Guerra della mozzarella tra Campania e Puglia: tra le cozze pelose di Emiliano e la frittura di pesce di De Luca capire il pasticcio fatto dai burocrati di Martina

18/9/2017 1.6 MILA
Ministero dell'Agricoltura
Ministero dell’Agricoltura

di Luciano Pignataro

L’aspetto più sconcertante della vicenda della mozzarella pugliese è che tutto è partito da un burocrate del ministero dell’Agricoltura che, senza avere, almeno formalmente, alcun input politico, ha consigliato ai produttori murgiani di cambiare il nome della nuova dop (denominazione di origine protetta). L’ennesimo esempio, se ancora ce ne fosse bisogno, di un Paese sempre più governato da meccanismi burocratici formalmente rigidi alle regole ma che in realtà dilagano occupando lo spazio lasciato vuoto dalla politica nell’ambito della discrezionalità che spesso oscilla tra abuso e irrealtà, corruzione e mancanza di risultato.
Infatti la vicenda nasce nel 2011 con la formazione dell’Associazione dei produttori della Treccia delle Murge perché il prodotto, di latte vaccino, pur chiamato mozzarella in questi territori, non avrebbe mai potuto ottenere il riconoscimento della dop esistendo già la Mozzarella di Bufala Campana dop.

Bene, cosa succede?

Molto semplice e imbarazzante allo stesso tempo: nel corso degli ultimi passaggi burocratici viene suggerito ai produttori pugliesi di chiamare il latticino con il termine «Mozzarella di Gioia del Colle», un bel paese famoso soprattutto per il suo splendido Primitivo.
L’udienza ufficiale avviene alla fine di luglio e il 26 agosto sulla Gazzetta Ufficiale appare il via libera del ministero.

Ora per capire la questione, al di là del goliardico scambio di battute tra i governatori della Puglia Michele Emiliano (“la nostra mozzarella va meglio della vostra sula pizza”) e della Campania Vincenzo De Luca (“voi pugliesi pensate a fare la burrata”) che pare non abbiamo capito bene la questione di fondo, basta fare un esempio preciso.

La Francia, impegnata da sempre nella difesa delle proprie risorse agroalimentari, ha vinto da tempo la battaglia proprio contro gli italiani che definivano le loro bollicine con il termine «Metodo Champanoise». Il motivo è che ricordava troppo il termine Champagne creando confusione nel mercato. Non solo, ma come ben sanno gli esperti di vino, nella stessa Francia il termine Champagne può essere usato esclusivamente per le bollicine prodotte nell’omonima regione. Per restare in tema di vino, l’Italia ha dovuto rinunciare ad usare il termine Tocai per un proprio vino friulano dopo la vittoria in sede comunitaria delle ragioni dei produttori ungheresi nonostante l’uso della parola «tocai» fosse popolare da secoli per il grande vino bianco del Collio.

Mozzarella pugliese, sei cose da capire subito

In un paese serio, dunque, ogni regione e territorio ha la sua specializzazione, ben delineata e classificata a norme di legge.

Ora, dunque, al di là di come le comunità chiamassero il latticino delle Murge, c’è il principio fissato da una esistenza della dop che si chiama Mozzarella, la quale, questo il paradosso che gli stessi due governatori sembrano ignorare o che comunque tralasciano, viene prodotta non solo in Campania ma anche nel Lazio e nella stessa Puglia. Non è difficile immaginare dunque che gli stessi produttori pugliesi di Mozzarella dop siano irritati quanto i loro colleghi campani e laziali.  La dop tutela il prodotto ed è una certificazione europea importante nella comunicazione globale oltre che per le trattative in corso con Stati Uniti e Cina.

Dunque il problema è molto facilmente comprensibile. Nella stessa Campania i prodotti ottenuti da latte vaccino si chiamano fior di latte e se passa la tesi che quella pugliese si può chiamare mozzarella non ci sarà alcuna ragione al mondo per negare analoghe richieste ai produttori di Agerola, di Montella o del Vallo di Diano dove la tradizione casearia da latte vaccino è ben radicata da secoli.

Un brutto pasticcio dunque, che speriamo venga risolto al più presto.

Un commento

    Antonio Prinzo

    (16 settembre 2017 - 20:48)

    Caro Luciano brutto pasticcio proprio, burocrazia invadente e ignorante che non pensa. Poi i due “fenomeni” che guidano le regioni non aiutano. Fino a qualche tempo fa facevano anche ridere le battute goiardiche del nostro, oggi aumentano solo i consumi di maalox.
    Con affetto

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