Guida ai veri sapori di Sorrento in una giornata

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Sorrento

di Marina Alaimo

La Penisola Sorrentina si snoda in modo tortuoso lungo la costa costretta tra i Monti Lattari ed il mare, e, come in una collana, vi sono incastonate numerose insenature e borghi, le sue gemme preziose. Nel suo insieme costituisce un luogo di estrema bellezza, motivo per il quale da secoli è ambita meta turistica. Il centro principale e maggiormente sviluppato è Sorrento dove la popolazione è particolarmente accogliente. L’unione di queste due virtù, bellezza ed accoglienza, la rendono un luogo unico ed attraente, tanto che negli ultimi anni si è fortemente sviluppato il fenomeno dei matrimoni degli stranieri nel Comune di Sorrento.


Prima tappa mattutina per il caffè o la prima colazione è il Foreigners’Club, in via Luigi De Maio n° 45, bar e ristorante con pochi piatti. Chiunque metta piede sulla sua terrazza automaticamente si ammutolisce stordito dalla bellezza disarmate del panorama sulla costiera e sul Golfo di Napoli. Questo luogo incantato nasce negli anni ’60 come locale notturno per l’accoglienza degli stranieri, con cene spettacolo e serate danzanti.

Frutta e ortaggi

E’ doverosa una passeggiata nell’antica via S. Cesareo, caratterizzata dai mille colori di negozietti e bottegucce, con sosta al Limonoro di Ciro D’Esposito al numero 49 (tel. 081 8785348) specializzato nella produzione e vendita di liquori e dolci prodotti con i tipici e profumatissimi limoni di Sorrento. Troverete anche il famoso limoncello, cioccolato al limone, capresini fatti con mandorle e limoni, scorzette di limone ed arancia ricoperte di cioccolato,il  nocciolato (dolcino tipico fatto con noci di Sorrento profumato al limone), babà al limoncello e tant’altro. Divertente e distensivo sarà passeggiare tra le frutterie e pescherie.

Limonoro di Ciro D’Esposito

Oltre alla solita frutta e ai pesci di importazione non è affatto difficile trovare roba locale, sempre di alta qualità. Per il pranzo ho scelto i ristoranti che al meglio sanno coniugare tradizione, territorio ed innovazione.

Una recentissima novità è Refoods, ristorante, lounge bar e shop, dotato all’ingresso di un banco formaggi, finalizzato sia alla vendita al pubblico che al consumo al tavolo: formaggio di grotta di Calitri, podolico di Potenza, caciocavallo Irpino, canestrato moliterno e, soprattutto, mozzarella di bufala campana dop, ma anche ricotta e provola di bufala.

Refoods

I piatti sono principalmente di mare, la pasta è fatta a mano dallo chef Vincenzo Piacente. Antica Trattoria, in via Padre Rinaldo Giuliani n° 33 (tel.081 8071082), composta da ambienti raffinati ed accoglienti. Eppure ha origini molto umili: nel 1930 nasce come rivendita di baccalà e stock, dopo un po’ la proprietaria Carmela Ioviero comincia ad offrire piatti pronti utilizzando esclusivamente questi due prodotti, per poi diventare una piccola trattoria che tra gli anni 75-80 è viene tramutata in ristorante di cucina tipica.

Antica Trattoria

Oggi il patròn è Aldo Doria (con me nella foto), che negli ultimi dieci anni ha rivoluzionato il locale dove lo chef Tonino Maresca sa ben coniugare tradizione ed innovazione. Da non perdere i ravioli fatti in casa ripieni di ricotta di fuscella e agrumi di Sorrento su guazzetto di frutti di mare, carrè di agnello al forno con salsa al provolone Del Monaco, la pezzogna al sale, la zuppa di pesce con tranci di pesce lucerna, tracina, coccio, scorfano, marvizzo, gamberi e frutti di mare. Da visitare la fornita cantina.

Altro ristorante interessante e imperdibile è Il Buco, alla II Rampa Marina Piccola n° 5 ( nei pressi di Piazza S.Antonino, sotto il Teatro Tasso), tel. 081 8782354: ambiente raffinato ed accogliente, ampia l’offerta di piatti impostata principalmente sui prodotti del mare, con carta dei vini ben fornita.

Il Buco

Il ristorante Da Filippo è in via Cesarano n° 5, tel. 081 877 2448, fuori dal centro di Sorrento, dove vale la pena spingersi per avere un’idea più ampia del luogo. Da venticinque anni soddisfa i clienti con cucina tradizionale, famoso soprattutto per i dolci fatti in casa, come la crostata di fichi e noci di Sorrento, crostata di limoni, pastiera, sorbetti e gelati. Per la pizza L’Antico Forno a legna Da Franco, locale alla buona ma molto tradizionale, dove degustare un’ ottima pizza ed il tipico saltimbocca, una sorta di panino fatto di pane pizza, farcito con fior di latte di Agerola e prosciutto crudo.

