaccettature che tratteggiano il grande puzzle qualitativo. Si inizia con le Tenute storiche in Toscana, come Tignanello, Peppoli, Guado al Tasso, Badia a Passignano, Pian delle vigne, la Braccesca, Marchesi Antinori, per arrivare sino in Umbria con il Castello della Sala. Al sud, in Puglia, con Tormaresca sino a quelle in Franciacorta (con Montenisia) e Piemonte (Prunotto ).

Con renzo Cotarella durante la verticale (Foto Teresa Mincione)

Oggi la società è diretta dal Marchese Piero Antinori con le tre figlie coinvolte in prima persona nelle attività aziendali. Nel raccontare il suo contributo all’azienda, Renzo Cotarella, icona dell’enologia contemporanea e “amministratore della galassia Antinori, non si esime dal condurre gli intervenuti lungo le linee del tempo che fu, spiegando come l’azienda arrivò in famiglia attraverso il matrimonio di Carlotta della Gherardesca, madre del Marchese Piero Antinori. Una storia fatta di grandi intuizioni che nello scorrere del tempo si sono rivelate vincenti non solo in cantina. Tutti ammaliati da un racconto di vita e di vino.

Da innamorato ne parla e si sa, gli innamorati sono sempre di parte, confessa. Intrigante il suo dire quanto coinvolgente il tratteggio di quel territorio.

L’excursus storico lascia il passo al racconto che velocemente ritorna lungo i filari di Bolgheri, dove le vigne di famiglia vantano prestigio in tutto il mondo. Locus vocato di indiscutibile prestigio, piccola DOC in cui si trova Guado al Tasso, famosa per i rosè sin dagli anni ’70: per questi ultimi e per i bianchi, nel 1984 ha ricevuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, estesa poi ai rossi nel 1994. La zona, ad oggi è conosciuta e stimata essenzialmente per i suoi eccezionali vini rossi, conosciuti in Italia e nel mondo con il nomen di “Super Tuscan”. E’ attraverso la grande ricchezza e qualità dei suoi vini che una zona vocata quale Bolgheri è diventata una delle più grandi capitali del mondo enologico. La tenuta Guado al Tasso, si trova sulla costa toscana a ben 96 km a sud ovest di Firenze. I 300 ettari vitati della tenuta sono posizionati al centro del cd “ anfiteatro bolgherese”. Morbide colline circondano la splendida piana e degradando sino al mare creano un microclima dalle caratteristiche uniche. In tali condizioni, il clima è del tutto particolare: il binomio mare-esposizione gioca un ruolo di enorme rilevanza. Di giorno le temperature sono equilibrate con l’influenza di un vento di mare, di notte quando la temperatura si fa più calda arriva un vento di terra.

Guado al Tasso, ad oggi uno dei vini “bandiera” dell’omonima tenuta, è nato in una zona che ha acquisito notorietà sempre maggiore per la capacità unica di produrre vini ad approccio bordolese. La preziosa area di Bordeaux, luogo di prestigio e di profonda storia vitivinicola, stella del nord per i Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot non poteva non affascinare anche gli Antinori. Tale influenza bordolese ha fatto si che a Bolgheri si cercasse di ricostruire tale filosofia, ma con l’aggiunta di un dato differenziale che tipizzasse l’azienda. Con questa idea nel cuore e con lo spirito secolare che ha sempre mosso l’azienda nei secoli si arrivò ad introdurre in Guado al Tasso un vitigno che all’epoca dettava moda: messier Syrah. Varietà dalle origini antiche soprattutto nella valle del Reno ma che mai tardò a far sentire il prestigio della lontana Australia. Affascinati dal quell’ approccio morbido che ben ammaestrava le difficili annate di cabernet e merlot, caratterizzò i calici di Guado al Tasso per qualche tempo. Ma nulla è per sempre, come i gusti, come gli amori e come il piacere per vini orizzontali, voluminosi e maggiormente accessibili olfattivamente e gustativamente. La luna stsva cambiando e con essa il percorso che avrebbe portato l’azienda a nuove scelte: il Cabernet Franc al posto di messier Syrah .

La verticale di Guado al Tasso

In degustazione sei annate con sei anime diverse ma legate da un unico fil rouge … la qualità! Scopo di una verticale non è quello di scovare il vino migliore, ma cristallizzarne l’anima ed entrarci in intimità.

