Guardiolo, una doc per l’estate

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2 giugno 2001

I piccoli produttori hanno avuto il merito di fare da apripista, ma la battaglia sul mercato che conta si gioca sui grandi numeri. Come quelli della cooperativa La Guardiense (Località Santa Lucia, 104-105, Guardia Sanframondi. Telefono 0824 864935 o 817068) fondata nel 1960 da 33 produttori e che oggi conta oltre mille soci con duemila ettari, da sola imbottiglia il 10 per cento di tutto il vino campano. Insomma, una delle più grandi del Sud. Quando i numeri sono così pesanti diventa difficile gestire il cambio di orientamento del mercato e infatti cantine e cooperative sociali stanno uscendo tutte da anni molto difficili, quelli che hanno segnato l’abbandono del mito contadino dell’abbondanza per entrare in una logica assolutamente rovesciata: meno uva produce il vigneto, migliore sarà il vino in bottiglia.
Oggi la cooperativa quasi si identifica, caso singolare, con la doc Guardiolo, ancora poco conosciuta, su cui si sta lavorando sodo a Guardia Sanframondi, Castelvenere, San Lorenzo Maggiore e San Lupo: ogni anno il 5 per cento dei vigneti vengono interamente rinnovati. E mentre siamo in attesa del vino di punta, cioé di quello che fa notizia nell’ambiente secondo una tradizione consolidata inaugurata da quei furboni toscani, possiamo senz’altro consigliare ai nostri lettori la linea di recente presentata a Castel dell’Ovo: Guardiolo rosso, Guardiolo rosso riserva e Guardiolo bianco (Falanghina) che si aggiungono alla linea classica, tra cui spiccano il bianco e il brut. Vini da portare in barca e bere allegramente in compagnia, oppure da provare durante le classiche spaghettate di mezzanotte stile anni ’60. O, più semplicemente, da frequentare ogni giorno. Inutile sottolineare, cari lettori, il rapporto tra la qualità e il prezzo del Guardiolo, assolutamente competitivo come dimostra l’export. Per chi alzato troppo i prezzi abbagliato dai facili guadagni, lo riscriviamo ancora, sono invece in arrivo tempi duri. Il colosso americano Gallo sta infatti reclutando una fitta rete di rivenditori (quindici per l’esattezza) proprio qui in Campania perché sa che si è aperto un varco molto ampio nel quale inserire i suoi Chardonnay, Cabernet e Zinfandel. La California è alle porte, seguita da Cile, Australia, Nuova Zelanda… Buona fortuna a tutti.