Antico forno

Proprio di fronte alla pizzeria c’è il Fondo L’Agrumaio, antico giardino di agrumi di circa 200 anni, con alberi di aranci, limoni e mandarini. Sarebbe delizioso  acquistare Da Franco un ottimo saltimbocca e poi goderselo in libertà sotto l’agrumeto, dotato di panche e tavoli di legno. Il profumo dei frutti è intenso e piacevolissimo.

Fondo L’Agrumaio

Il pomeriggio lo trascorrete tra antiquari e botteghe artigiane. Tra le tante voglio segnalare una bottega d’arte, non ha nulla a che vedere con il gusto, ma credo sia importante in quanto unica: la Bottega di Marcello Aversa, dove il maestro realizza delle miniature in terracotta grezza, per lo più presepi, ma anche scene tipiche del luogo, sintetizzando attraverso la sua arte alcune specificità culturali della Terra delle Sirene. La Bottega si trova in via Sersale n°3 Sorrento, tel. 081 8771535.

La Bottega di Marcello Aversa

Per l’aperitivo un salto al famoso bar Fauno in piazza Torquato Tasso, con ottima pasticceria, le sue origini risalgono agli anni 50.

il bar Fauno

A proposito di pasticceria e gelateria, tappa obbligatoria è il bar Primavera di Antonio Cafiero: nella sua piccola sala degustazione potrete assaporare sui tipici tavolini in intarsio sorrentino la famosa delizia al limone, dolce strepitoso fatto di pan di spagna ripieno di crema chantilly al limone dal gusto irresistibile.

Delizia al limone

Ma anche tanti  dolci di tradizione sorrentina e napoletana e numerosi gusti di gelato. Per la cena voglio suggerire anche due tappe  appena fuori Sorrento. il Ristorante Le Tre Arcate, a Piano di Sorrento, di Alessandro Russo, dove è particolarmente esaltata la cucina del territorio.

Alessandro Russo, Le Tre Arcate

Qui lo chef Salvatore Accietto ama preparare piatti con pesce e prodotti dell’orto, il menù varia ogni mese, tra gli antipasti: insalata di polpo con pomodori secchi e finocchietto, insalatina di calamaretti con sedano e noci di Sorrento, capocollo nostrano con fichi del vescovo e provolone del Monaco. Tra i primi: spaghetti con pomodorino del piennolo, paccheri con vongole veraci e fiori di zucchine, linguine con coccio e peperoncini verdi, calamarata con totani di lenza di Punta Campanella, mezze maniche con alici di Menaica, cavolo e peperoncino piccante; tra i secondi: tradizionale frittura di paranza, pezzogna al sale o all’acqua pazza, involtino di orata ripieno di panuria con olive di Gaeta e capperi sorrentini, totani e patate, filetto di maiale nero casertano con chips di pane e broccoletti saltati; tra i dolci l’isolotto, di propria invenzione, una sorta di caprese servita calda con cuore di cioccolato fondente. Il ristorante Le Tre Arcate si sviluppa su due livelli, al piano terra a colazione c’è la tavola calda e pizzeria, con ampia scelta di pietanze, di sera è pizzeria e rosticceria, anche da asporto.

La festa dei venti anni dello Stuzzichino

La festa dei venti anni dello Stuzzichino

Altro ristorante fuori Sorrento imperdibile è Lo Stuzzichino, via Deserto n°1 Sant’Agata sui due Golfidi Massa Lubrense, tel. 081 5330308, osteria dei sapori tradizionali della Penisola Sorrentina, fondato nel 1989 da Paolo De Gregorio, chef della casa, oggi coadiuvato dai figli Domenico, sommelier, e Giuseppe, pasticciere. Il menù è ampio, ricca e attenta la carta dei vini.  Tra i piatti tipici della casa i gamberetti di Crapolla e la pasta e patate con provolone del Monaco dop.

 

3 commenti

  • vendita vini online

    (19 aprile 2013 - 22:06)

    Grazie er aver condiviso la tua esperienza con noi.
    http://www.miacantina.it

  • Pasquale Nusco

    (21 aprile 2013 - 09:09)

    E’ un segno del destino. Benché più volte, inutilmente, invitata a venire a Calitri, Marina Alaimo, nel suo bel girovagare per gli esercizi più sfiziosi di Sorrento, fatalmente trova il Caciocavallo Irpino di Calitri, stagionato in grotta, in “missione esterna”. Quand’è che lo incontrerà in loco?

  • bruno

    (21 aprile 2013 - 21:16)

    da ciro un grande amicone il vero limoncello solo da lui lo puoi trovare e la gentilezza di questo ragazzo

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