 

  • GUADO AL TASSO 2001
    ( 60%Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 10% sirah)

All’esame visivo disattende la sua età: rosso rubino vivo, alcun segno di cedimento e stanchezza. Nessun contorno ne svela l’età: ben 13 anni .. mirabilmente portati. All’olfatto tipiche note di frutta rossa, cacao, tabacco, ma leggeri anche i sentori balsamici. Equilibrio gusto olfattivo tra frutta e legno centrato. In bocca il primo approccio è materico, si “mastica”, ma l’acidità è graziosamente gestita da lasciare un una bocca pulita pronta per il prossimo assaggio. Buona la chiusura. Un vino con una propria autoreferenza, che di sicuro incanta l’export!

 

  • GUADO AL TASSO 2004 ( 50% Cabernet Sauvignon 45% Merlot 5% Sirah )

Rispetto al precedente ha una spinta olfattiva più complessa dove la frutta cede il passo alle note balsamiche. Si affacciano note di miele, pepe, ed un leggerissimo sentore di tostatura allunga l’olfatto. Un vino impeccabile che ben aderisce al suo territorio. La bocca è potente, strutturata con tannini eleganti. Di certo più verticale del precedente, insomma un vino dal passo veloce. L’impatto della 2001 è la materia che coadiuvata dalla freschezza lascia la bocca pulita, la 2004 con la sua finezza e personalità incanta e stupisce ad ogni sorso. Una sontuosa performance che con quel suo pizzico di salinità in più può candidarsi tra i migliori Guado al Tasso.

 

  • GUADO AL TASSO 2005 (60% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 10% Sirah)

Colore pienamente in linea. All’olfatto note di frutta rossa. Certamente più composto rispetto alla 2004. In bocca più morbido con un’ acidità bilanciata. Dei tre è quello più pronto. Un vino che ben saprà giocare la partita con il tempo. Qualche riflessione a margine.. invecchierà molto lentamente con cambiamenti graduali rispetto alla 2001.

 

  • GUADO AL TASSO 2007 (60% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 10% Cabernet Franc 3% Petir Verdot)

Anno del cambio il 2007.. la nuova versione del Guado al Tasso non conta più sul Syrah ma beneficia di una grande solarità e immediatezza donata dal Petit Verdot associata ai benefici di una minor dolcezza e rotondità dovuta al vitigno del Rodano ( Cabernet Franc). Il timbro del vino cambia notevolmente. Si salutano affettuosamente gli anni 90 per entrare nel nuovo millennio. Un bel rosso rubino brillante dal un naso che parla di frutta rossa, prugna e pepe bianco. In bocca è snello, asciutto, diversamente dalla tendenza nazionale dell’annata 2007 grassa e pesante. Rinfrescante e di buona bocca . Il cambio si avverte anche sul varietale, ove si è sostituita una varietà “ dolce” con una più salina. Vino vibrante a dirla alla Cotarella.

 

  • GUADO AL TASSO 2009 60%(Cabernet Sauvignon 25% Merlot 12% Cabernet Franc 3% Petir Verdot)

Annata intrigante! Il colore non tradisce le aspettative, vivo e luminoso. Note balsamiche e mentolate accarezzano l’olfatto, accompagnate da delicati sentori di erbe di bosco. Non mancano sentori di fragola, mirtillo, floreale e caramello. A dirla cromaticamente, evidente la prevalenza della nota verde sulla rossa. In bocca si è sulla stessa scia della 2007 anche se l’anima è leggermente più snella.

Finale salato/ amarognolo. Evidente il rinnovamento dell’uvaggio. Nel complesso trattasi di un vino centrato sul frutto ma maggiormente arioso e sfaccettato rispetto ai precedenti.. stiloso e fiero.

 

  • GUADO AL TASSO 2010 (55% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 15% Cabernet Franc)

Giovane rampante! Calice dalle enormi capacità espressive con forte energia al palato.. interessante da valutare nel prosieguo quando il corso del tempo avrà affinato gli animi. Caratterizzato da un lucente color rosso rubino. Stimolante al naso così come in bocca. Fantastic performance in fieri. Non resta che aspettare!

 

La verticale arriva al termine e Renzo Cotarella ne approfitta per le ultime battute. Da unna voce tra tanti arriva l’ultima domanda: cosa significa fare un grande vino? Significa avere la percezione delle sfumature, l’attenzione per i minimi dettagli produttivi, significa ripetersi su livelli altissimi ogni anno. Ed ancora – minuziosità tecnica, costanza qualitativa in quantità significative, capacità di interpretare ogni millesimo trasmettendo il segno distintivo d’un territorio. Insomma, un grande vino è un fatto di cultura, di tecnica, di passione … ma soprattutto dal buon vino!