“Processo a chi copia ricette”: Marchesi show alla Triennale

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Gualtiero Marchesi in tribunale: avvocati combattono con i cucchiai tra i denti
Gualtiero Marchesi in tribunale: avvocati combattono con i cucchiai tra i denti

di Fabiola Quaranta

Copiare le ricette. Come difendersi dai ladri di idee? Gualtiero Marchesi lo ha chiesto con forza.
Siamo a Milano, più precisamente alla Triennale, e il Salone d’onore si trasforma in un’aula di Tribunale. Accanto a due cuochi con tanto di cappello, cucine, pentoloni ed utensili di varia natura, al cospetto di un Collegio Giudicante di tutto rispetto, gli Avvocati Franzosi e Bacchini, indossate le toghe, prendono le parti rispettivamente dei loro clienti.

Gualtiero Marchesi ed il suo cuoco
Gualtiero Marchesi ed il suo cuoco

Attore è il Maestro Gualtiero Marchesi, riconosciuto come il più noto chef italiano nel mondo e fondatore “della nuova cucina italiana”; convenuto un suo ex cuoco, Guido Rossi. La platea è piena di giornalisti, blogger, avvocati e addetti ai lavori che tra il divertito e l’ammirato, partecipano attivamente alla discussione. L’argomento è di massimo interesse e sicuramente di grande attualità: si discute della proprietà intellettuale in cucina, legata al piatto, agli ingredienti, al design, alla forma, alle ricette.

Gualtiero Marchesi in tribunale, programma del convegno
Gualtiero Marchesi in tribunale, programma del convegno

Sì, perché anche il cibo può diventare oggetto di controversia giudiziale quando viene contraffatto o quando, in qualche modo, ne viene violata la proprietà intellettuale. Oggetto della controversia, infatti, è il piatto più famoso del Maestro: il Riso Oro e Zafferano.

il nuovo ristorante Marchesi, Riso oro e zafferano
il nuovo ristorante Marchesi, Riso oro e zafferano

Un capolavoro per bellezza e sapore, un’opera d’arte per la vista e per il gusto. Ci fu un tempo in cui Guido Rossi lavorò alle dipendenze del Marchesi, carpendone segreti e imparandone il mestiere, sino a quando, con la volontà di rendersi autonomo e di spiccare il volo, si decise ad aprire un ristorante tutto suo, All’ultimo Risotto, sempre a Milano. Fin qui nulla di strano. Peccato che nel neonato locale il Sig. Rossi abbia deciso di offrire ai suoi fruitori lo stesso, identico piatto di Riso Oro e Zafferano, nella stessa forma, con il medesimo particolare che lo ha reso noto al mondo, il foglio d’oro, variando soltanto il tipo di riso (basmati in luogo del carnaroli, per giunta di bassa qualità), e qualche fase del procedimento.

Si tratta dunque, di un’imitazione che svilisce il piatto originale e si fregia di esserne un omaggio. Durante il mock trial (processo simulato) a Marchesi viene chiesto di spiegare il motivo per cui ha deciso di adire le vie legali: “Per difendere un’idea. Ho letto una frase di Schönberg: “Le idee non possono mai perire, lo stile può anche cadere in disuso”. I miei piatti sono idee, come il mio riso e oro: perché dovrei smettere di farlo?».
Difendere un’idea: probabilmente è questo il nodo della questione.

La cucina è un’arte, il luogo della creatività, della sperimentazione, della famiglia, degli affari, è una scienza, è conoscenza. Si sono avvicendati al microfono esperti e tecnici, che hanno discusso sulle possibilità di tutela dei vari aspetti come marchio, brevetto, design, diritto d’autore, know how.
Lo chef è innanzitutto un cuoco, è poi un compositore. Difendere la proprietà intellettuale ed il diritto d’autore diventa una necessità.